Vuoi aprire una birreria ?

E'un’idea imprenditoriale le cui possibilità di successo sono molto buone. Per il consumatore è un modo nuovo di accostarsi alla birra, con l’emozione di gustare un prodotto appena preparato : gli ingredienti, gli strumenti e gli impianti utilizzati per la produzione e la spillatura della birra devono essere ben visibili all’interno del locale.

Vuoi aprire una birreria ?

L’IDEACon una miriade di tipi di birra in commercio, avviare una microbirreria o un brewpub, per dirla all’inglese, rappresenta un’idea innovativa. In cosa consiste? Una birreria fai da te, dove la birra viene prodotta direttamente in loco, con impianti di fermentazione posizionati rigorosamente sotto gli occhi dei clienti. Un modo nuovo di accostarsi alla birra, con l’emozione per il consumatore di gustare un prodotto appena preparato. Gli ingredienti, gli strumenti e gli impianti utilizzati per la produzione e la spillatura della birra devono essere ben visibili all’interno del locale. La vendita di birra e di bevande analcoliche è in aumento. Le possibilità di successo sono molto buone per una microbirreria. Per gli abituali frequentatori amanti della birra, ma anche per moltissimi curiosi. Un bravo mastro birraio dovrebbe cercare di proporre nel proprio locale, tra birre prodotte artigianalmente e birre in bottiglie o alla spina di produzione industriale, un assortimento in grado di soddisfare ogni tipo di palato. L’importante è però non fare il passo più lungo della gamba: meglio poche referenze ma giuste che una moltitudine di prodotti curiosi che, poco richiesti, rischiano di invecchiare perdendo di qualità.
L’ATTRATTIVA DEL BUSINESS
Buone potenzialità di mercato.La redditività è elevata. Per l’avvio dell’attività si possono richiedere agevolazioni pubbliche nazionali e regionali. L’attività è stimolante  e offre buone soddisfazioni. I rischi possono essere alti (vedi più sotto).
LE CONDIZIONI DI REALIZZABILITA’
Individuare la giusta ambientazione del locale. Attenzione e cura ai dettagli. Varietà nell’offerta di intrattenimenti. Saper fidelizzare i clienti.
I RISCHI CHE SI CORRONO
Sottovalutare l’impegno che l’attività comporta. Cattiva manutenzione degli impianti. Sottovalutare la concorrenza diretta e indiretta. Non tenere sotto controllo i costi di gestione (personale – affitto…). Scelta di una localizzazione non facile. Confondere gli incassi con i guadagni. Improvvisare l’attività.

Definizioni

Anche se in genere si parla di “microbirreria”,  ci sono due tipi di imprese:
il cosidetto brewpub, ovvero il locale che produce birra per il proprio consumo;
la microbirreria vera e propria, che non ha un locale e produce birra per venderla ad altri pub, ristoranti o negozi. O magari ha un locale, ma la maggior parte della produzione e’ finalizzata all’esterno.
Unionbirrai usa il termine microbirrificio per indicare l’insieme delle due tipologie.
In Italia prevalgono per ora i brewpub.

Licenze, autorizzazioni, tasse
Sia il brewpub che la microbirreria devono sottostare ovviamente a precise regole di sistemazione degli impianti (e dell’eventuale locale di consumo) in modo da ottenere la necessaria autorizzazione sanitaria. Si tratta di un problema non insormontabile, comunque è il caso di rivolgersi alla ASL locale per maggiori informazioni.
Le cose si complicano quando si tratta di ottenere il via libera dalla Finanza. Il problema e’ questo: le normative sono state pensate per le aziende produttrici medie e grandi ed e’ difficile adattarle alle micro. Ad esempio tutti gli ingredienti che vengono usati vanno pesati ed immessi automaticamente in modo che la quantita’ e la gradazione della birra sia sotto stretto controllo; a tal fine e’ previsto l’impiego di speciali bilance o sensori omologati dal costo del tutto sproporzionato al budget per gli impianti di una micro!
Il problema non e’ insormontabile ma richiede molta pazienza per trovare le soluzioni applicabili, anche perche’ spesso la Finanza non da’ precise indicazioni ma aspetta che sia l’imprenditore a proporre queste soluzioni e si limita a dare un si o un no.
La situazione varia da regione a regione a seconda dei criteri adottati localmente dalla Finanza: esistono birrerie che non vedono quasi mai ispettori e vivono tranquille, altre che impazziscono per tutti gli adempimenti burocratico-amministrativi.
Da notare che  vi e’ una categoria di aziende che non deve sottostare a particolari normative sanitarie o fiscali per produrre e vendere birra artigianale, ed e’ quella degli agriturismi.

