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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Fri, 10 Jul 2009 06:00:47 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Gli operatori specializzati che agiscono sui mercati finanziari</title>
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	<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>guidainborsa</dc:creator>
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    <category>operatori_specializzati</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Le <B>società di intermediazione mobiliare</B>, secondo l’art. 1 del d.lgs. 24.2.1998 n. 58 (TUIF), sono operatori specializzati nei seguenti servizi di investimento: </p>
<p>– negoziazione per conto proprio;</p>
<p>– negoziazione per conto di terzi;</p>
<p>– collocamento con o senza preventiva sottoscrizione o acquisto a fermo ovvero assunzione di garanzia nei confronti dell’emittente;</p>
<p>– gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto di terzi;</p>
<p>– ricezione e trasmissione di ordini nonché mediazione.</p>
<p>Mentre in passato le Sim avevano l’esclusiva della negoziazione diretta in borsa di titoli azionari, oggi tutti i servizi di investimento possono essere svolti anche dalle banche. </p>
<p>Vi sono altri soggetti che possono operare nei servizi d’investimento:</p>
<p>le <B>Società di Gestione del Risparmio</B> (Sgr), limitatamente all’attività di gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto di terzi; le Sgr si occupano anche della gestione di organismi di investimento del risparmio (Oicr);</p>
<p>gli <B>intermediari finanziari iscritti all’elenco di cui all’articolo 107</B> del TUB, limitatamente ai servizi di negoziazione per conto proprio relativi a strumenti derivati e ai servizi di collocamento;</p>
<p>gli <B>agenti di cambio</B>, cui peraltro sono preclusi la negoziazione per conto proprio e il collocamento;</p>
<p>le <B>società fiduciarie autorizzate</B>.</p>
<p>Sono consentiti anche servizi accessori:</p>
<p>– custodia e amministrazione di strumenti finanziari;</p>
<p>– locazione di cassette di sicurezza;</p>
<p>– concessione di finanziamenti per operazioni su strumenti finanziari in cui interviene il soggetto che concede il finanziamento;</p>
<p>– consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria, di strategia industriale e di questioni connesse, nonché consulenza e servizi concernenti le concentrazioni e l’acquisto di imprese;</p>
<p>– servizi connessi all’emissione o al collocamento di strumenti finanziari, ivi compresa l’organizzazione e la costituzione di consorzi di garanzia e collocamento;</p>
<p>– consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari;</p>
<p>– intermediazione in cambi se collegata alla prestazione di servizi di investimento.</p>
<p>Le Sim sono iscritte in un apposito albo tenuto dalla Consob, che autorizza l’iscrizione quando siano verificate condizioni in termini di forma giuridica (s.p.a.), capitale minimo, onorabilità e professionalità degli esponenti aziendali, onorabilità dei soci con partecipazioni rilevanti.</p>
<p>Sono dettati criteri generali per la prestazione dei servizi di investimento e norme specifiche per l’attività di negoziazione e per quella di gestione di patrimoni. I criteri generali prevedono che l’intermediario si comporti, nella prestazione dei servizi, con diligenza, correttezza e trasparenza nell’interesse dei clienti e dell’integrità dei mercati, che si organizzi in modo da ridurre al minimo il rischio di conflitti d’interesse, che abbia una gestione indipendente, sana e prudente.</p>
<p>Molto importante è la previsione di separatezza patrimoniale degli strumenti finanziari e del denaro dei clienti a qualsiasi titolo detenuti dall’impresa di investimento e degli strumenti finanziari dei clienti detenuti dalla banca: sono patrimonio distinto a tutti gli effetti da quello dell’intermediario e degli altri clienti.</p>
 
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	<description>Le società di intermediazione mobiliare, secondo l’art. 1 del d.lgs. 24.2.1998 n. 58 (TUIF), sono operatori specializzati nei seguenti servizi di investimento: 
– negoziazione per conto proprio;
–[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Le Sicav: cosa sono e cosa offrono</title>
	<link>http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2007/07/302485.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>guidainborsa</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2007/07/302485.shtml#comments</comments>
    <category>operatori_specializzati</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di società per azioni il cui oggetto sociale esclusivo<br />
è rappresentato dall’<b>investimento collettivo delle </b><b>risorse<br />
finanziarie raccolte presso il pubblico attraverso l’emissione<br />
di proprie azioni. </b>La gestione dei mezzi finanziari<br />
raccolti si identifica con la gestione del<br />
patrimonio sociale ed è quindi affidata agli organi<br />
amministrativi della Sicav stessa, a meno che venga delegata<br />
ad una Sgr. </p>
<p>Le <b>So</b><b>cietà<br />
d&#8217;investimento<br />
a capitale<br />
v</b><b>ariabile</b><br />
si differenziano dai fondi comuni d&#8217;investimento principalmente per il fatto che<br />
il sottoscrittore non acquista quote di partecipazione, ma azioni della società,<br />
con la possibilità di esercitare il diritto di voto. Pertanto, i partecipanti di una Sicav<br />
hanno<br />
poteri più ampi rispetto ai partecipanti di<br />
un fondo comune d’investimento, poiché<br />
sono anche soci e quindi possono incidere sulle vicende<br />
della società e sulle politiche d’investimento da essa<br />
adottate attraverso l’esercizio del diritto di voto. </p>
<p><b>Il capitale delle Sicav varia </b>per<br />
effetto delle sottoscrizioni e dei rimborsi ma anche per effetto delle<br />
plusvalenze e minusvalenze realizzate nel<br />
corso della gestione (poiché coincide con il<br />
patrimonio netto). Poiché la Sicav non dispone di un<br />
capitale nominale, in quanto <b>il capitale<br />
è sempre uguale al patrimonio netto</b> <b>ed è</b>  appunto<br />
<b>variabile</b>, <b>le azioni emesse sono prive di valore </b> <b>nominale<br />
e il loro valore è determinato in ogni momento dal rapporto tra il valore netto<br />
delle attività complessivamente in portafoglio e il numero delle azioni </b><b>in<br />
circolazione</b>. Al momento della sottoscrizione è però stabilito<br />
un valore iniziale minimo di ciascuna azione, pari a<br />
5 euro o al maggior importo stabilito dalla Banca d’Italia.</p>
<p><b>Le azioni rappresentative del<br />
capitale delle Sicav</b> possono essere sia<br />
nominative sia al portatore a scelta del<br />
sottoscrittore e devono essere interamente liberate al momento<br />
della loro emissione. Oltre alle caratteristiche che tradizionalmente<br />
distinguono le azioni nominative da quelle al<br />
portatore, le azioni delle Sicav presentano<br />
una <b>rilevante particolarità per quanto attiene al diritto di voto</b>: le<br />
azioni nominative attribuiscono un diritto di<br />
voto per ciascuna azione mentre le azioni al portatore<br />
attribuiscono un solo voto per ogni socio, indipendentemente<br />
dal numero di azioni possedute. La Sicav è tenuta ad assicurare agli azionisti<br />
la possibilità di convertire in ogni momento<br />
azioni nominative in azioni al portatore e<br />
viceversa.</p>
<p>Alle Sicav è fatto divieto di<br />
emettere obbligazioni o azioni di risparmio<br />
nonché di acquistare o comunque detenere azioni<br />
proprie. La custodia degli strumenti finanziari e delle disponibilità liquide<br />
della Sicav è affidata ad una banca depositaria, che si<br />
occupa, tra l’altro, di accertare la legittimità delle operazioni<br />
di emissione e rimborso delle azioni nonché il calcolo<br />
del loro valore. </p>
<p>Le Sicav, con apposita previsione<br />
statutaria, possono essere suddivise in più<br />
comparti di investimento (<b>Sicav multicomparto</b>) per ognuno dei quali può<br />
essere emessa una particolare categoria di<br />
azioni. In questo caso, ciascun comparto<br />
costituisce patrimonio autonomo, distinto a<br />
tutti gli effetti da quello degli altri  comparti.<br />
Una volta aderito ad un comparto si ha la possibilità di trasferire il proprio<br />
investimento convertendo le azioni di un comparto in quelle di un altro.</p>
<p>Oltre alla natura giuridica differente dei fondi comuni d&#8217;investimento, la loro<br />
peculiarità consiste nell&#8217;elevata specializzazione dei singoli comparti su<br />
diverse aree di mercato e/o settori in grado di soddisfare tutte le esigenze<br />
d&#8217;investimento.</p>
<p>La <b> gestione del patrimonio sociale</b><br />
deve essere trasparente, tesa ad evitare l’insorgere<br />
di conflitti di interesse e orientata al<br />
rispetto dei criteri di un’ottimale selezione degli<br />
investimenti in relazione alla combinazione rischio-rendimento prescelto;<br />
al fine di assicurare tutto questo, la Banca<br />
d’Italia detta norme prudenziali di contenimento e frazionamento<br />
del rischio.</p>
<p>Queste norme prudenziali<br />
definiscono, tra l’altro, alcuni <b>limiti<br />
all’investimento</b>, quali ad esempio:</p>
<p>– limiti agli investimenti in<br />
strumenti di uno stesso emittente o di<br />
emittenti appartenenti al medesimo gruppo;</p>
<p>– limiti alla detenzione dei<br />
diritti di voto;</p>
<p>– limiti per gli acquisti di<br />
strumenti finanziari che avvengono nell’ambito<br />
di operazioni di collocamento operate da<br />
società appartenenti al gruppo della Sicav.</p>
 
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	<description>Si tratta di società per azioni il cui oggetto sociale esclusivo
è rappresentato dall’investimento collettivo delle risorse
finanziarie raccolte presso il pubblico attraverso l’emissione
di proprie[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Sicav e Fondi d&#039;investimento a confronto</title>
	<link>http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2007/07/302514.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>guidainborsa</dc:creator>
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    <category>operatori_specializzati</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta<br />
di fondi e Sicav di diritto italiano ed estero, armonizzati e non armonizzati Ue.<br />
Tra questi ultimi ci sono i fondi speculativi, i fondi di fondi, i fondi<br />
riservati.</p>
<p><b>Fondi e Sicav di diritto<br />
italiano armonizzati UE </b></p>
<p>Sono i fondi e le Sicav gestiti<br />
da società italiane con sede legale in Italia e sottoposti per legge<br />
comunitaria a una serie di vincoli sugli investimenti allo scopo di contenere i<br />
rischi e salvaguardare i sottoscrittori.</p>
<p>In particolare, i fondi armonizzati:</p>
<p>Non possono investire più<br />
del 10% del patrimonio in strumenti finanziari (azioni o obbligazioni) di un<br />
singolo emittente.</p>
<p>Non possono investire più<br />
del 10% del patrimonio in altri Oicr e prodotti derivati.</p>
<p>Non possono impiegare una<br />
quota maggiore del 10% del patrimonio in titoli non quotati nei mercati<br />
regolamentati.</p>
<p>Non possono investire in<br />
strumenti derivati per la copertura dei rischi, il cosiddetto &#8220;hedging&#8221;,<br />
per un ammontare totale che ecceda il valore netto del fondo.</p>
<p>Non possono possedere azioni<br />
con diritto di voto di una società per un valore nominale superiore al 5%<br />
del valore nominale complessivo di tutte le azioni con diritto di voto.</p>
<p><b>Fondi e Sicav di diritto<br />
italiano NON armonizzati UE</b></p>
<p><img src="http://www.morningstar.it/im/clear.gif" height="8" width="1"></p>
<p>Si tratta di una particolare tipologia di fondi istituiti nel settembre 1999 e<br />
caratterizzati da una maggiore libertà di investimento del patrimonio raccolto.<br />
Ad essi  non si applicano i vincoli e le limitazioni previste dalla legge<br />
comunitaria per i fondi armonizzati. Tra i non armonizzati possiamo distinguere:</p>
<p><b>Fondi speculativi (o hedge<br />
funds)</b></p>
<p>Si caratterizzano<br />
principalmente per l&#8217;<b>estrema libertà negli investimenti</b> di cui godono.</p>
<p>- Possono infatti utilizzare<br />
tutti gli strumenti finanziari e tutte le strategie di gestione; in<br />
particolare hanno facoltà di adoperare senza limiti strumenti derivati per la<br />
gestione del rischio e di ricorrere alla leva finanziaria per guadagnare sul<br />
mercato anche in fase di discesa. </p>
<p>- Possono investire tutto il<br />
patrimonio anche in una sola posizione e regolare a piacimento le modalità<br />
di adesione e il rimborso delle quote.</p>
<p>-  Sono esentati dagli<br />
obblighi informativi e di pubblicità del rendiconto di gestione e della<br />
relazione semestrale.</p>
<p>Un fattore chiave del successo,<br />
risiede nella loro <b>indipendenza dalla stabilità dei tassi di interesse o<br />
dalla crescita dei mercati finanziari</b>. Infatti la volatilità<br />
causata dall&#8217;incertezza economica si traduce per gli hedge fund in<br />
opportunità di profitto.</p>
<p>Originariamente ciò che li<br />
distingueva dai tradizionali fondi era l&#8217;obiettivo di limitazione dei rischi<br />
attraverso tecniche di copertura, chiamate, appunto, di hedging, ma nel tempo<br />
gli hedge-fund hanno assunto una caratterizzazione sempre più speculativa,<br />
che preclude il loro utilizzo ai piccoli risparmiatori.</p>
<p>Gli unici <b>limiti</b> che gli hedge funds sono tenuti a rispettare<br />
riguardano il <b>numero massimo di partecipanti al fondo</b> (non più di 100)<br />
e il <b>versamento minimo per accedervi </b>(almeno 1 milione di euro).<br />
Inoltre non possono essere oggetto di sollecitazione all&#8217;acquisto.</p>
<p><b>Fondi di Fondi</b></p>
<p>Sono fondi il cui <b>portafoglio è costituito</b> non da titoli, ma da <b>quote<br />
di altri fondi o sicav (Oicr)</b>. </p>
<p>La <b>diversificazione</b> è<br />
indubbiamente la caratteristica principale di questa tipologia di fondi la cui<br />
gestione è incentrata sulla definizione dell&#8217;asset allocation, vale a dire la<br />
valutazione e la scelta dei fondi da inserire in portafoglio (di solito<br />
25-30). Questi ultimi, a loro volta, acquistano sul mercato i titoli da<br />
inserire nei propri portafogli. <b>Potendo investire anche in quote di hedge<br />
funds, i fondi di fondi costituiscono per il piccolo risparmiatore un accesso<br />
diretto a questi ultimi</b>, spesso loro preclusi a causa dell&#8217;elevata soglia<br />
di patrimonio in entrata.</p>
<p>I parenti più prossimi dei<br />
fondi di fondi sono le <b>gestioni patrimoniali in fondi</b> (Gpf), che si<br />
differenziano per una gestione più <b>personalizzata</b> del risparmio, ma<br />
sicuramente più <b>onerosa e meno accessibile all&#8217;investitore medio</b>.<br />
Inoltre i fondi di fondi risultano più trasparenti e facili da monitorare,<br />
dal momento che la loro quota è riportata quotidianamente sulla stampa<br />
specializzata.</p>
<p><b>Fondi Riservati</b></p>
<p>Sono fondi non armonizzati che riservano la partecipazione a definite<br />
categorie di investitori quali banche, sim, fondi pensione, sicav, società<br />
finanziarie e assicurative e altri particolari soggetti esperti secondo un<br />
elenco fornito dalla Consob.</p>
 
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    ]]></content:encoded>
	<description>Si tratta
di fondi e Sicav di diritto italiano ed estero, armonizzati e non armonizzati Ue.
Tra questi ultimi ci sono i fondi speculativi, i fondi di fondi, i fondi
riservati.
Fondi e Sicav di[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Curva dei tassi di interesse</title>
	<link>http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2007/07/302515.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>guidainborsa</dc:creator>
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    <category>glossario</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>La curva dei tassi mostra la relazione esistente tra la scadenza ed il rendimento di un titolo obbligazionario (solitamente si fa riferimento ai titoli di Stato). Spesso la curva è inclinata positivamente (a scadenze più lunghe corrispondono rendimenti più elevati), ma può assumere anche altre forme (ad es. un&#8217;inclinazone negativa, una forma ad U, etc&#8230;).</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070722000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070722000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070722000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20070722000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fborsa%2Finterventi%2F2007%2F07%2F302515.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>La curva dei tassi mostra la relazione esistente tra la scadenza ed il rendimento di un titolo obbligazionario (solitamente si fa riferimento ai titoli di Stato). Spesso la curva è inclinata[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Finanziare senza diluire il controllo: ecco le Azioni Sviluppo</title>
	<link>http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2007/04/290968.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2007/04/290968.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 01 Apr 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>guidainborsa</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2007/04/290968.shtml#comments</comments>
    <category>strumenti_finanziari</category><category>azioni</category><category>diritto di voto</category><category>dividendi</category><category>super-azioni</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Le  <b>Azioni Sviluppo</b> rappresentano un nuovo strumento finanziario,<br />
nato dall&#8217;accordo tra Borsa Italiana e Assolombarda, destinato a cambiare la<br />
geografia dei titoli quotati a Piazza Affari, nonché le modalità di ricorso al<br />
capitale di rischio da parte delle medie imprese. Approfondiamo insieme le<br />
caratteristiche di questo innovativo strumento di investimento.</p>
<p>Queste azioni innovative <b>offriranno ai sottoscrittori<br />
vantaggi nella distribuzione dell&#8217;utile</b> e la <b>possibilità di essere<br />
convertite in azioni ordinarie qualora nel medio periodo non si raggiungessero i<br />
risultati aziendali promessi </b>al momento dell&#8217;emissione o in caso di cessione<br />
dell&#8217;azienda. Questa sorta di penalità per l&#8217;imprenditore, che con la<br />
conversione rischierebbe di veder sfumare il controllo, potrebbe già essere<br />
considerato un fattore incentivante per il raggiungimento degli obiettivi<br />
prefissati e divulgati.</p>
<p>A fronte dei suddetti vantaggi, le super-azioni consentono un<br />
<b>diritto di voto limitato</b>, si adattano pertanto ad investitori<br />
maggiormente interessati ai risultati piuttosto che al coinvolgimento attivo<br />
nelle decisioni e politiche d&#8217;impresa.</p>
<p>Caratteristiche tecniche:</p>
<p>Possono essere emesse in numero uguale alle azioni<br />
ordinarie;</p>
<p>Hanno diritto di volto limitato alla revoca degli<br />
amministratori;</p>
<p>Sono azioni soggette all&#8217;OPA obbligatoria;</p>
<p>Hanno diritti patrimoniali privilegiati come maggiore<br />
remunerazione ed un livello prestabilito di pay out;</p>
<p>Hanno facoltà di conversione in azioni ordinarie in caso<br />
di mancato raggiungimento dei risultati fissati all&#8217;emissione o di passaggio<br />
del controllo senza OPA.</p>
<p>Ora ci si potrebbe<br />
domandare <b>da cosa è nata l&#8217;esigenza di creare una nuova categoria di azioni,</b><br />
data già la presenza di varie tipologie, da quella a risparmio a quelle<br />
privilegiate, fino all&#8217;estremo delle obbligazioni convertibili.</p>
<p>In effetti, tutte le<br />
suddette tipologie non sono state ritenute sufficienti a finanziare con capitale<br />
di rischio i programmi di espansione delle imprese. E&#8217; importante notare infatti<br />
che gli aumenti di capitale effettuati attraverso azioni privilegiate, a<br />
risparmio o obbligazioni convertibili possono rappresentare solo una piccola<br />
parte del capitale. Pertanto, qualora l&#8217;imprenditore volesse realizzare<br />
un&#8217;emissione significativa avrebbe a disposizione solo le azioni ordinarie con<br />
cui l&#8217;azionista di controllo rischia di perdere la maggioranza. Le super-azioni<br />
permetteranno invece ad ogni società di arrivare a raddoppiare il capitale<br />
sociale senza intaccare l&#8217;equilibrio di governance.</p>
<p><b>L&#8217;esigenza era<br />
quindi quella di trovare nuovi capitali con un costo inferiore al debito e che<br />
non togliessero il controllo </b>all&#8217;imprenditore ed in quest&#8217;ottica si<br />
inquadrano le  azioni di sviluppo, destinate a finanziare programmi di<br />
sviluppo (es. un progetto di ricerca, la crescita in un determinato mercato) con<br />
il vantaggio per l&#8217;imprenditore di non mettere a repentaglio il controllo della<br />
società stessa. </p>
<p>Le &#8220;super-azioni&#8221;<br />
diventano a questo punto emissioni interessanti in sostituzione delle obbligazioni convertibili<br />
adatte sia a società quotate sia a società che non intendono sbarcare in<br />
