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Drin drin... Pronto!

Axel è un giovane blogger. Scrive di sé: "Sono un ragazzo che dei suoi 26 anni ne ha vissuti solo 2; un ragazzo che sa di non poter cancellare il passa- to nè cambiarlo, ma che spera di poter cambiare il presente e, partendo da lì, costruire il futuro". Ecco cos'ha scritto pochi giorni fa...

- Driiiiin.

- Pronto?

- Pronto.

Pronto a far che?

I tempi morti abbondano, tra uno squillo e l’altro. Rifletto su quanto sia insana, spesso, la scelta che l’essere umano fa delle parole e su quanto, quasi sempre, siano totalmente prive di senso le convenzioni linguistiche; un pò come quelle etiche e sociali. Ma molto, molto più difficili da eliminare.

Dico “pronto” da una vita e, scommetto, anche voi direte “pronto” da una vita. Perché è una vita che ci dicono “pronto”, fin da quando, bambini, giocavamo col telefono di plastica: a quei tempi non parlavamo ancora ma, malgrado questo, sapevamo già che al telefono si dice solo ed esclusivamente “pronto”.

Ironia della sorte mi ritrovo, oggi, a dir “pronto” tante di quelle volte in un giorno che ho quasi dimenticato che, volendo, esisterebbero tante altre parole per dire esattamente la stessa identica cosa: “salve!”, “buongiorno”, “ehi”. Qualcuno dice persino “chi è?”! Anche se ammetto che quest’ultima rimane più adatta al citofono…

Eppure continuo a dir pronto. Ogni volta che il telefono squilla. Da sempre.

Mi dicono: se non puoi eliminare il vizio prova a farlo diventare virtù.

Gioco con le parole: do a chi ascolta dall’altra parte la possibilità di capire di che umore sono. Chi mi sente al telefono sa che non dico mai pronto due volte nella stessa maniera: ho un “pronto” per dire “lasciami stà oggi che c’ho sonno!“, uno per dire “che bello che mi hai chiamato!” e uno per dire “ma chi me l’ha fatto fare a rispondere?“. Una volta ci stava anche il pronto per dire “ammazza quanto sei figo, viè qua!“. Quest’ultimo però è stato abolito un paio di anni fa per questioni…come dire…di quieto vivere!

Insomma, nel tempo ho sperimentato centinaia di modi per dir pronto al telefono: c’è il pronto professionale, un po’ da centralinista di mamma SIP, e c’è il pronto amichevole, quello in cui si cambia tono o lettera alla parola fino a farlo diventare “pronti“, “prondo“, “prontu“, ecc, ecc.
E poi tanti altri. E altri. E altri.

Le mie conversazioni telefoniche cominciano tutte così: un pronto “anomalo” e tanti baci.

Commenti dei lettori

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  • Sabrina

    21 Dec 2009 - 22:11 - #1
    0 punti
    Up Down

    io ho trovato uno spunto a cercare un senso alle cose guardando un sito che mi ha fatto voglia di essere positiva:
    www.apokalypse.co.uk

    da una cartolina per strada che mi diceva “scegli la tua apocalisse, sono rinata…