Impianti, attrezzatura
Da che parte cominciare per metter su una microbirreria? Chi e’ gia ferrato in materia o ha gia’ lavorato in una birreria non avra’ problemi a metter su un impianto adeguato alle proprie esigenze, e infatti esistono dei brewpub che hanno messo su i propri impianti in maniera completamente autonoma. L’alternativa e’ affidarsi ad un’azienda che offre impianti produttivi “chiavi in mano”. Queste aziende forniscono gli impianti e si occupano della loro installazione, non solo, ma in certi casi si fanno carico anche del training del personale (ovvero vi insegnano a produrre la birra), forniscono o aiutano a reperire gli ingredienti e sono a disposizione per l’assistenza.
Lo svantaggio e’ potenzialmente per il consumatore, nel senso che c’e’ il rischio che la cosa diventi cosi’ “facile” che chiunque (disponendo di adeguati fondi) riesca ad aprire una microbirreria, magari solo per rendere piu’ interessante e alla moda il proprio locale, senza avere il minimo di competenza per garantire un prodotto di qualita’ e di originalita’. Insomma, il risultato generale rischia di essere quello di avere decine di discrete microbirrerie appiattite pero’ su una produzione “standard” proposta dall’azienda fornitrice di impianti; o anche - nel caso il novello birraio sia davvero poco competente e interessato - a livelli qualitativi insufficienti. Ma esistono naturalmente esempi contrari di persone gia’ esperte ed appassionate che si rivolgono per semplicita’ o convenienza agli impianti chiavi in mano e riescono ad offrire prodotti ottimi e originali!


Ulteriori info

Per saperne di piu’, rivolgetevi alle microbirrerie stesse, o meglio all’associazione che riunisce gran parte di esse, la Unionbirrai e che ha sede proprio in una micro, quella di Cremona.

Unionbirrai
Viale Trento e Trieste n.62/a - 26100 Cremona - tel 0372 20180 fax 0372 534044
info@unionbirrai.com - www.unionbirrai.com

Nata come associazione di produttori, Unionbirrai ora si rivolge anche agli appassionati e agli homebrewers per salvaguardare e incentivare tutta la birra artigianale e di qualita’  .

 I servizi rivolti agli associati professionisti rimagono comunque centrali e concreti:
- corsi sia tecnici che gestionali di alto livello
- supporto per districarsi nella burocrazia
- iniziative di promozione
- database dei fornitori
- sconti presso diversi fornitori

(Fonte maxbeer.org e  unionbirrai.com )

 

Commenti dei lettori

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  • kikko6

    04 Sep 2010 - 00:51 - #1
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    ciao senti sarei interessato ad aggiungere la birra alla spina prodotta da me alla mia pizzeria ho lo spazio pero prima di fare questo grande passo vorrei avere informazioni riguardante piu o meno i costi delle attrezzature di cui avrei bisogno la mia idea e di non produrre una quantita eccessiva di birra poike questo deve essere un aggiunta al guadagno che gia faccio poi se le kose dovvessero andare bene ci sara la possibilita di aumentare la produzione il mio e un piccolo passo non ho ancora deciso pero mi affascina e volevo partire dalla spesa che devo preventivare (spero no in perdite)grazie

  • luca69

    16 Nov 2010 - 14:55 - #2
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    Ottimo articolo. Mi permetto di segnalare l’altrettanto ottima guida di Lelio Bottero. Un vero must per chi intende avviare un’attività “birraria”. http://www.leliobottero.it

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