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Cos'è e come funziona un covered warrant ?

Covered Warrant è un termine che si è diffuso in Italia a partire dal 1998, in concomitanza con l'avvento di un nuovo tipo di strumento finanziario. Gli anni seguenti ne hanno decretato la definitiva affermazione con un crescente numero di emissioni e di emittenti, sia italiani che esteri. Vediamo dunque quali sono gli elementi caratterizzanti, i vantaggi e i limiti di tale strumento...

Il successo di quato strumento è essenzialmente riconducibile alla semplicità operativa e alla funzione di succedaneo dei prodotti derivati, in particolare dei contratti di opzione. Attraverso l’acquisto di covered warrant si entra, quindi, a pieno titolo nel mondo dei derivati (cioè di quegli strumenti finanziari che derivano il loro valore dall’andamento di altri beni, quali azioni, obbligazioni, indici borsistici, valute, tassi, merci, eccetera, e che, è utile ricordare, si caratterizzano per un’elevata rischiosità).

Cos’è e come funziona un covered warrant ?

Il covered warrant è un titolo che incorpora un’opzione per acquistare o vendere un certo bene ad una data futura. E’ generalmente emesso da banche o imprese di investimento e quotato su mercati regolamentati. Gli emittenti di covered warrant quotati devono essere intermediari sottoposti a vigilanza prudenziale.
Più tecnicamente i covered warrants (CW) sono titoli liberamente negoziabili in Borsa, che conferisce al detentore la facoltà, ma non l’obbligo, di acquistare (warrant call) o di vendere (warrant put) una determinata attività finanziaria sottostante (o underlying), ad un prezzo (strike price) e ad una scadenza prefissati. A fronte di questo diritto, il compratore del warrant paga un controvalore detto premio.
Entro la data di scadenza l’investitore può esercitare il diritto conferitogli dal CW, incassando un controvalore pari alla differenza, se positiva, tra il prezzo di mercato dell’attività sottostante e lo strike price. Alternativamente l’investitore può vendere il CW in Borsa (come un normale titolo azionario) per monetizzare l’eventuale profitto.



Gli elementi caratterizzanti di un covered warrant

Attività finanziaria sottostante o underlying: è l’attività finanziaria o reale a cui si riferisce il CW. Azioni, indici borsistici, tassi di cambio, petrolio e metalli preziosi sono le attività finanziarie che comunemente rappresentano il sottostante, o base, di un covered warrant. Esse indicano dunque cosa, ed in quale quantità, potrà acquistare o vendere il possessore del titolo.

Prezzo base o strike price: è il valore al quale il risparmiatore può esercitare il proprio diritto, rappresenta dunque il prezzo a cui potrà essere acquistata o venduta l’attività finanziaria sottostante entro una determinata scadenza. Questo prezzo è definito dall’emittente e riportato nel prospetto informativo. Il libello del prezzo di esercizio rispetto al valore di mercato dell’attività sottostante definisce se il warrant è:

- At the money (ATM): cw con un prezzo di esercizio molto vicino o uguale al valore di mercato del sottostante
- In the money (ITM); cw con un valore intrinseco positivo; cioè nel caso di un cw put, ha un prezzo d’esercizio superiore al prezzo del sottostante; nel caso di un cw call, ha un prezzo d’esercizio inferiore al prezzo del sottostante.
- Out of the money (OTM) cw con un valore intrinseco negativo; cioè nel caso di un cw put, ha un prezzo d’esercizio inferiore al prezzo del sottostante; nel caso di un call, ha un prezzo d’esercizio superiore al prezzo del sottostante.

Scadenza: precisa il periodo entro il quale può essere esercitato il diritto incorporato nel titolo covered warrant.

Emittente: è la banca o l’ente che emette i CW. Rappresenta il riferimento principale per l’investitore e svolge il ruolo di market maker rendendo possibile la negoziabilità, assicurando i prezzi di acquisto e di vendita dei propri warrants.

Multiplo o moltiplicatore: ad ogni warrant è associato un multiplo, la quantità di sottostante sulla quale l’investitore vanta un diritto.

Tipologia: il warrant può essere di tipo europeo o americano.
Il possessore di un warrant europeo può esercitare l’opzione soltanto alla scadenza, mentre il cw di tipo americano consente l’esercizio dell’opzione in qualunque momento prima della scadenza.

Le due componenti fondamentali del valore di un warrant sono:

valore intrinseco: determinato dalla differenza tra il prezzo di mercato dell’attività considerata ed il suo strike price.

Esempio
Il valore intrinseco di un warrant call con strike price pari a 15 € sull’azione X e un prezzo di mercato pari a 17 € è:

valore intrinseco = (prezzo di mercato del titolo X) - (strike price) x multiplo

17 - 15 x 1 = 2

dove 1 è il valore del multiplo.

valore temporale: determinato dalla differenza tra premio e valore intrinseco.

Esempio

Un investitore compra 1000 warrant call at the money aventi come sottostante l’azione X quotata sul mercato al prezzo di 17 €, pagando un premio di 2 € (per semplicità si assume un moltiplicatore pari all’unità).

Dopo 2 mesi l’azione X ha raggiunto un prezzo di mercato di 20 €. Assumiamo che il prezzo di mercato del warrant sia di 2,10 euro.

In questo caso il valore intrinseco sarà pari a: 20 (prezzo di X) - 17 (strike price) x 1 = 3 €

Il valore temporale sarà pari a: 3-2 = 1€

Nel caso in cui l’investitore eserciti in via anticipata la propria facoltà, incasserà solamente il differenziale tra il prezzo di mercato di X e lo strike price, cioè 2 € per ogni warrant esercitato; se invece, opportunamente, deciderà di rivenderli sul mercato, incasserà 2,10 € per warrant.