Il Numtel va in pensione

Dal 31 gennaio scompariranno Numex e Numtel, gli indici del Nuovo Mercato, mentre prenderà il via il paniere All Stars per le Pmi di qualità. Conseguenza principale di tale riassetto sarà la cancellazione del Nuovo Mercato. Ad esso si sostituirà il segmento TechStar, composto da 28 delle 40 aziende del Numtel.

Borsa Italiana conferma: a partire dal 31 gennaio 2005 Numex e Numtel, gli indici del Nuovo Mercato, non saranno più calcolati. Ad essi subentrerà un nuovo indice, composto da quelle aziende che attualmente appartengono al segmento TechStar (creato da Borsa Italiana all’inizio del 2004, per raggruppare le società del Nuovo Mercato che rispettano determinati parametri economico-finanziari).

Sempre a partire dal 31 gennaio sarà creato l’indice All Star, esso raggrupperà tutte le società del segmento TechStar e del listino STAR, in modo da offrire ai gestori un indicatore focalizzato sulle aziende a piccola e media capitalizzazione, con interessanti prospettive di crescita. Sarà dunque questo nuovo indice a proporsi come benchmark per i gestori interessati alle Pmi italiane di qualità.

Una delle caratteristiche più importanti dei nuovi indici deriverà dal fatto che il peso delle aziende che li andranno a comporre dipenderà dalla capitalizzazione del flottante dei titoli (quindi delle azioni effettivamente trattabili) anziché dalla capitalizzazione complessiva. Scelta questa che conferma la tendenza (iniziata con l’introduzione del paniere S&P/Mib) a fare della capitalizzazione del flottante uno degli elementi distintivi rispetto al Mib30.

Questa revisione tecnica degli indici potrebbe fare da preludio ad una prossima ridefinizione dell’articolazione della Borsa italiana. In un ottica di questo tipo (dove si possono immaginare un circuito per le blue chip, un unico segmento dedicato alle Pmi che rispettino determinati requisiti di qualità indipendentemente dal settore di attività e un segmento ordinario per tutte le altre società, affiancato dal mercato Expandi) il Nuovo Mercato non poteva che essere destinato al riassorbimento nel mercato di Borsa principale. Infatti, se alla nascita fu considerato una sorta di marchio capace di infondere forza e appetibilità alle imprese che se ne fregiavano, ora non appare più conveniente mantenerlo in vita, considerato che dal 2001 nessuna matricola ha più scelto questa via per entrare in Borsa. La scelta di Borsa Italiana è stata quasi obbligata date le poche soddisfazione offerte agli investitori in cinque anni di attività. Una simile ridefinizione del mercato aveva già toccato la borsa tedesca, che nel 2003 decretava la fine del Neuer Markt, sostituendolo con un listino in cui far confluire tutte le mid-small cap dotate di stringenti requisiti di trasparenza

Il riassetto che partirà il 31 gennaio toccherà anche gli indici generali di Piazza Affari: il Mib ed il Mibtel, i quali rifletteranno non solo l’andamento dei titoli trattati sul mercato telematico azionario (Mta), ma anche quello dei titoli quotati al Nuovo Mercato.

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