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Tempesta sulla Formula 1

“Tanto tuonò che piovve” recitava un vecchio detto. Bene, dopo le tante tempeste metaforiche che si sono abbattutte sulla Formula 1 nelle ultime settimane, è arrivata la tempesta vera. Sul[...]

La partenza del GP di Malesia

“Tanto tuonò che piovve” recitava un vecchio detto. Bene, dopo le tante tempeste metaforiche che si sono abbattutte sulla Formula 1 nelle ultime settimane, è arrivata la tempesta vera. Sul secondo Gran Premio della stagione si è infatti abbattutto un diluvio universale come non si vedeva dai tempi di Nicky Lauda al Fuji.

La corsa è stata interrotta al trentatreesimo giro quando un acquazzone tropicale breve ma devastante ha ridotto al minimo la visibilità dei piloti e reso fin troppo pericoloso il proseguimento della gara.

A quel punto c’è stata un’interruzione con le monoposto ferme sulla griglia di partenza e i piloti in attesa di sapere se la corsa fosse proseguita o meno ma alla fine il direttore di gara ha detto “Stop”.
Per dovere di cronaca ha “vinto” Jenson Button su Brawn GP e il pilota della Bmw Nick Heidfeld ha ottenuto un importante secondo posto.

Tornando alle tempeste metaforiche, anche la Bmw si è aggiunta al ricorso presentato da Ferrari, Renault e Red Bull contro le scuderie che adottano il diffusore “fuorilegge” grazie al quale la Brawn è assolutamente imprendibile.
Una decisione definitiva è attesa il 14 aprile; noi intanto speriamo che su questa Formula 1 torni a splendere un minimo di chiarezza, metaforica e non.

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