Borsa, rappresentando per tutte <b>una grande opportunità. </b></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070401000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070401000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070401000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20070401000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fborsa%2Finterventi%2F2007%2F04%2F290968.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Le  Azioni Sviluppo rappresentano un nuovo strumento finanziario,
nato dall&amp;#8217;accordo tra Borsa Italiana e Assolombarda, destinato a cambiare la
geografia dei titoli quotati a Piazza Affari,[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>La Borsa</title>
	<link>http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2007/01/283070.shtml</link>
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	<pubDate>Wed, 17 Jan 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>guidainborsa</dc:creator>
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    <category>in_libreria_</category><category>Borsa valori</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Protagonista indiscussa delle prime pagine dei giornali, la Borsa rimane per<br />
molti una realtà circondata da un alone di mistero, sia nei momenti di euforia<br />
speculativa, quando sembra che tutti possano facilmente guadagnare, sia nei<br />
momenti di ribasso, quando anche gli investitori più accorti sembrano essere<br />
stati vittime di una bolla speculativa e per tutti diventa difficile dare<br />
fiducia ai mercati finanziari. Questo libro, giunto alla sua seconda edizione,<br />
spiega in maniera chiara e competente come sono nate e come si sono evolute le<br />
Borse, le regole che le governano, le caratteristiche degli strumenti finanziari<br />
che in esse vengono scambiati, le tecniche di negoziazione e il ruolo degli<br />
intermediari. Esso chiarisce anche quali precauzioni l&#8217;investitore deve adottare<br />
nella gestione del proprio portafoglio finanziario. Benché sia talora<br />
influenzata anche da fattori psicologici di massa o da comportamenti<br />
irrazionali, la Borsa svolge un&#8217;importante funzione per l&#8217;economia di un paese:<br />
conoscere vantaggi e rischi dei mercati finanziari non è cosa che riguardi più<br />
solo le grandi società e le persone facoltose, ma anche il comune cittadino.</p>
<p><b>La<br />
Borsa</b></p>
<p>di<br />
Francesco Cesarini e Paolo Gualtieri</p>
<p>Ed. Il Mulino</p>
<p>Collana:<br />
Farsi un&#8217;idea</p>
<p>Pagine: 128</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070117000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070117000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070117000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20070117000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fborsa%2Finterventi%2F2007%2F01%2F283070.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Protagonista indiscussa delle prime pagine dei giornali, la Borsa rimane per
molti una realtà circondata da un alone di mistero, sia nei momenti di euforia
speculativa, quando sembra che tutti possano[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Animali protagonisti in Borsa</title>
	<link>http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2007/01/283071.shtml</link>
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	<pubDate>Wed, 17 Jan 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>guidainborsa</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2007/01/283071.shtml#comments</comments>
    <category>curiosit_sulla_borsa</category><category>animali</category><category>borsa</category><category>coccodrillo</category><category>elefante</category><category>orso</category><category>toro</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><b>Orso:</b> Colui che investe in Borsa scommettendo sulla discesa delle<br />
quotazioni.</p>
<p><b>Toro:</b> chi acquista titoli in ascesa con la convinzione che continueranno<br />
a crescere;</p>
<p><b>Elefante</b>:<br />
grade investitore istituzionale (Es. una compagnia di assicurazione).</p>
<p><b>Maiale</b>:<br />
risparmiatore con poche informazioni e scarsa preparazione.</p>
<p><b>Delfino</b>: acquista e vende con grande agilità per ricavarne rapidi<br />
profitti.</p>
<p><b>Coccodrillo</b>:<br />
professionista della speculazione che gestisce i titoli in modo &#8220;spregiudicato&#8221;<br />
traendone però grandi profitti.</p>
<p>Nel linguaggio borsistico l&#8217;orso è sempre<br />
associato al ribasso, ad una fase calante dei mercati, perché quando la curva<br />
dei grafici scende di solito è morbida e ricorda la schiena di un orso (fantasioso<br />
vero?). Quando invece il mercato cresce in<br />
modo scattante e nervoso ecco che graficamente troveremo impennate che<br />
richiamano le corna di un toro.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070117000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070117000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070117000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20070117000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fborsa%2Finterventi%2F2007%2F01%2F283071.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Orso: Colui che investe in Borsa scommettendo sulla discesa delle
quotazioni.
Toro: chi acquista titoli in ascesa con la convinzione che continueranno
a crescere;
Elefante:
grade investitore[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>&quot;Potere di rating&quot;</title>
	<link>http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2007/01/283085.shtml</link>
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	<pubDate>Wed, 17 Jan 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>guidainborsa</dc:creator>
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    <category>mercati_gestiti_da_borsa_italiana</category><category>moody's standard agenzie</category><category>rating</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Come noto, un titolo<br />
