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Commento sull'incidente di Bolt

L’uomo più veloce del pianeta, quell’ Usain Bolt che alle Olimpiadi ha stracciato il record del mondo con una facilità irrisoria ha distrutto la sua M3 in un incidente. Fortunatamente non ci[...]


L’uomo più veloce del pianeta, quell’ Usain Bolt che alle Olimpiadi ha stracciato il record del mondo con una facilità irrisoria ha distrutto la sua M3 in un incidente.
Fortunatamente non ci sono state conseguenze; ne è uscito praticamente illeso, nonostante il tremendo impatto che ha ridotto la coupè bavarese in un ammasso di rottami.

Leggendo i commenti di giornalisti, opinionisti e gente comune è saltato più volte fuori il luogo comune secondo il quale le Bmw peccano in tenuta di strada e che sono difficile da guidare, che servirebbe un corso di pilotaggio per chi le compra, eccetera.
Ora, io l’M3 l’ho guidata sia in pista che in strada. E quando leggo certe cretinate mi rendo conto di come spesso le persone aprano bocca senza sapere di cosa stiano parlando.
L’M3 è una macchina fantastica, ha 420 cavalli e fa i 0-100 in 4,8 s.
Numeri da spavento, certo.
Ma vi posso assicurare che si scatena solo se è il pilota a volerlo, altrimenti questa macchina è docile come un agnellino.
Se la accarezzi con l’acceleratore lei si lascia condurre come farebbe un bassotto al guinzaglio di una bambina. Ovvio, se spingi forte si trasforma in un mostro a tre teste perchè ha un’accelerazione devastante e, se esageri, quei 420 puledri ti catapultano nell’iperspazio.
Ma ripeto, solo se sei tu a volerlo.
L’M3 di oggi non è la Bmw 2002 turbo di trentacinque anni fa; quella sì che era difficile da gestire! O eri un pilota professionista oppure di guidare quella che è la madre di tutte le M te lo potevi solo sognare. Perchè era pericolosa, brutale e non ti perdonava niente.

Oggi le cose sono cambiate, l’elettronica è entrata nelle auto che guidiamo e la fa da padrona, permette anche a chi non si chiama Walter Rohrl di guidare macchine potentissime.
E’ per questo che mi viene da sorridere quando leggo certi commenti. L’M3 è una macchina favolosa perchè sa essere docile e brutale al tempo stesso, è chi la guida a decidere come deve comportarsi.
Quindi la colpa dell’incidente di Bolt è solo ed esclusivamente di Bolt.
Ma questo mio commento vuole anche sensibilizzare chi si mette al volante di auto molto potenti.
Sulle strade aperte al traffico si va piano, si rispettano i limiti di velocità e si ha una condotta rispettosa di sè e degli altri.
Non ci vuole niente ad andare forte con una M3, una Porsche Turbo o con altri mostri del genere, credetemi. E’ proprio questa la forza delle supersportive di oggi: sono state rese fruibili anche da chi (quasi tutti) non è un manico al volante.
Provate a domandare a qualcuno che l’ha guidata cosa significasse mettersi al volante di una 2002 turbo del settantatrè o di una Porsche Turbo 930 del settantasette. Con quelle dovevi essere un asso del volante pure per fare un semplice parcheggio. Oggi no.
Oggi te ne vai a passeggio con quattrocento e passa cavalli al trotto come se guidassi un’automobilina elettrica della Peg Perego: facilissimo.
Quindi, se proprio si ha voglia di correre, si prenota una sessione di giri in autodromo e lì si mettono alla prova i propri limiti, per capire fino a che punto siamo noi a decidere i comportamenti della vettura e quando invece i ruoli, inevitabilmente, si ribaltano. Questo è l’atteggiamento del vero pilota.
Chi invece vuole dimostrare su una strada (povero illuso!) quanto è bravo al volante non ha proprio capito niente.

Quindi, lo ripeto, su strada ci vuole prudenza e rispetto dei limiti.
E poi sono convinto di una cosa; chi è al volante di una macchina supersportiva e viaggia a cinquanta all’ora attira molto di più l’attenzione di chi, con la stessa macchina, sfreccia a duecento; è una questione di sensibilità. Anche le donne lo sanno ed è per questo che fanno compagnia ai primi e non ai secondi.

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