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I farmaci forniti dai tessuti delle piante

Fin dall’antichità, dopo la scoperta delle proprietà curative di alcune piante, l’uomo ha fatto ricorso alle piante anche per la cura della propria salute. L’interesse dell’uomo[...]

valerianaFin dall’antichità, dopo la scoperta delle proprietà curative di alcune piante, l’uomo ha fatto ricorso alle piante anche per la cura della propria salute. L’interesse dell’uomo per le proprietà curative delle piante si riscontra fin dalle civiltà più antiche: cinesi, babilonesi, romani ed egiziani. Già allora erano conosciute molte piante medicinali od officinali che venivano usate a scopo curativo. Nell’antica Roma abbiamo traccia di coltivazioni di orti medicinali a partire dal I secolo d.c. e uno dei più antichi documenti medici (1500 a.c.) narra che gli antichi Egizi favevano un uso abbondante di farmaci di natura vegetale.

Successivamente, agli inizi del Cinquecento nacque la botanica e si diffusero i primi erbari secchi, nel 1533 fu istituita la prima cattedra di Botanica sperimentale a Padova e nel 1554 si arrivò alla stesura di un testo di medicina e di botanica, ad opera di Pietro Andrea Mattioli.

Oggi le piante medicinali sono usate come rimedio tradizionale, ma anche dalla farmacopea ufficiale che ne estrae sostanze per la preparazione di medicinali.

Le diverse proprietà curative dipendono essenzialmente dalla loro composizione chimica e vengono suddivise in gruppi a seconda del loro contenuto in olii essenziali, sostanze amare e sali minerali.

Per pianta medicinale si intende un organismo vegetale che contiene sostanze utilizzabili ai fini terapeutici e non ottenibili per sintesi chimica.
Attualmente sono conosciute circa 60.000 specie di piante considerate medicinali, gran parte delle quali a rischio di estinzione.

Esistono principalmente tre tipi di piante che vengono utilizzate dalla farmacopea ufficiali e sono:

la digitale, da essa si estrae una sostanza che agisce da stimolante della pompa cardiaca;
la valeriana, che contiene una sostanza che agisce da calmante;
il papavero da oppio, che contiene sostanze con azione antidolorifica;

I metodi di utilizzo dei principii delle piante medicinali sono:
- Infusione: utilizzata per foglie e fiori
- Decotto: utilizzata per gambi duri, radici, grani e scorze
- Macerazione: utizzata per le sostanze sensibili al calore

Fra le varie proprietà terapeutiche riconosciute alle piante, vediamone alcune utilizzate per la prevenzione e cura di molti disturbi:

PIANTE CONTRO L’INFLUENZA
Eucalyptus: agisce da stimolatore della mucosa bronchiale, fluidificando le secrezioni e favorendone l’eliminazione. Calma inoltre il dolore e l’infiammazione. Si produce un ottimo olio essenziale in grado di svolgere azione antivirale nelle influenze leggere.
Verbena: un infuso dei suoi fiori è in grado di prevenire la propagazione del virus dell’influenza, combatte inoltre l’infiammazione delle mucose e calma la tosse.

PIANTE ANTIDOLORIFICHE
Reine Des Prés: ha notevoli proprietà antireumatiche, calma i dolori ed elimina le tossine in modo naturale.
Harpagophytum: più conosciuta col nome di “artiglio del diavolo” è conosciuta e apprezzata per le sue proprietà antireumatiche, antidolorifiche, anti-infiammatorie ed anti-spasmodiche.

PIANTE ANTI-BATTERICHE
Aglio: è un potente antibatterico naturale, ricco di allicina e in grado di combattere attivamente i batteri presenti nell’organismo. Conosciuto fin dall’antichità anche per le sue proprietà antisettiche, stimola il sistema digestivo, regola il sistema circolatorio e la pressione arteriosa.

PIANTE DEL SONNO
Bergamotto: aiuta a favorire il sonno. Ha inoltre proprietà antispasmodiche.
Biancospino: regolarizzatore dei battiti cardiaci, normalizza il flusso sanguigno, combatte l’ipertensione e calma il sistema nervoso e simpatico.
Passiflora: ha proprietà tranquillizzanti, antispasmodiche e sedative.
Valeriana: ottima contro l’insonnia, regola i battiti cardiaci e riduce i disordini nervosi.

PIANTE DIGESTIVE
Carciofo: stimolatore della secrezione biliare, aiuta anche il fegato.
Fumària: combatte la nausea e disintossica fegato e pancreas.

CURIOSITA‘: L’acido acetilsalicilico, la comune aspirina, oggi prodotto in laboratorio, un tempo si estraeva dalla salicina contenuta nel salice Salix alba.

Fonte fotografica: www.flickr.com

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