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Proviamo a classificare i blog?

Nonostante la struttura sostanzialmente uniforme, i blog possono essere molto diversi l'uno dall'altro. Anzi, l'estrema elasticità dello strumento rende praticamente impossibile elaborare una classificazione rigida e "definitiva" dei weblogs. Vogliamo provarci comunque...

Una prima categoria è senza dubbio costituita dai weblog di rassegna e di segnalazione: in un blog di questo genere, la maggior parte degli articoli ha lo scopo primario di segnalare una particolare risorsa informativa reperibile su Web: un sito, una singola pagina, un altro articolo, un’immagine… La segnalazione è in genere costituita da un link accompagnato da una breve descrizione o da un breve commento.
In un’ottica sociologica, potremmo dire che i bloggers di questo tipo non sono dei veri e propri “produttori” di scrittura ma piuttosto dei mediatori. Esempio classico di questa categoria è il blog di Luca Sofri, giornalista de Il Foglio.

Altri blog rientrano nella categoria dei weblog di commento: anch’essi prendono di norma spunto dal collegamento ad un’informazione disponibile in rete. In questo caso, però, il link è solo il punto di partenza per un commento di più ampio respiro. Questa è forse la categoria più ampia, e se ne possono citare innumerevoli esempi: Leonardo, Manteblob di Massimo Mantellini e numerosi altri.

Ancora, non si possono dimenticare i weblog di narrazione, i quali rispondono al modello storico e concettuale al quale si ricollega l’idea stessa di weblog, rappresentato dalla scrittura diaristica. I blog di questo tipo assumono la forma narrativa del racconto e della cronaca personale. Peraltro, i fatti narrati non devono necessariamente essere reali: possono essere rivisitati in chiave creativa, oppure anche inventati di sana pianta.

Il blog di chi sceglie di raccontare la sua vita privata assumerà un aspetto molto simile a quello di un diario. Questi blog sono definiti appunto “diari personali”. Ricordiamoci però che sono pur sempre destinati ad una sede pubblica quale è il web, per cui è normale che contengano anche dei links, con segnalazioni che si pensa possano interessare il lettore. Rientrano in questa categoria i molto famosi diari “immaginari” di Personalità Confusa e di Massaia.

Altra categoria è quella dei cosiddetti blog di progetto: essi hanno una funzione solitamente più concreta: lo sviluppo di un software, l’organizzazione di un convegno, il marketing di un prodotto, la campagna elettorale di un candidato, gli appuntamenti e le iniziative di un’associazione culturale, gli aggiornamenti di un libro, l’applicazione di una normativa, la preparazione di una tesi di laurea… le possibilità sono innumerevoli.

I weblog di questo tipo possono avere uno scopo puramente informativo, oppure possono diventare un agile strumento di lavoro collaborativo: è il caso ad esempio dei weblog che nascono all’interno di un corso scolastico o universitario, con lo scopo di organizzare nel tempo il lavoro didattico e di raccoglierne i risultati.

Un esempio interessante di weblog di progetto è Webgol, il weblog del Master di giornalismo on-line dell’università di Firenze coordinato da Antonio Sofi.

Ancora non si possono dimenticare i weblog collaborativi e Blogzine. Nei weblog collaborativi, la gestione è condivisa da un gruppo di “redattori”, ognuno dei quali ha un proprio nome utente e una password. Si tratta di una categoria trasversale, in quanto un blog collaborativo può anche essere di commento, di progetto etc. In alcuni casi, i weblog collaborativi si trasformano in un vero e proprio prodotto editoriale, una rivista in rete con un nucleo fisso di collaboratori, una struttura redazionale articolata, e magari anche l’attribuzione di un codice ISSN (International Standard Serial Number). La dimensione in qualche misura “amatoriale” caratteristica di molti weblog è in questi casi spesso sostituita dalla ricerca di professionalità, pulizia grafica, cura dei contenuti, anche se talvolta al prezzo di una certa perdita di immediatezza e originalità. Quando la professionalità del prodotto e/o la specificità dei contenuti hanno il sopravvento si può parlare di vere e proprie riviste in rete, o E-Journals (naturalmente una rivista in rete può essere realizzata anche con strumenti diversi da quelli nati per la gestione di weblog); quando la natura spontanea e “contaminante” dei weblog viene preservata si parla piuttosto di Blogzine.
Nel panorama italiano il più celebre esempio di blog collaborativo è certamente The Gnu Economy, coordinato da Gianluca Neri.

Da ultimo, vanno citati i blog nati per chi vuole sperimentare: Photoblog, Audioblog, Videoblog, Moblog….

I weblog tradizionali sono prevalentemente testuali, ma naturalmente non c’è alcun motivo per il quale gli strumenti di gestione dei contenuti utilizzati per creare un weblog testuale non possano essere utilizzati - con le opportune modifiche - per gestire ‘in forma di weblog’ anche immagini, appunti sonori, filmati.
Una sotto-categoria piuttosto ampia in questo senso è quella dei photoblog: ogni post è costituito da un’immagine, invece che da un testo.

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