
Fino al 1991 le quotazioni in borsa avvenivano esclusivamente tramite la contrattazione “alle grida” in particolari recinti (corbeilles) nelle quali avevano luogo tutte le operazioni relative all’accertamento dei prezzi ufficiali e alla redazione dei listini. I prezzi venivano costantemente trasmessi da un funzionario che si trovava al centro del recinto, il quale era incaricato di raccogliere le notifiche. A fine giornata il comitato direttivo degli agenti di cambio definiva il listino ufficiale. (Il listino conteneva solo i prezzi definiti, quelli cioè per i quali l’offerta aveva incontrato la domanda). Il sistema di negoziazione “alle grida” era un esempio paradigmatico di asta a chiamata.
A causa delle inefficienze di questo tipo di mercato si cercò fin dagli anni Ottanta di porre rimedio attraverso il perfezionamento del sistema introducendo dei sistemi computerizzati sempre più avanzati: era il primo passo verso la borsa telematica. Le due lacune principali erano:
la debole rappresentatività dei prezzi che si formavano sul mercato ufficiale, dato che al di fuori degli orari di borsa gli agenti comunque continuavano la loro negoziazione (borsa non ufficiale);
l’inadeguato funzionamento delle strutture tecnico organizzative di supporto alle negoziazioni, che non permettevano un riscontro in tempo reale delle quotazioni.
Gli sforzi di modernizzazione hanno avuto concreta attuazione soprattutto nell’ultimo decennio del Novecento, apportando nuovo vigore, trasparenza e competitività ai mercati finanziari. Le borse valori di tutto il mondo cercarono di adeguare i mercati alle nuove invenzioni della tecnologia informatica fino a raggiungere il moderno sistema di contrattazione che è la borsa telematica. Essa non è più un luogo fisico dove gli agenti cooperano gli uni accanto agli altri, consiste piuttosto in un grande cervello elettronico che elabora gli ordini di vendita e acquisto pervenuti da ogni parte del mondo attraverso la rete.
Dal 18 aprile 1994 il mercato borsistico italiano “alle grida” non esiste più. L’ormai generalizzato ricorso alle nuove tecnologie telematiche ha portato nel mercato mobiliare un cambiamento radicale non soltanto delle procedure ma anche dei “luoghi” della comunicazione: se un tempo la Borsa, con le sue strutture fisiche, i suoi recinti e la concentrazione degli operatori, rappresentava anche tangibilmente il mercato quale centro delle negoziazioni, oggi sono i mercati telematici a consentire l’incrocio di domanda e offerta nel parterre virtuale delle reti.

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