obbligazionario rappresenta un credito che l&#8217;investitore ha nei confronti di una<br />
società, banca o ente governativo. Come tale è soggetto al rischio che, a<br />
causa del futuro deteriorarsi della situazione finanziaria dell&#8217;emittente,<br />
quest&#8217;ultimo non sia in condizioni di pagare le cedole o, nei casi più gravi,<br />
di rimborsare il capitale. Ne deriva come l&#8217;acquisto di un titolo<br />
obbligazionario debba essere preceduto da un&#8217;accurata analisi delle condizioni<br />
di stabilità economico-finanziaria-patrimoniale di chi lo emette, esattamente<br />
come fa l&#8217;ufficio fidi di una banca prima di concedere un finanziamento a una<br />
impresa o a un privato.</p>
<p>Spesso, per mancanza di tempo e informazioni o scarsa dimestichezza nella lettura di bilanci e dati contabili, la<br />
maggioranza degli investitori non dispone delle risorse sufficienti per valutare il &#8220;merito creditizio&#8221; della società emittente le<br />
obbligazioni che si appresta ad acquistare. Per tale ragione sono nate le<br />
agenzie di rating, società specializzate in questi studi che come attività<br />
principale hanno proprio quella di analizzare la solidità finanziaria di questi<br />
&#8220;soggetti&#8221;.</p>
<p>Il <b><a href="http://guide.dada.net/borsa/interventi/2005/01/193486.shtml">rating</a></b><br />
è quindi una valutazione riguardo la “salute finanziaria” delle imprese,<br />
degli Stati e delle istituzioni pubbliche che emettono un’obbligazione. In<br />
particolare, il <b>giudizio</b> è condotto <b>sulle capacità degli emittenti<br />
di poter rimborsare il capitale a scadenza</b>, e di poter <b>pagare in modo<br />
regolare le cedole di interessi </b>dovute agli investitori. Il rating valuta dunque l&#8217;entità del rischio di credito facendo riferimento al rischio commerciale ed al rischio paese, ma non misura<br />
altri tipi di rischi quale il rischio di tasso o di cambio, ecc.</p>
<p>Il giudizio viene espresso attraverso un voto<br />
in lettere in base al quale il mercato stabilisce un premio per il rischio da<br />
richiedere all&#8217;azienda per accettare quel determinato investimento. Scendendo<br />
nel rating aumenta il premio per il rischio richiesto e quindi l&#8217;emittente deve<br />
pagare uno spread maggiore rispetto al tasso risk-free.</p>
<p>Per le imprese esistono<br />
normalmente due rating, uno a breve (misura la solvibilità entro 12 mesi) e<br />
l’altro a lungo (definisce la solvibilità futura dell&#8217;emittente), mentre per<br />
gli Stati sono previste altrettante categorie, debito estero e debito domestico.</p>
<p>Il monitoraggio e la valutazione che fanno le società di rating è continuo, il<br />
che può portare a periodiche variazioni in miglioramento (<b>upgrade,</b> cioè<br />
si sale verso la AAA) o in peggioramento (<b>downgrade</b> ovvero si scende<br />
verso la D di default). Sempre per spiegare alcuni termini tecnici di uso<br />
comune, è bene precisare che un <b>rating posto sotto osservazione viene<br />
inserito nella lista &#8220;Credit Watch&#8221; </b>seguita dall&#8217;aggettivo<br />
&#8220;positiva&#8221; qualora vi è la possibilità che, al termine dei lavori di<br />
analisi si realizzi un upgrade, o &#8220;negativa&#8221; nel caso ovviamente di<br />
rischio di downgrade.</p>
<p><b>Variazioni nel rating si riflettono sulle quotazioni del titolo </b>dato che<br />
un emittente caratterizzato da maggior rischiosità (declassamento nella scala<br />
del rating) dovrà essere disposto a pagare maggiori interessi ai<br />
creditori-investitori rispetto a un emittente a minor rischio.</p>
<p>I rating sono condotti attraverso<br />
criteri standardizzati che si basano sul confronto con altre realtà operanti<br />
nei medesimi settori e periodicamente pubblicati dalle agenzie di revisione<br />
contabile dei bilanci: Standard &#038; Poor&#8217;s, Moody&#8217;s e Fitch. Le <b>agenzie di<br />
rating</b> talora sono banche d&#8217;investimento private che effettuano per conto<br />
proprio e per conto terzi operazioni sui titoli di cui stabiliscono anche il<br />
rating. Non raramente, la maggior fonte di finanziamento dei costosi studi che<br />
portano a valutare il rating, non sono le agenzie di stampa e la comunità<br />
finanziaria, ma le stesse società emittenti oggetto dell&#8217;indagine e singoli<br />
investitori con molta liquidità. proprio<br />
perchè pagate dai committenti e non dagli investitori, talvolta queste agenzie<br />
sono portatrici di conflitti di interessi. Ciò<br />
espone al rischi di <a href="http://guide.dada.net/borsa/interventi/2006/04/253137.shtml" title="Aggiotaggio">aggiotaggio</a><br />
e insider trading, ovvero all&#8217;omissione di comunicazione al mercato di<br />
informazioni in grado di abbassare il prezzo del titolo, che correttamente per<br />
la teoria economica deve incorporare nel prezzo tutte le informazioni<br />
disponibili in un dato istante.</p>
<p>Con la deregolamentazione dell&#8217;economia, soprattutto dall&#8217;inizio degli anni<br />
novanta, queste agenzie hanno progressivamente accumulato un enorme potere, sia<br />
nella valutazione delle politiche dei governi che dell&#8217;andamento economico di<br />
qualsiasi entità privata, determinando le decisioni di tutti gli attori<br />
economici. All&#8217;inizio le agenzie offrivano, a pagamento, ai detentori di titoli<br />
di credito i loro giudizi sul comportamento dei debitori. Oggi sono gli stessi<br />
debitori a pagare per avere un &#8220;giudizio di merito&#8221; prima di emettere<br />
un&#8217;obbligazione o attingere a qualsiasi altra forma di credito.</p>
<p>Esempi di classi<br />
di rating</p>
<p>Standard<br />
&#038; Poor&#8217;s</p>
