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Assassini domestici

Ecco il (divertente) post di questa settimana! L'autrice si definisce assassina... ma la sua vittima è stata un polpo!

Sono una assassina. Oggi ho assassinato un povero polpo. Mi sento un verme. Lui sapeva di dover morire…. era lì nella vasca del pescivendolo e attendeva il momento fatale, maledicendo il rio destino che l’aveva fatto finire nella rete del pescatore insieme ad una dozzina di cefali che boccheggiavano nella sua stessa vasca… ma non immaginava, come non immaginavo io, del resto che mio cugino avrebbe voluto mangiare gli spaghetti col sugo di polpo affogato (chissà perchè si chiama così… come fa ad affogare un polpo ?) e che il pescivendolo l’avrebbe chiuso in un sacchetto di plastica e che, arrivati a casa nessuno l’avrebbe voluto ammazzare… e che, come al solito, si sarebbero rivolti a me.

Io pesco, anche se non mangio nulla che sia pesce o mollusco ed ho preso anche parecchi polpi, con le mani e con il fucile (ma è più etico con le mani, se si può chiamare etica la caccia) e li ho anche ammazzati, nel momento stesso in cui li catturavo…rovesciavo il mantello e tiravo via gli organi interni. Non ci ho mai pensato…mi sembrava indolore (indolore ? pensa un poco se ti aprissero il cranio e ti tirassero fuori il poco cerebro ivi contenuto). Però, stamattina ci guardavamo io e il polpo nel lavello… e l’ho ucciso…

Sono un’ assassina.

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