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Il mercato italiano dei Covered Warrant

In Italia i covered warrant sono ammessi alla quotazione ufficiale di borsa in un apposito comparto, denominato MCW (Mercato telematico dei covered warrant).

Il comparto MCW è gestito dalla Borsa Italiana S.p.A., cui compete, fra
l’altro, l’ammissione a quotazione dei covered warrant una volta accertati i
requisiti prescritti dal proprio regolamento, sia con riferimento agli emittenti
che agli strumenti finanziari.

Per l’ammissione, diversamente dagli altri strumenti finanziari, non è
previsto un flottante minimo (e quindi una diffusione fra il pubblico). Il titolo,
una volta quotato, viene diffuso fra il pubblico attraverso le negoziazioni
di borsa, dove l’emittente si pone in posizione di vendita in via continuativa.
L’emittente (o il soggetto da lui incaricato) deve anche svolgere funzioni di
market maker, e cioè garantire un livello minimo di liquidità attraverso
l’impegno ad esporre prezzi denaro (prezzi ai quali è disposto ad
acquistare) e prezzi lettera (ai quali è disposto a vendere) per un lotto
minimo di negoziazione, ovvero per il diverso quantitativo stabilito dalla
Borsa per ciascun covered warrant.

La limitazione dell’impegno ad un solo lotto di negoziazione e la previsione
(contenuta nelle istruzioni al regolamento della Borsa Italiana) che, in caso
di esecuzione di un’operazione alle quotazioni esposte, il market maker
abbia 5 minuti per inserire nuove proposte fa sì che, a volte, non sia
agevole smobilizzare l’investimento, soprattutto nel caso di warrant molto
out-of-the-money, dove il prezzo estremamente basso può far sì che il
controvalore di un lotto minimo sia irrisorio.

Non è previsto un limite di spread, inteso come differenza fra quotazioni
denaro e lettera. Pertanto alcuni market maker potrebbero proporre
differenze significative fra i prezzi ai quali sono disposti ad acquistare e a
vendere.

Le negoziazioni sono sospese automaticamente quando vi sono
scostamenti superiori ad un certo valore (attualmente il 30%) fra due
contratti conclusi consecutivamente. In casi particolari il market maker può
anche chiedere alla Borsa Italiana di essere temporaneamente esonerato
dall’esporre quotazioni.

La completa disciplina concernente le negoziazioni in borsa dei covered
warrant è contenuta nel regolamento della Borsa Italiana e nelle relative
istruzioni che sono riportate all’interno del sito www.borsalitalia.it, sezione
regolamenti.

Talvolta i covered warrant, prima di essere ammessi in Borsa ovvero, per
quelli già quotati, nelle ore di chiusura del mercato, sono scambiati in
sistemi di scambi organizzati (s.s.o.) ai sensi dell’art. 78 del T.U.F.. Vi
sono poi emissioni di warrant negoziate esclusivamente in s.s.o.. Questa
forma di negoziazione, però, potrebbe non fornire le stesse garanzie, in
termini di trasparenza nella formazione dei prezzi e di liquidità, offerte dalla
negoziazione su un mercato ufficiale.

Fonte: Guida sui CW realizzata dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa