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ETF (Exchange Traded Fund) cosa sono?

Si tratta di prodotti finanziari utilizzati per riprodurre un indice azionario globale o un indice settoriale. Acquistare un ETF significa acquistare un intero portafoglio azionario comprendente le azioni che compongono l’indice di riferimento.

Come suggerisce il nome Exchange Traded Fund, si tratta di Fondi o Sicav trattati nel mercato azionario come azioni, caratterizzati da una “gestione passiva” e da un innovativo meccanismo di funzionamento definito creation/redemption in kind (sottoscrizione/rimborso in natura) che consente una migliore replica dell’indice e un maggior contenimento dei costi.

I primi ETF sono stati sviluppati dall’Amex (American Stock Exchange) ed i più scambiati riguardano proprio gli indici americani (Nasdaq 100-QQQ; Dow Jones-DIA; Standard&Poor500-SPY)

L’andamento del prezzo di un ETF è strettamente legato al valore dell’indice sottostante l’investimento, fermo restando le normali oscillazioni dovute alla domanda ed all’ offerta. L’investimento prevede generalmente dei dividendi periodici distribuiti al netto delle spese sostenute dal gestore. In alcuni casi tali dividendi sono reinvestiti automaticamente nel fondo. 




















Caratteristiche e funzionamento degli ETF
 


Negoziazione continua


Gli ETF sono trattati come le azioni durante tutta la trattazione continua,  a differenza dei fondi di cui viene fissato il valore della quota una sola volta al giorno.


Diversificazione dell’investimento e replica di vari panieri di azioni


Il vantaggio principale degli ETF è rappresentato  dalla possibilità di diversificare l’investimento azionario senza dover acquistare tutti i titoli che compongono un indice: poiché gli ETF replicano esattamente l’andamento di un indice di mercato, acquistare le azioni di un ETF significa investire in un paniere di azioni che rappresentano la composizione di un determinato mercato o di un determinato settore.


Gestione passiva e  liquidità


A differenza dei gestori dei fondi che hanno una certa discrezionalità nella scelta dei titoli in cui investire, i gestori degli ETF devono acquistare e vendere le azioni che compongono l’indice di riferimento in modo che il fondo rispecchi sempre la composizione dell’ indice relativo ed è questo il motivo per cui si dice che gli ETF appartengono alla categoria dei fondi a gestione passiva. La liquidità è inoltre garantita dall’operato di un Market Maker.


Costi minori


Investire in un ETF ha costi molto più bassi rispetto ad un investimento simile in un fondo a gestione attiva in quanto non si devono investire ingenti risorse in ricerca e analisi per la scelta dei titoli ed il turnover dei titoli in portafoglio è pressoché inesistente. In tal senso l’economicità dei costi per l’Asset Manager si riflette in un abbassamento delle commissioni medie a carico dell’investitore (in genere oltre ai normali diritti, si paga una commissione al gestore).


Trattamento fiscale


Dal punto di vista fiscale l’ETF è assimilato ad un investimento azionario, è quindi tassato come le azioni. La fiscalità applicata è differente a seconda che l’ETF sia “armonizzato” oppure “non armonizzato” (cioè non conforme alle direttive europee).

a) ETF ARMONIZZATI UE ed autorizzati alla vendita in Italia: tutti gli ETF attualmente quotati su Borsa Italiana sono conformi alle direttive europee ed autorizzati dalla Banca d’Italia e dalla Consob. Pertanto, per i redditi derivanti dalla negoziazione di ETF quotati alla borsa di Milano, viene effettuata una ritenuta fiscale a titolo di imposta del 12,5% (operata automaticamente dal proprio intermediario). L’investitore privato non ha alcun altro obbligo;

b) ETF NON ARMONIZZATI  UE (ad esempio quelli americani):

- i redditi di capitale (dividendi incassati e Delta NAV), concorrono a formare il reddito imponibile e sono assoggettati alla tassazione progressiva IRPEF. Questi redditi di capitale devono essere dichiarati nel modello UNICO al fine di determinare l’onere da versare (avendo l’ intermediario trattenuto solo la ritenuta fiscale a titolo di acconto del 12,5%). 

- i redditi diversi [(Prezzo Vendita - Prezzo Acquisto) - (Nav del giorno di vendita- Nav del giorno di acquisto)] l’intermediario applica una ritenuta a titolo di imposta del 12,5%.

Coloro che operano con broker americani, si vedranno accreditare il capital gain al lordo dell’imposizione fiscale, ma dovranno poi denunciare in Italia i redditi da capitale realizzati.