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Finanziare senza diluire il controllo: ecco le Azioni Sviluppo

Nel marzo 2007 è nata una nuova generazione di azioni, anzi super-azioni, in grado di offrire un dividendo maggiorato e la "garanzia" che l'emittente mantenga le promesse sui risultati. Approfondiamo insieme le caratteristiche di questo innovativo strumento di investimento.

Le Azioni Sviluppo rappresentano un nuovo strumento finanziario,
nato dall’accordo tra Borsa Italiana e Assolombarda, destinato a cambiare la
geografia dei titoli quotati a Piazza Affari, nonché le modalità di ricorso al
capitale di rischio da parte delle medie imprese. Approfondiamo insieme le
caratteristiche di questo innovativo strumento di investimento.

Queste azioni innovative offriranno ai sottoscrittori
vantaggi nella distribuzione dell’utile
e la possibilità di essere
convertite in azioni ordinarie qualora nel medio periodo non si raggiungessero i
risultati aziendali promessi
al momento dell’emissione o in caso di cessione
dell’azienda. Questa sorta di penalità per l’imprenditore, che con la
conversione rischierebbe di veder sfumare il controllo, potrebbe già essere
considerato un fattore incentivante per il raggiungimento degli obiettivi
prefissati e divulgati.

A fronte dei suddetti vantaggi, le super-azioni consentono un
diritto di voto limitato, si adattano pertanto ad investitori
maggiormente interessati ai risultati piuttosto che al coinvolgimento attivo
nelle decisioni e politiche d’impresa.

Caratteristiche tecniche:

Possono essere emesse in numero uguale alle azioni
ordinarie;

Hanno diritto di volto limitato alla revoca degli
amministratori;

Sono azioni soggette all’OPA obbligatoria;

Hanno diritti patrimoniali privilegiati come maggiore
remunerazione ed un livello prestabilito di pay out;

Hanno facoltà di conversione in azioni ordinarie in caso
di mancato raggiungimento dei risultati fissati all’emissione o di passaggio
del controllo senza OPA.

Ora ci si potrebbe
domandare da cosa è nata l’esigenza di creare una nuova categoria di azioni,
data già la presenza di varie tipologie, da quella a risparmio a quelle
privilegiate, fino all’estremo delle obbligazioni convertibili.

In effetti, tutte le
suddette tipologie non sono state ritenute sufficienti a finanziare con capitale
di rischio i programmi di espansione delle imprese. E’ importante notare infatti
che gli aumenti di capitale effettuati attraverso azioni privilegiate, a
risparmio o obbligazioni convertibili possono rappresentare solo una piccola
parte del capitale. Pertanto, qualora l’imprenditore volesse realizzare
un’emissione significativa avrebbe a disposizione solo le azioni ordinarie con
cui l’azionista di controllo rischia di perdere la maggioranza. Le super-azioni
permetteranno invece ad ogni società di arrivare a raddoppiare il capitale
sociale senza intaccare l’equilibrio di governance.

L’esigenza era
quindi quella di trovare nuovi capitali con un costo inferiore al debito e che
non togliessero il controllo
all’imprenditore ed in quest’ottica si
inquadrano le azioni di sviluppo, destinate a finanziare programmi di
sviluppo (es. un progetto di ricerca, la crescita in un determinato mercato) con
il vantaggio per l’imprenditore di non mettere a repentaglio il controllo della
società stessa.

Le “super-azioni”
diventano a questo punto emissioni interessanti in sostituzione delle obbligazioni convertibili
adatte sia a società quotate sia a società che non intendono sbarcare in
Borsa, rappresentando per tutte una grande opportunità.