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Una fabbrica -paese

In un libro la ricostruzione della vicenda della Birreria Pedavena.

Il caso Birreria Pedavena, dei giornalisti Raffaella Gabrieli e Alessandro Tibolla, è un primo esame di coscienza di come la battaglia contro la chiusura dello storico birrificio è stata condotta finora, a partire dall’episodio della vendita, nel gennaio 2004, della centrale della Val di Faont: fatto che faceva presagire il progetto di dismissione dello stabilimento.

Un esame di coscienza che, venerdì sera, in occasione della presentazione del libro in un’affollatissima Sala degli Elefanti della Birreria, ha coinvolto tutti coloro che, in questa vicenda, hanno giocato un ruolo.

A fare da guida in questa riflessione, le pagine de Il Gazzettino, sapientemente ripresentate da Gabrieli e Tibolla nel loro volume, in vendita a 8 euro nelle librerie di Feltre.

A fare gli onori di casa, in questa serata presentata da Giancarlo Dallo, il sindaco di Pedavena Franco Zaetta, che ha ribadito ancora una
volta come la vicenda della chiusura sia qualcosa che va oltre la sorte, in ogni caso oggetto di grande attenzione, dei cento lavoratori coinvolti.

«Dietro quei cento posti di lavoro ha detto infatti il primo cittadino ci sono una storia, una cultura, un’identità e capacità professionali preziose».

Il sindaco ancora una volta poi ha colto l’occasione per denunciare «il comportamento ambiguo e preoccupante di Heineken».

L’intervento del capocronista de Il Gazzettino di Belluno Ugo Pollesel ha portato l’attenzione sull’intera situazione occupazionale della Provincia.

«La storia della Birreria è la storia di ogni fabbrica che chiude ha detto Pollesel basta pensare alla Safilo di Calalzo: se chiudono questi stabilimenti, significa che può chiudere tutto. Ma la crisi non è qualcosa di passeggero, non è sfortuna.

In molti casi si è vista una impreparazione locale nel gestire questa crisi. Più di qualcuno è stato preso alla sprovvista».

È toccato poi al neo-assessore regionale Oscar De Bona intervenire. «Con l’aiuto di tutti, ha detto, difficilmente questa realtà chiuderà. Anche la Regione farà la sua parte».

Appassionate sono state le parole dell’editore Silvio De Boni. Il ruolo della sua tipografia, la Dbs di Seren, è stato essenziale nella nascita di
questo libro, dalla cui vendita non verrà tratto alcun guadagno.

Coperte le spese di stampa, il ricavato verrà devoluto al Comitato Birreria
Pedavena e alla San Francesco protezione animali.

Venerdì sera gli autori hanno spiegato le ragioni di questo libro, illustrando le motivazioni che hanno spinto a presentare una storia che come amano definirla Gabrieli e Tibolla è un po’ quella di Davide e Golia: una piccola comunità contro un colosso multinazionale.

Non è mancata infine un’analisi della situaione a parte del presidente del Comitato Birreria Siro Celli e del rappresentante dei lavoratori Davide De Martini Bonan, oltre che del segretario regionale di Fai-Cisl Leonardo Ceradini, dell’assessore provinciale alle attività produttive Daniela Larese Filon, del segretario provinciale Cgil Renato Bressan e del segretario provinciale Cisl Primo Torresin.

Dina Strappazzon