<p>AAA- Elevata capacità di<br />
ripagare il debito</p>
<p>AA- Alta capacità di<br />
ripagare il debito</p>
<p>A-Solida capacità di<br />
ripagare il debito, che potrebbe essere influenzata da circostanze avverse</p>
<p>BBB- Adeguata capacità di<br />
rimborso, che però potrebbe peggiorare</p>
<p>BB, B- Debito prevalentemente<br />
speculativo</p>
<p>CCC, CC - Debito altamente<br />
speculativo</p>
<p>D - Società insolvente</p>
<p>Moody&#8217;s</p>
<p>Aaa- Livello minimo di<br />
rischio</p>
<p>Aa- Debito di alta qualità</p>
<p>A-Debito di buona qualità ma<br />
soggetto a rischio futuro</p>
<p>Baa- Grado di protezione<br />
medio</p>
<p>Ba- Debito con un certo<br />
rischio speculativo</p>
<p>B - Debito con bassa<br />
probabilità di ripagamento</p>
<p>Caa, Ca, C - Società<br />
insolvente</p>
<p>Come si nota dallo schema<br />
presentato esiste una certa equivalenza tra i giudizi delle diverse società. Ciò<br />
non esclude comunque che le principali società possano avere opinioni<br />
differenti sullo stesso emittente. Tali situazioni non sono infrequenti, anzi.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070117000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070117000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070117000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20070117000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fborsa%2Finterventi%2F2007%2F01%2F283085.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Come noto, un titolo
obbligazionario rappresenta un credito che l&amp;#8217;investitore ha nei confronti di una
società, banca o ente governativo. Come tale è soggetto al rischio che, a
causa del[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Price/earning</title>
	<link>http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2006/11/277773.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2006/11/277773.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 26 Nov 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>guidainborsa</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2006/11/277773.shtml#comments</comments>
    <category>glossario</category><category>price earning P/E</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il Price Earning viene indicato con P/E ed è dato dal prezzo delle azioni di una società diviso per gli utili per azione prodotti su base annua.<br />
Rappresenta il prezzo che gli investitori sono disposti a pagare per ogni centesimo e/o euro di utile prodotta dalla società, indica dunque la convenienza di un&#8217;azione in relazione ai suoi profitti.<br />
Maggiore è il P/E maggiori sono le aspettative del mercato sulle prospettive di crescita di una società.<br />
Le azioni con un basso P/E sono generalmente ritenute convenienti in quanto il loro valore reale è superiore al prezzo (cioè valgono più di quanto costano).</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20061126000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20061126000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20061126000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20061126000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fborsa%2Finterventi%2F2006%2F11%2F277773.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Il Price Earning viene indicato con P/E ed è dato dal prezzo delle azioni di una società diviso per gli utili per azione prodotti su base annua.
Rappresenta il prezzo che gli investitori sono disposti[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Buoni investitori si nasce?</title>
	<link>http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2006/11/277783.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/borsa/interventi/2006/11/277783.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 26 Nov 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>guidainborsa</dc:creator>
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    <category>rischi_finanziari_e_strumenti_di_valutaz</category><category>decalogo regole investimento investitori</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che prima di qualunque investimento ci<br />
si dovrebbe domandare:</p>
<p>quali sono<br />
le finalità del nostro risparmio (quali desideri andremo a soddisfare);<br />
per quanto tempo si potrà rinunciare alla<br />
liquidità che si desidera investire;<br />
quale rischio si è disposti ad assumere</p>
<p>e premesso che<br />
investire il proprio denaro richiede tempo, attenzione e dieci regole ovviamente<br />
non bastano, ecco alcuni suggerimenti per evitare gli errori più frequenti.</p>
<p>Non concentrare<br />
Concentrare<br />
gli investimenti in pochi titoli è il più classico degli errori. Certo<br />
può andare bene&#8230; molto bene, o molto male.</p>
<p>In<br />
realtà solo la diversificazione consente di minimizzare i rischi. Distribuire<br />
il proprio denaro su più strumenti (o titoli) permette di compensare un<br />
eventuale andamento negativo di alcuni con quello positivo di altri.</p>
<p>Tuttavia<br />
non bisogna esagerare. Per un piccolo risparmiatore può diventare<br />
complicato seguire una ventina di titoli. Sarebbe meglio optare per un<br />
numero di società adeguato alle proprie capacità e al tempo a<br />
disposizione.</p>
<p>Non essere avidi<br />
Generalmente<br />
quando il titolo sale e si assiste ad un continuo crescendo il<br />
professionista vende, mentre il risparmiatore avido resta a guardare.</p>
<p>Il<br />
dato fondamentale da tenere sotto controllo è invece il rapporto tra<br />
rischio e rendimento atteso. Se il titolo ha già realizzato un rialzo del<br />
30% sarà meglio cercare un&#8217;altra azione su cui puntare, un titolo cioè che goda<br />
ancora di un margine di miglioramento. Così facendo, appena il titolo al<br />
galoppo darà segnali di cedimento se ne disporrà la vendita e la<br />
