Derivati: definizione e funzioni dello strumento

Sono definiti strumenti derivati quelli il cui prezzo dipende dal valore sul mercato dell'attività a cui fanno riferimento. Vediamo, aiutandoci con qualche esempio, quali sono le loro funzioni principali.

Secondo una definizione data dalla Banca d’Italia, sono derivati quei contratti che insistono su elementi di altri schemi negoziali (quali valute, tassi di interessi, tassi di cambio, indici di borsa) e il cui valore economico deriva dal valore del titolo sottostante o degli altri elementi di riferimento.

Una particolare caratteristica dei contratti derivati è quella di prevedere il differimento nel tempo dell’esecuzione del contratto. Ciò significa che la consegna del titolo sottostante e il relativo pagamento non avvengono contestualmente alla stipula del contratto derivato, ma ad (o entro) una data successiva.La definizione del prezzo avviene, invece, all’atto della stipula del contratto.

In Italia questi contratti sono scambiati sul Mercato italiano dei derivati (Idem), le cui attività si svolgono sotto l’azione di controllo e di coordinamento della Cassa di Compensazione e Garanzia.

La funzione principale dei contratti derivati è quella di negoziare i rischi connessi alle fluttuazioni delle variabili di mercato (c.d. rischi finanziari) separatamente dall’operazione che li ha originati.

Più specificamente si possono distinguere:

Funzione di copertura (hedging): copertura verso un evento futuro e incerto, quale la fluttuazione di valore di un bene. Funzione che richiama la richiama la copertura assicurativa.

Esempio: si prevede un rialzo del titolo X (che oggi ha un prezzo di 100) nei prossimi 3 mesi. Attraverso un contratto future ci si può coprire da tale rischio di aumento di prezzo, riservandosi la possibilità di acquistare il titolo X sempre al prezzo di 100.

Funzione speculativa (trading): sulla base di previsioni circa l’andamento di variabili finanziarie rilevanti, si pone in essere un derivato con il solo scopo di ottenere profitti a breve.

Esempio: se a 3 mesi il titolo X quota 120, l’operatore che lo ha pagato 100, lo vende a pronti e lucra la differenza.

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