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L'elevata velenosità dell'Amanita phalloide

L’Amanita phalloides, conosciuta anch con il nome di Tignosa verdognola, è un fungo altamente velono della famiglia Amanitaceae. Deve il suo nome alla parola latina phallus che ha il significato di[...]

amanita phalloides
L’Amanita phalloides, conosciuta anch con il nome di Tignosa verdognola, è un fungo altamente velono della famiglia Amanitaceae. Deve il suo nome alla parola latina phallus che ha il significato di fallo e alla parola greca eidos che significa forma, per l’aspetto che assume in fase giovanile.

Questo fungo lo troviamo dall’estate all’autunno nei boschi e lungo gli argini alberati a ridosso dei campi coltivati. Generalmente lo si trova vicino a conifere e querce. Per la forma, colore e l’elevato polimorfismo non è difficile confonderlo con altre specie, come gli ovuli di Amanita caesarea, russula virescens e amanita vaginata che sono non solo commestibili ma molto ricercati. Altre specie somiglianti all’Amanita falloide in fase di ovulo sono l’Amanita virosa (mortale), il Lycoperdon pyriforme o perlatum, la Volvaria volvacea e l’Agarius. E’ sempre un’ottima abitudine, in caso di dubbio, far controllare i funghi raccolti da un esperto in materia per allontanare pericolosi epiloghi.

Infatti, nel caso della Amanita falloide, non si può correre il rischio di sbagliare. Questo fungo contiene Amantine, due molecole cicliche (alfa e beta) in grado di bloccare selettivamente l’enzima Rna-polimerasi e Falloidine. Queste tossine sono termostabili e quindi non perdono la loro velenosità dopo la cottura.

I danni prodotti dall’ingestione involontaria di Amanita falloide coinvolgono il fegato con danni irreversibili. Durante la Sindrome falloidea, che si manifesta in genere dopo circa 24 ore dall’ingestione, la sintesi proteica viene inibita e il fegato va in necrosi come nell’epatite virale grave. In caso di diagnosi precoce è possibile evitare il decesso del paziente ma non la dialisi o trapianto di fegato.

MORFOLOGIA
Il Cappello si presenta di forma conica e campanulata o emisferica. La superficie è liscia e pianeggiante. Le lamelle sono bianche e libere al gambo. Quest’utimo è bianco con un anello anch’esso bianco con riflessi gialli. L’anello ricade caduco sul gambo. La carne è soda e bianca con odore di miele nell’esemplare adulto.

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