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Le stranezze dell'Amorphophallus Titanum

Questa stranissima pianta, chiamata Amorphophallus Titanum, appartiene alla famiglia delle Araceae. Il genere delle Amorphophallus è costituito da circa 200 specie diverse. In genere i tuberi sono tutti[...]

amorphophallus titanumQuesta stranissima pianta, chiamata Amorphophallus Titanum, appartiene alla famiglia delle Araceae. Il genere delle Amorphophallus è costituito da circa 200 specie diverse. In genere i tuberi sono tutti di grandi dimensioni con forma allungata. La varietà Titanum è una specie endemica proveniente dalle foreste tropicali dell’Isola di Sumatra in Indonesia, dove prospera con la sua enorme infiorescenza, considerata spesso come la più grande in tutto il regno vegetale.

La pianta è di origine erbacea e può raggiungere dimensioni davvero notevoli. Si presenta con una infiorescenza che dura circa 3-4 giorni, emettendo in questo frangente di tempo un maleodorante odore di putrido. Il fiore, con forma spadice, può raggiungere i 3 metri di altezza.

L’infiorescenza parte dal tubero con lo sviluppo di un corto fusto dal quale parte un lungo spadice a forma di lancia, circondato da una o più spate. I colori dello spadice variano dal giallo al rosa al viola, mentre le spate assumono un aspetto vellutato e colorazione verdastra o violacea.

Grazie alla magnificenza del suo fiore, l’Amorphophallus Titanum è presente in diversi orti botanici in tutto il mondo. In Italia è possibile ammirarla al Giardino dei semplici di Firenze, dove ha raggiunto la sua straordinaria fioritura nel 2007.

Nonostante venga indicata spesso come il fiore più grande del mondo, questo primato spetta invece alla Rafflesia arnoldii. Il primato che spetta invece all’Amorphophallus titanum è quello di avere la più grande infiorescenza semplice del mondo.

La coltivazione di questa pianta è possibile attraverso il trapianto del tubero all’inizio della primavera in un vaso molto capiente. Infatti, in una sola stagione il tubero cresce notevolmente e ha bisogno di molto spazio. Il terriccio deve essere ricco di nutrimento, composto da terra, torba e letame. Una volta seminato il tubero, occorre innaffiare regolarmente ed armarsi di molta pazienza. Al momento opportuno, dal tubero emergerà il primo fiore. Quando il fiore sarà appassito, spunterà al suo posto un’unica foglia frastagliata che durerà fino all’autunno per poi appassire. La posizione ideale per questa pianta è in piena terra in un punto luminoso ma al riparo dal vento forte. Le annaffiature in inverno devono essere sospese e il terriccio deve essere asciutto o comunque ben drenato.

Nei paesi d’origine, i tuberi di questa pianta sono considerati commestibili e quindi utilizzati per l’alimentazione. A livello medico ed erboristico, invece, dai tuberi viene estratto il glucomannano, una fibra usata nei casi di obesità e di dispepsia.

Fonte fotografica: www.flickr.com

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