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Blog FAQ: Le domande del newcomer

Nel suo blog, Giuseppe Granieri pubblica un'interessante serie di 'domande e risposte' (FAQ) sui blog. Ecco il primo stralcio: le domande del newcomer

1. Che diavolo è un Newcomer?

Il newcomer (detto anche newbie o niubbo) è uno che ne sa poco di un ambiente perchè è arrivato da poco. Ogni ambiente (e ogni argomento) ha i suoi linguaggi e le sue regole non scritte, le sue logiche da conoscere per poterne parlare o per potersi muovere liberamente. Con il tempo si impara a capire e tutto ci sembra diverso.

Newcomer non è un’offesa: tutti siamo newcomer in qualche posto. L’altra sera a cena, parlando di musica con persone che ne sapevano infinitamente più di me, il newcomer ero io. Quindi ho ascoltato e ho cercato di seguire il discorso. Ogni tanto ho aperto bocca e mi hanno guardato come se venissi da Marte. Capita. Il segreto del newcomer è ascoltare per un po’, guardarsi intorno e capire dagli altri. Magari anche facendo domande. In fondo essere newcomer è uno stato transitorio. Ci si passa per forza.

Certo, è anche vero che ci sono i newcomer a vita. Ma non preoccuparti, se sei qui e stai leggendo queste righe vuol dire che sei una persona curiosa. E solo chi non ha curiosità invecchia da newcomer.

2. Che cosa sono i blog?

I blog sono tante cose insieme. Innanzitutto sono uno strumento semplicissimo per pubblicare contenuti in Rete. Proprio la semplicità di utilizzo è stata la chiave del loro successo, perchè oggi chiunque può essere editore di se stesso. Per gestire un blog non sono necessarie competenze particolari nè è necessario conoscere linguaggi di programmazione e/o demarcazione.

Ma i blog non sono solo lo strumento. Sono un metodo di relazione sociale, un sistema di condivisione della conoscenza, un archivio della propria storia intellettuale e tantissime altre cose insieme. Per saperne di più, leggi le risposte alle altre domande.

3. Non capisco nulla di feed, aggregatori, rss e altre diavolerie simili. Posso lo stesso aprire un blog?

Certo. I blog nascono come strumenti semplicissimi per la pubblicazione di contenuti online. Come tutte le tecnologie, hanno creato una serie di bisogni accessori che i programmatori hanno cercato di assecondare con nuove funzionalità. Questo ha portato con sé un costo in termini di complessità, ma (alla fine) è come con il videoregistratore. Per poter vedere il film è sufficiente premere il tasto play. Con il tempo, se ti serve, potrai divertirti a scoprire le altre possibilità. Ora non c’è nessuna fretta: un blog si valuta per le cose che scrive e che segnala, non per la tecnologia che utilizza.

4. Ma perchè dovrei aprire un blog?

Avere un blog non è una prescrizione medica. Tuttavia se ritieni di avere qualcosa da dire (o da raccontare) al mondo, di qualsiasi cosa si tratti, il tuo approdo naturale è proprio il weblog.

5. Quali regole bisogna seguire, una volta aperto un blog?

Non ci sono regole vere e proprie (se si escludono i vincoli delle leggi vigenti, da cui i blog non sono affatto esonerati) ma esistono delle ‘buone prassi’.

6. Che cosa è la blogosfera?

La blogosfera è innanzitutto una parola orribile. Tuttavia è l’unica che abbiamo oggi per indicare il Sistema dei weblog, ovvero quell’insieme di fattori e relazioni dalla cui osservazione non si può prescindere per farsi un’idea di come funzionino le cose. Anche perchè nessuno legge un solo weblog, ma partecipa di una esperienza di lettura che passa attraverso molte pagine e molti autori.

Il sistema Weblog infatti è un sistema ricco. Per la sua stessa natura, il blog è un atto di generosità: essendo un nodo in un sistema di lettura, sposta l’attenzione (e il lettore) su altri blog invece di cercare di trattenerlo sulle sue pagine. Se un blogger legge un post interessante in un altro blog, lo cita linkando la fonte e indirizzando il visitatore verso nuovi lidi. Questa scelta, che in un sistema competitivo sarebbe un suicidio, nel sistema Weblog è prassi. In questo modo ci guadagnano tutti: l’autore del post perché riceve nuova attenzione, l’autore della citazione perché ha fornito un input qualitativo al suo lettore e il lettore stesso, perché vede incrementate le probabilità di incontrare contenuti interessanti. Grazie a questa logica, con i blog si verifica una situazione esattamente contraria a quella di tutta la storia recente della comunicazione: se altrove l’attenzione è una risorsa scarsa, ogni nuovo Weblog porta in dote al sistema un valore di attenzione almeno pari a quella che i suoi testi richiedono. È un circolo virtuoso, in cui lo spostamento di attenzione è funzionale e genera valore.

Questo modello permette a ciascuno di trovare i suoi lettori, in base ai contenuti che propone. E consente, in maniera abbastanza automatica, a ciascuno di crearsi una reputazione proporzionale alle proprie capacità.