Questo sito contribuisce alla audience di

Blog: professione e passione nello scrivere in rete

Non si arresta il fenomeno dei weblog in rete: è di pochi giorni fa la notizia di un nuovo blog fotografico italiano collegato a un servizio di e-commerce di t-shirt. Poco più di un mese fa un interessante studio della Pew rivelava il massiccio uso da parte degli utenti americani di diari personali in rete, insomma la febbre del sito personale non pare essersi esaurita e si moltiplicano le idee e le evoluzioni del fenomeno Blog.

Tentiamo ora di comprendere meglio in cosa consiste la rivoluzione-blog attraverso un’estratto dell’e-book di Cristina Gavello “Weblog: professione e passione nello scrivere in rete” scaricabile gratuitamente dall’area personale di NetManager per gli utenti registrati al portale.

[…]
Dov’è la rivoluzione? Perché il termine “blog” rimbalza nelle pagine (reali e virtuali) dei giornali di tutto il mondo? In fondo il minimo comune denominatore del mondo blog - come scrive Ugo Vallauri - “è il modello estetico, ovvero la condivisione di informazione all’interno di un’interfaccia che privilegia informalità, testi piuttosto che grafica ed immagini, e un uso esteso del link come dichiarazione di identità e di relazione rispetto a contenuti e altri blogger della rete”. Al di là dell’aspetto estetico ci sono delle considerazioni di fondo da fare.

Innanzitutto in Rete non è mai stato così facile e rapido poter pubblicare qualcosa occorre solo un browser, una connessione e qualcosa da dire al mondo. Rapidità e facilità di accesso sembrano le chiavi per accedere finalmente alla tanto acclamata democrazia virtuale.

E non solo: il weblog sembra essere lo strumento in cui Internet possa esprimere al meglio se stesso. E’ una rivoluzione che parte dal basso. Se per anni le prime pagine e home-page del mondo sono state riempite dalle grandi imprese multinazionali ora Internet viene visto dal “basso”, dalla prospettiva degli utenti.

“La promessa del world wide web - sostiene Rebecca Blood - era che chiunque poteva mettere in piedi un sito proprio ma doveva almeno conoscere un po’ di html per farlo mentre strumenti come Blogger e Pitas rimuovono anche quest’ultima barriera”.

Incisivo anche l’articolo “Here Comes the Weblog” di Jon Katz che definisce i weblog come “stazioni radio pirata”:“I weblogs sono stazioni pirata del Web, piattaforme personali attraverso le quali gli individui diffondono le loro prospettive sugli eventi, sui media, sulla loro cultura e principalmente su qualsiasi cosa colpisca la loro immaginazione nel vasto mare dei materiali grezzi disponibili sul Web. Alcuni sono più tematici di altri. Ma tutti sono costruiti attorno agli interessi personali di ognuno (…) un weblog di qualità si distingue dalla voce del suo editore, e con le connessioni dell’editore con i lettori”.

Secondo Andrew Sullivan, editorialista del Sunday Times e autoreproprietario dell’ “andrewsullivan.com”, il blog è una “rivoluzione paragonabile all´avvento della televisione. Esagerato? Pensateci un attimo. Prima della Blogger Revolution per pubblicare qualcosa bisognava trovare un quotidiano, una rivista o una casa editrice disponibile. Non solo, c´era da trovare un agente, affrontare il direttore, blandire l´editore e compagnia bella. Ora invece è sufficiente un computer e una linea del telefono. Si va su Internet, si clicca sul sito blogger.com, ci si iscrive gratuitamente, e dal minuto successivo è possibile pubblicare liberamente qualsiasi cosa si abbia in mente. Il blog è uno strumento utilissimo”.

Oltre alla facilità e libertà di utilizzo dei weblog, la loro vera forza e specificità sta nell’unione e nell’interconnessione. Come scrive Powazek: “Dove il modello diverge dalle normali comunità è nella moltitudine separata di siti che danno alla comunità dei weblog la loro forza. Visto che ogni utente ha il controllo sulla sua parte di territorio della comunità, sente di essere il padrone del suo spazio cosa che manca nei siti tradizionali di community. In questo modo - è come essere vicini di casa - ogni partecipante ha il suo spazio, il suo nome, in cui si sente salvo.(…) Molte delle analisi del fenomeno fatte dai giornalisti si focalizzano sull’intimità e sul voyeurismo dell’idea. E’una semplice fissazione giornalistica (”Scrivono dettagli intimi della loro vita”), ma manca interamente la grande idea - sarebbe come giudicare Slashdot solamente dai post di Rob Malda. I weblog sono creature sociali proprio come le persone che li creano28”. C’è un termine specifico, “blogosfera”, creato per definire l’insieme dei weblog nel mondo della rete. In, “The network is the computer”, apparso su Microcontent news29, John Hiler definisce cos’è la blogosfera: “I blog stanno diventano interconnessi in un collettivo che chiamiamo blogosfera:

PC: reti = weblog : blogosfera

(…) La blogosfera sta diventando un’entità vivente, capace di comportamenti che sono sempre più difficili da prevedere. Questo deriva dalla mia ultima ossessione: le formiche. Perché questo crescente interesse per le formiche? Molte persone sembra siano intrigate dalla natura collettiva delle formiche. Ogni singola formica è abbastanza ingenua. Ma una colonia di formiche nell’insieme è capace di comportamenti piuttosto sofisticati. Questo è esattamente quello che credo! Estendendo la metafora ai bit:

PC: Reti = weblogs : blogosfera = formiche : colonia30”.

[…]

L’articolo sopra è estratto dall’ e-book di Cristina Gavello
“Weblog: professione e passione nello scrivere in rete” scaricabile gratuitamente dall’area personale di NetManager per gli utenti registrati al portale.

Indice dell’e-book

Introduzione
I Una nuova tipologia di siti: i weblog
1.1 Un po’ di storia
1.2 Crea il tuo blog
1.3 I ferri del mestiere, strumenti per creare e gestire weblog
1.4 RSS: la morte della home page?
1.5 Com’è fatto un feed
1.6 I news aggregator e i blog
1.7 Tanto rumore per nulla?

II. A cosa serve un weblog
2.1 Weblog diversi per scopi diversi
2.2 Weblog di rassegna e segnalazione
2.3 Weblog di commento
2.4 Weblog di narrazione (e affini)
2.5 Weblog di progetto
2.6 Weblog collaborativi e Blogzine
2.7 Per chi vuole sperimentare: Photoblog, Audioblog, Videoblog, Moblog
2.8 United Blogzine of www, audiblog e Blog of the blob

III. Weblog e giornalismo: un dibattito
3.1 Fra diario, cronaca e impegno civile
3.2 Giornalismo 3.0
3.3 Fuffa o bollino blu?
Conclusione
Bibliografia