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I Blog: tanti pregi, qualche difetto

Paolo Smeraldi parla di blog nelle pagine di Ragionpolitica.it, e traccia un quadro decisamente interessante per i blog, evidenziandone i tanti pregi. Ma puntando l'occhio anche su qualche "neo"...

In origine, i Weblog o blog erano siti personali realizzati da appassionati secondo un ordinamento cronologico, con una lista di link ad altri blog in home page. Gli ultimi testi inseriti, chiamati “post”, erano pubblicati in cima alla pagina, per poi scivolare verso il fondo ed essere infine archiviati con i successivi inserimenti.

Il blog nella sua forma più semplice consisteva quindi di un’unica pagina, con una barra di link su un lato. Questo formato incontrò il favore degli autori e dei lettori, perché permetteva ai primi di risolvere in maniera relativamente semplice il problema di come organizzare il contenuto, ed ai secondi di trovare facilmente gli ultimi aggiornamenti.

Nel 1999 è stato lanciato Blogger (www.blogger.com), uno dei primi sistemi di content management (CMS) per i privati, ed il mondo dei weblog è cambiato. Com’è accaduto per la stessa Internet, quello che era un hobby per appassionati si è trasformato in un fenomeno di massa.

Blogger ed i suoi concorrenti hanno messo a disposizione degli utenti modelli di blog già pronti, personalizzabili in maniera intuitiva senza conoscenze di HTML; i siti così creati sono ospitati su spazi Web gratuiti (nel caso di Blogger, blogspot.com).

Il vantaggio principale offerto dall’utilizzo di questi sistemi è la possibilità di inserire un nuovo testo sul proprio sito semplicemente compilando un form, nella stessa maniera in cui si scrive un e-mail utilizzando i servizi on line di Libero o di Hotmail.

In questi anni i blog sono diventati innumerevoli, evolvendosi fino alla comparsa del blog fotografico (photoblog) e del blog “on the road” realizzato con tecnologia wireless (moblog).

Attualmente, il fenomeno dei weblog sembra avere completamente cannibalizzato il mondo delle home page personali; pare scontato che il sito Internet di un privato debba essere un blog. Eppure, non è sempre stato così; se agli albori del Web i siti personali erano realizzati compilando il codice, fino a pochi mesi fa gli appassionati senza tante pretese si armavano di un editor come Front Page o Dreamweaver, per realizzare il loro bravo sito.

Il grande successo dei blog rende necessaria una riflessione sui limiti dello strumento, che pochi - anche fra gli specialisti del settore - hanno evidenziato. Fra i critici dei blog si distingue l’esperto di web-usability Jackob Nielsen, che infatti mantiene all’indirizzo www.useit.com il suo sito tradizionale. Nielsen ha rilevato come i weblog siano spesso facili da pubblicare, ma difficili da navigare: l’ordinamento dei testi secondo un criterio cronologico, l’uso di una grafica originale, la relativa rigidità del formato utilizzato rendono difficile rintracciare all’interno del sito informazioni specifiche, seguendo un percorso orientato agli argomenti. Ciò appare maggiormente evidente in alcuni photoblog, dove le foto, ovviamente scattate a soggetti diversi ed in luoghi differenti, sono suddivise solamente per data.

Inoltre, i blog sono semplici da utilizzare finché ci si limiti ad utilizzare i template previsti dall’ideatore; appena si desidera introdurre delle variazioni, diventa necessario ricorrere all’HTML, o ancora peggio studiare i tag proprietari utilizzati dai vari motori di publishing.

Utilizzare un content management system (CMS) è un po’ come servirsi di un word processor; si tratta di software realizzato da altri, il cui funzionamento è solo parzialmente comprensibile all’utente finale. E’una sorta di black box, una scatola nera nella quale si introduce testo per avere in uscita pagine web formattate più o meno bene.

Questo tipo di soluzione funziona quando la tecnologia è abbastanza efficiente e versatile da soddisfare le esigenze degli utenti, divenendo trasparente; i word processor hanno beneficiato di tempi di sviluppo lunghissimi e molti ricorderanno che negli anni Ottanta formattare una lettera era un’impresa non banale.

Mentre lo studio dell’XML, dell’HTML o di un linguaggio come Javascript o PHP permette di acquisire competenze che si prestano ad una varietà di utilizzi in ambito web, lo sforzo fatto per impadronirsi dei meccanismi di funzionamento di un CMS - cercando di penetrare i segreti della black box - sarà in larga parte vanificato passando ad un’altra piattaforma.

Uno dei problemi più evidenti dei blog è il loro ordinamento cronologico, ed il fatto che esista una sorta di convenzione non dichiarata secondo la quale un sito dovrebbe essere aggiornato idealmente una volta al giorno. Siccome i blog sono solitamente realizzati da un’unica persona e non da una redazione, i contenuti tendono quindi ad essere di bassa qualità. Spesso nella ricerca di spunti su Internet gli autori dei blog leggono altri blog, e finiscono con il commentarsi a vicenda o con il discutere di uno stesso fatto.

Una delle grandi aspettative nei confronti di Internet e della diffusione di siti personali era che milioni di individui riversassero sul Web parte delle loro esperienze originali, maturate nei diversi contesti in cui vivono; al contrario si ha a volte l’impressione che molti autori siano stati fagocitati dal mondo del Web.

E’ auspicabile che dopo questa fase iniziale di assestamento sempre più autori dedichino il tempo sottratto alla compilazione di codice HTML alla redazione di contenuti di qualità, secondo il modello ancora poco diffuso dello “slow-blog”; pochi post, sviluppati in maniera organica e di facile reperibilità all’interno del sito.

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