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Reiki e Libertà

Riflessioni personali sul Reiki dopo anni di “stretta convivenza” con questa disciplina olistica!

Parlare di Reiki, non è sempre facile, ne parlano in molti, ne parlano bene, ne parlano male, non sta a me giudicare, come non sta a me giudicare la moralità di chi ne parla o di chi lo insegna, proprio perchè non fa parte del Reiki perdere tempo a guardare troppo l’operato degli altri solo per fini distruttivi, giudicanti , il Reiki è propositivo, insegna a guardare avanti, e ad usare l’Energia per vedere cosa in noi stessi bisogna migliorare.

Dopo questa premessa, desidero intrattenervi su alcuni punti che ritengo importanti per chi si vuole avvicinare a questa Arte Terapeutica sia per una crescita personale che per farne una professione in visione, speriamo presto, di un riconoscimento come corso triennale universitario.

Appena mi sono avvicinata al Reiki, molto anni fa, ne ho subito intravisto le enormi potenzialità, la sua versatilità nel lavorare in simbiosi sia con altre discipline bio-naturali, sia con terapie strettamente mediche e psicoterapiche, tanto che collaboro da molto tempo con medici sia nell’insegnamento del Reiki che come operatrice, come molti altri miei colleghi.

Per poter fare ciò occorre però una corretta formazione anche in settori che apparentemente non c’entrano nulla con il Reiki, come conoscere il funzionamento del corpo umano, sia da un punto di vista energetico, che più strettamente fisiologico, oppure come approcciarsi alla persona, da un punto di vista psicologico, che desidera ricevere un trattamento da noi o l’insegnamento del Reiki.

Tutte queste ragioni hanno portato un gruppo di Master Reiki, un po’ di anni fa, con una formazione completa ed esaustiva, a ragionare sulla possibilità di mettere a punto un corso triennale di Reiki che desse la possibilità alle persone interessate a viverlo come professione, di poter apprendere tutto quello che di meglio il Reiki e le discipline bio-naturali potevano offrire in vista di una figura professionale che potesse agilmente collaborare con la classe medica.

Nasce così il Master in Bioreikiologia, e la figura del Reiki Coach, come corso triennale in linea con ciò che la futura legge di riconoscimento prevede per questo tipo di discipline, nasce dopo anni di studi, di sperimentazione, di grande amore e rispetto verso il Reiki, nel desiderio che non rimanga conchiuso una una sterile forma statica, anche anni di carte e burocrazia, ma i risultati hanno premiato la volontà di farlo uscire allo scoperto in tutta la sua potenza, l’Istituto I.R.I.S., con Maria Remigio come presidente e la sottoscritta come vice-presidente, dove questo triennio di Bioreikiologia viene ideato, è diventata una scuola di formazione universitaria e post-universitaria di Discipline Orientali, riconosciuto dalla Regione Lombardia, autorizzata a fare corsi ECM: quindi la scuola riconosciuta c’è, il triennio è già pronto e operante……..non ci rimane che aspettare questa benedetta legge!

Vi ho raccontato tutto ciò per sollecitarvi a pensare al Reiki come una magnifica Sfera di Luce che comunica con tutto ciò che la circonda, non si chiude in inutili polemiche tipo Reiki e solo Reiki il resto è contaminante, no, questa sfera vivente desidera inglobare tutto ciò che può essere utile per la crescita coscienziale e per il benessere dell’essere umano e non umano, desidera vivere, evolversi con noi, solo così non diventerà una cosa solo da raccontare, ma diverrà, invece una cosa da vivere e condividere nel nostro quotidiano!

Questo è come io vedo il Reiki, poi credendo fermamente nella Libertà di pensiero e parola, ognuno può decidere di viverlo e di parlarne come meglio crede, non sarò certo io a giudicare, anche perchè chi pratica Reiki con il cuore e nel rispetto dei suoi insegnamenti difficilmente passa il tempo a giudicare gli altri!

Con affetto

Laura Annarella