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I faggeti dell'Appennino Ligure

Il Faggio appartiene alla famiglia delle Fagaceae, piante angiosperme dicotiledoni arboree ed arbustive originarie dell’America, Europa, Cina e Giappone. In Italia troviamo l’unica specie del[...]

Faggio
Il Faggio appartiene alla famiglia delle Fagaceae, piante angiosperme dicotiledoni arboree ed arbustive originarie dell’America, Europa, Cina e Giappone. In Italia troviamo l’unica specie del Fagus sylvatica L. sugli Appennini e sulle Alpi. In genere, la pianta si presenta in gruppi numerosi di esemplari che formano le faggete ai di sopra dei 1000 metri di quota negli ambienti submontani e montani.

Si presenta come un albero deciduo di considerevole altezza, alcuni esemplari possono arrivare fino ai 40 metri. Il tronco è cilindrico e liscio, con delle macchie grigie argentate e le foglie, appena nate, sono di un bel verde chiaro e lucido mentre da adulte assumono una colorazione verde scuro. Le foglie sono alterne ovali, intere e formano una chioma conica che diventa ovale e appuntita. Verso maggio-giugno produce una leggera fioritura con infiorescenza maschili raccolte in glomeruli pendenti ed infiorescenze femminili erette, composte da 1-2 fiori circondati da 4 brattee superiori larghe e da altre brattee inferiori lineari. La fioritura porta al frutto, chiamato faggiola, achenio coriaceo formato da due noci racchiuse dentro ad un involucro a duro a cupola.

La specie più comune è il Fagus sylvatica che nelle sue varietà pendula, purpurea e asplenifolia è molto apprezzato come albero ornamentale.
Il legname di faggio è leggero e, grazie alla sua facile lavorabilità, viene utilizzato per creare mobili e in falegnameria, mentre con il procedimento della distillazione secca si ottiene il catrame. Il fogliame viene usato come foraggio per il bestiame e ancora dal seme essicato e macinato si ottiene l’olio.

Il Faggio predilige un terreno ben drenato e areato, soffre il vento forte e le gelate. In genere, tende a formare gruppi molto numerosi chiamati faggete. E’ in grado di migliorare il terreno dove vegeta, per questo motivo si è meritato l’appellativo di “madre del bosco”.

Fonte fotografica: www.flickr.com

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