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Blog FAQ: Le domande del giornalista

Nel suo blog, Giuseppe Granieri pubblica un'interessante serie di 'domande e risposte' (FAQ) sui blog. Ecco il secondo stralcio: le domande del giornalista

7. I blog sono uno sfogo di narcisismo?

In un blog c’è lo stesso tasso di narcisismo presente in qualsiasi attività in cui qualcuno esprime pubblicamente la propria opinione o racconta agli altri delle storie. Questa componente di narcisismo è fisiologica ed utile, altrimenti tutti staremmo in silenzio. La novità, se se ne vuole per forza cercare una, è che (per la prima volta nella storia dell’uomo) con il blog tutti possono avere un’opinione pubblica o uno spazio condiviso in cui raccontarsi.

8. I blog sono una rivoluzione?

I blog non sono assolutamente una rivoluzione. Sono, piuttosto, una tecnologia di passaggio nell’evoluzione della comunicazione sociale, che tende a dare voce a tutti. Domani, probabilmente, avremo una tecnologia più efficace.

9. I blog sono un’alternativa al giornalismo?

Tecnicamente il lavoro del giornalista e l’attività del blogger hanno lo stesso contenuto, ovvero l’informazione. Tutti i blog fanno informazione (persino raccontare la propria vita è informare), anche se alcuni adottano scelte editoriali più simili a quelle tradizionale dei siti di news. Nemmeno in questi ultimi casi, tuttavia, è possibile un paragone con il giornalismo propriamente considerato (persino nel caso in cui il blogger sia un giornalista professionista).

In un blog cambiano modalità, tempi e fattori tecnici, ma soprattutto il blogger rappresenta solo se stesso e partecipa ad un sistema collettivo di confronto e di costruzione di senso. Io sono convinto che sia sbagliato utilizzare per il blog la metafora del ‘giornale personale: è la blogosfera - piuttosto - ad essere la grande testata, il grande contenitore che contiene migliaia di rubriche personali. Questo modello, tra l’altro, prevede anche una modalità di correzione (se un blogger scrive una cosa inattendibile, un altro blog lo correggerà immediatamente lasciando al lettore la possibilità di giudicare l’argomentazione più convincente).

Più che un giornalista, il blogger è un ‘opinionista’ che condivide liberamente le sue impressioni sul mondo. In fondo ogni cittadino, in una società libera, ha diritto ad esprimersi esattamente come ne ha diritto qualsiasi prestigioso editorialista di qualsiasi prestigiosa testata. Ovviamente, il valore delle sue opinioni sarà proporzionale alla capacità di averne e di esprimerle.

L’impatto del blog non è massivo, naturalmente, ma arricchisce un sistema di piccoli circoli di lettura e partecipa all’affermazione di un modello di informazione a rete, che ha il vantaggio di essere indipentente e non condizionato perchè frutto dichiarato di punti di vista individuali.

Nella prospettiva generale dell’Informazione (intesa come sistema) il ruolo dei blog (come sistema) è quello di fare da ‘controcanto critico’ rispetto ai media tradizionali. Io, abitualmente, leggo i giornali, guardo il TG, poi faccio un giro per vedere cosa se ne dice in rete. Sembrerà strano, ma molto spesso ne esco con una opinione diversa. O almeno con un sano dubbio.

Questo ruolo, imho, oggi è importantissimo. Per dirla con Raffaele Fiengo (Corriere della Sera): […] “Nel mercato globale, l’indipendenza è anche un valore economico. Dunque anche il circuito alternativo [di informazione] non professionale è assai importante.”

Anche se ci sono moltissimi segnali positivi (facilmente monitorabili sul versante del giudizio politico, o del crescente interesse verso la ‘nuova critica indipendente’ letteraria, musicale e cinematografica), non sono tutte rose e fiori. La gestione di questo ruolo di ‘osservatorio informante’, secondo Alessandro Zaccuri (L’Avvenire): [..] non è priva di rischi. Il principale consiste nella tendenza della controinformazione a presentarsi come informazione tout court, venendo meno al ‘patto critico’ (nel senso, cioè, di un comune esercizio del senso critico) che sta all’origine della pratica del Weblog. Questo succede in particolare quando la controinformazione viene scimmiottata come fenomeno di tendenza e immessa nel circuito dei media generalisti ai quali, per definizione, è destinata a rimanere estranea. La difficoltà, in questo momento, non consiste tanto nel fare (contro)informazione sulla Rete, quanto nel non contraddire lo spirito ‘libertario’ della Rete stessa.
[Cfr.: Noi e le nuove comunità che raccontano il mondo: tavola rotonda sull’informazione in rete, Internet News, febbraio 2004 - non ancora online]

10. I blog sono dei diari online?

Non farti fuorviare dalla traduzione log=diario. I weblog sono dei CMS (Content Management System, strumenti di gestione dei contenuti) e quindi possono potenzialmente contenere qualsiasi cosa. Dai fatti personali alle teorie cosmogoniche. Se decidi di parlare dei blog focalizzando l’attenzione sul contenuto, per favore, specifica bene che ‘alcuni’ blog (e solo alcuni) hanno quel tipo di contenuto. O ci farai la figura del fesso (ma, visti i precedenti, sarai in buona compagnia).

11. Il blog è l’angolo del dilettante?

I blogger sono decine di migliaia in Italia, milioni nel mondo. Ognuno di questi esprime se stesso nella maniera che ritiene migliore e ottiene i risultati che gli competono. Si potrebbe sottolineare che esiste un diritto all’espressione che non può essere condizionato da fattori qualitativi (almeno finchè la qualità non sia misurabile con criteri oggettivi). Ma non è necessario. Sono sicuro che non hai voglia di fare la figura del babbione associando in un unico giudizio alcune migliaia di ‘opere’ diverse tra loro (sebbene unite dalla casualità di essere pubblicate con lo stesso strumento).