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La volatilità come misura del rischio di un investimento

La volatilità è una misura del rischio che l'investimento in attività finanziarie comporta per l'investitore. Sostanzialmente rappresenta il grado di variazione dei prezzi di un'attività finanziaria in un determinato periodo di tempo

La volatilità esprime l’ampiezza delle variazioni subite dal prezzo di un titolo. Definisce dunque la minore o maggiore facilità con cui tale prezzo varia al variare del rendimento richiesto.

E’ una componente da tenere in considerazione durante la valutazione del rischio di un investimento in titoli. Una elevata volatilità, infatti, sta ad indicare che il prezzo di quel titolo tende ad ampie oscillazioni nel tempo, in conseguenza di ciò, l’investitore potrà registrare elevati guadagni o elevate perdite.

La volatilità di un titolo dipende soprattutto da tre fattori

dalla durata a scadenza, poiché quanto più lunga la durata di un titolo, tanto maggiore è la sua volatilità. Dunque, a parità di cedola e rendimento richiesto, la volatilità di un titolo decennale è maggiore di quella di uno quinquennale. 

dalla cedola (se è un’obbligazione). La volatilità aumenta in funzione inversa rispetto alla cedola: a parità di durata e rendimento, quanto più bassa è la cedola, tanto maggiore è la volatilità.

dal livello del rendimento. La volatilità di un titolo è tanto maggiore, quanto più basso è il livello del suo rendimento. A parità di durata e cedola, è più volatile un’obbligazione con rendimento del 4% rispetto a una che rende il 5%.

Per azioni e fondi comuni la volatilità è misurata ex post; mentre ex ante per i titoli obbligazionari indica la duration modificata, cioè la reattività dei prezzi delle obbligazioni a future modifiche dei tassi d’interesse.

In un contesto di informazione asimmetrica e imperfezione dei mercati le cause della volatilità possono essere spiegate in particolare da tre fattori:

il rilascio di informazione pubblica,

il diffondersi di informazione privata,

noise connessi all’attività di negoziazione.
La volatilità viene solitamente misurata da indicatori statistici quali la deviazione standard o la varianza, di solito espresse come percentuale annualizzata. Valori elevati della deviazione standard indicano un maggior grado di variabilità del rendimento medio dell’investimento e quindi, in ottica previsionale, una maggiore incertezza circa il suo esito.

Con il termine volatilità si possono inoltre indicare tre differenti concetti, in particolare quando ci si riferisce alle opzioni. Avremo dunque:

- la volatilità attesa;
- la volatilità storica;
- la volatilità implicita.

La volatilità attesa è un valore incerto, deriva infatti da una stima realizzata nel presente ipotizzando un andamento futuro. E’ dunque importante trovare un metodo per stimare la volatilità del titolo nel periodo a venire. La volatilità storica e la volatilità implicita sono dunque due modalità per effettuare tale stima;

La volatilità storica consiste nella stima della volatilità del titolo attraverso l’osservazione delle variazioni del prezzo in un periodo antecedente alla data di valutazione del contratto. L’ipotesi di fondo si basa sull’ipotesi che la volatilità futura sarà approssimativamente pari a quella manifestata nel passato. Per il calcolo della volatilità “storica” si procede alla determinazione della serie dei rendimenti periodali in un dato lasso temporale e al calcolo della relativa media. Vengono poi calcolati gli scostamenti elevati al quadrato di ogni singolo rendimento rispetto alla media. La media di tali scostamenti è la varianza, la cui radice quadrata determina la deviazione standard dei rendimenti periodali del titolo, riferita a quell’arco temporale.

la volatilità implicita consiste nella determinazione a ritroso della volatilità a partire dal prezzo di mercato dell’opzione. L’ipotesi sottostante è che il mercato sia efficiente nel valutare la volatilità futura del titolo.

Ai fini delle scelte d’investimento, è dunque decisiva la stima della volatilità futura delle variazioni dei prezzi, di cui la volatilità storica è solo una prima approssimazione.