liquidità ottenuta sarà riversata sul titolo che ancora può crescere.</p>
<p><i>Gli<br />
investitori esperti sono attenti al rischio, gli inesperti al rendimento.</i></p>
<p>Non prendere tempo<br />
Spesso<br />
non è facile capire quando è meglio vendere o acquistare. Quando il titolo<br />
perde quota, spesso il piccolo investitore prende tempo sperando in un<br />
recupero, mentre il professionista cambia subito rotta. Per proteggere il<br />
portafoglio è bene limitare le perdite al 5% in modo da non depauperare<br />
consistentemente il capitale.</p>
<p><i>Quando<br />
è tempo di agire, non esitare.</i></p>
<p>Non insistere nell&#8217;acquistare azioni in<br />
caduta<br />
Avventarsi<br />
su titoli che vivono brusche discese nella quotazione può rappresentare un<br />
enorme passo falso.</p>
<p>Il<br />
rischio è quello che i prezzi scendano ancora. Sono dunque necessari<br />
pazienza e sangue freddo per prendere posizione sul titolo solo quando si è<br />
tornato a delineare un trend rialzista che consenta performance migliori ed<br />
una minimizzazione dei rischi. </p>
<p><i>Bisogna<br />
attendere che la curva cambi direzione</i></p>
<p>Non puntare su aziende in crisi<br />
Comportamento<br />
apparentemente scontato eppure insidioso.</p>
<p>In<br />
seguito ad un brusco calo della quotazione di un titolo ci si dovrebbe<br />
domandare se si tratta di un ribasso transitorio o se tale caduta è legata<br />
ad un problema di ordine strutturale e pertanto non così rapidamente<br />
superabile. </p>
<p>Appurato<br />
che si tratti di una defaillance momentanea si valuterà se può essere<br />
conveniente acquistare in un&#8217;ottica di riconoscimento da parte del mercato<br />
del carattere passeggero della una crisi. Di fronte ad un problema strutturale invece, per il<br />
piccolo trader non è il caso di avventurarsi.</p>
<p>Il<br />
punto è capire se il titolo è momentaneamente in difficoltà, ma l&#8217;azienda<br />
è sana, in quanto il ribasso è in realtà innescato da fattori non correlati alla<br />
società (per esempio la caduta di un competitor che trascina al ribasso<br />
l&#8217;intero settore) oppure se ad attraversare un periodo burrascoso è<br />
l&#8217;azienda e non il titolo.</p>
<p><i>Un<br />
trend al rialzo tende a “spingere” tutti i titoli, buoni e meno buoni.<br />
Il contrario fa un trend al ribasso.</i></p>
<p>Non addentrarsi in sentieri ignoti<br />
È<br />
importante evitare business che non si comprendono, società di cui non si<br />
conoscono dinamiche, piani d&#8217;azione, evoluzione, capacità del management,<br />
posizionamento sul mercato e nei confronti dei concorrenti.</p>
<p>Lo<br />
stesso <a href="http://guide.dada.net/borsa/interventi/2004/12/190797.shtml" target="_blank">Warren<br />
Buffett</a> ha affermato di non aver scommesso sui titoli hi-tech nemmeno<br />
prima dello scoppio della &#8220;bolla internet&#8221;.</p>
<p>Non idealizzare<br />
Accade<br />
sovente che il piccolo trader si focalizzi su di un unico titolo, seguendone<br />
quotidianamente gli andamenti, riponendovi grandi aspettative di guadagno. </p>
<p>La<br />
razionalità deve avere il sopravvento, dunque è necessario diversificare,<br />
non partire prevenuti verso una società, né serbare troppe certezze.</p>
<p><i>Non<br />
innamorarti delle tue azioni</i></p>
<p>Non improvvisarsi analisti<br />
Questa<br />
è forse la regola più elementare che spesso, per grande stima di sé, si<br />
tende a sottovalutare. Quando non ci si rivolge a professionisti ma si opta<br />
per il &#8220;fai da te&#8221; è bene raccogliere il maggior numero possibile<br />
di informazioni e dati riguardo al titolo prescelto (ovviamente è anche necessario saper interpretare ed<br />
utilizzare quanto abbiamo a disposizione). Ecco qualche linea guida.</p>
<p>Prima<br />
di tutto una strategia non può valere per un intero portafoglio, dunque è<br />
necessario dedicare tempo e conoscenze ad ogni singola azione, effettuando<br />
almeno un&#8217;analisi che tenga conto dei dati di bilancio e di alcuni ratios<br />
(rapporto <a href="http://guide.dada.net/borsa/interventi/2006/11/277773.shtml" target="_blank">prezzo/utili</a>,<br />
prezzo/vendite, prezzo/cash flow, etc.)</p>
<p>Sarà<br />
inoltre necessario valutare il posizionamento della società in relazione ai<br />
competitors e all&#8217;andamento generale del settore in cui opera. Insomma ci si<br />
deve informare.</p>
<p>Dedica<br />
ai tuoi investimenti lo stesso tempo che dedicheresti alla scelta di<br />
un’auto o di una casa. Cerca tutte le informazioni che ti occorrono per<br />
decidere, confronta i diversi strumenti e, soprattutto, segui i tuoi<br />
investimenti nel tempo.</p>
<p><i>Compra<br />
azioni di business che comprendi</i></p>
<p>Non lasciarsi trascinare dagli entusiasmi<br />
passati<br />
Il fatto che l&#8217;anno scorso un investimento<br />
abbia reso x% non significa matematicamente che anche quest&#8217;anno ripeterà<br />
la stessa incoraggiante performance.</p>
<p>Non mediare al ribasso<br />
Spesso capita che i piccoli investitori, a<br />
fronte di un ribasso nella quotazione di un titolo in portafoglio, decidano<br />
di acquistarne una ulteriore quantità, in modo da abbassare il prezzo medio<br />
di acquisto. In questo modo però si attuano la concentrazione definita<br />
nella regola n.1 ed il rischio già presentato nella regola n. 4.</p>
 
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    ]]></content:encoded>
	<description>Premesso che prima di qualunque investimento ci
si dovrebbe domandare:
quali sono
le finalità del nostro risparmio (quali desideri andremo a soddisfare);
per quanto tempo si potrà rinunciare[...]</description>
	
	</item>
    

</channel>
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