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cosa succede ad una boccia con l'uso

come mai dopo un po' che giocate vi sembra che la boccia faccia fatica, e non reagisce piu' come la prima volta?

Le palle (o bocce che dir si voglia) escono dalla fabbrica o opache o più o meno lucide. Ogni costruttore ha un suo metodo e sue paste per lucidare le palle. Esasperata è la tecnica di lucidatura della Columbia tant’è che in USA tra i bowlers c’è ormai da anni un ritornello che recita: “ANYTHING POLISHED THAT COMES OUT FROM S.ANTONIO GOES TOO LONG” traducendo: “ogni palla che esce lucidata da S.Antonio ( città del Texas sede della Columbia) va troppo lunga”. Difatti molti bowlers americani quando acquistano una Columbia lucida la fanno ricarteggiare e lucidare con una grana più grossa ancor prima di forarla.
Dicevamo la palle escono dalla scatola o carteggiate con la 400 ( le più ruvide, ma per la cronaca ti posso dire che c’è un pro americano che gira il Pro Tour con palle carteggiate con la 320) o estremamente lucidate con polishing compounds ( i costruttori hanno le loro formule di paste). Ormai in USA è risaputo da tutti che con l’uso le palle, SULLA TRACCIA DEL GIRO, subiscono la seguente modificazione:
-quelle molto ruvide si lisciano
-quelle lucide s’irruvidiscono.
Dopo un certo numero di partite le 2 tipologie di palle ( ruvida e lucidata) presentano la stessa grana sulla traccia del giro pari a 600-800 grit (ovviamente quelle giocate sul legno tenderanno a esser 600 e quelle giocate sul sintetico 800). Questo fa sì che la palla lanciata sulla pista , dopo pochi metri, tende a mordere (come un copertone con scolpiture del battistrada morde l’asfalto sul bagnato, mentre un copertone slick pattina sul bagnato) perdendo energia troppo presto ( la pista è lunga più di quanto pensiamo, e non ho mai trovato un bowler che mi sapesse disegnare una pista in scala 1:10 sulla carta. Solo alcuni bowlers geometri sono stati in grado di farlo , tra cui Masetti Loris).
La palla , con l’uso, si segna sul giro, ma non solo…. essa assorbe anche olio. E questo assorbimento d’olio viene evidenziato dal fatto che quando la palla supera il 60-65% della lunghezza di pista dovrebbe iniziare a “mettersi verso l’1-3″ (termine palermitano che trovo piacevole, ma che non so se viene usato altrove), invece non aggancia più come quando era nuova perchè l’olio contenuto nella palla fa da lubrificante tra palla e superficie asciutta della pista. In sostanza, se con una palla nuova la forma della traiettoria è molto simile ad un bastone del gioco di hockey su ghiaccio ( con il manico rivolto verso la linea di fallo. In verità c’è anche la forma a “banana” e difatti in USA se un bowler vi chiede “are you a banana or a hockey stick?” vi sta chiedendo com’è il vostro stile di rilascio di boccia) , con una palla unta ( bastano 100 partite per saturare la palla d’olio) la traiettoria della palla è sì sempre come un bastone di hockey , ma rivoltato al contrario !!!!!! ovvero la palla fa un po’ di curva verso l’esterno nella prima metà pista , ma poi si raddrizza in fondo!
La morale della “favola” è : o voi avete i soldi per sostituire la palla del primo tiro ogni 100 partite ( ovvero ogni 45-50 gg. circa) oppure dovete ricondizionare e deoliare la palla ogni 100 games.
Attenzione dovete fare entrambe le cose però , non una sola, ovvero solo deoliare o solo ricondizionare. Questo Bulegato lo sapeva benissimo , perché aveva chiesto consulenza con un chimico, il quale gli aveva confermato che il materiale delle moderne palle ( uretano con addittivi che rendono porose le molecole come il riso soffiato) con l’attrito tende a “cristallizzarsi” e pertanto a non reagire più come quando era nuovo (perdita di coefficiente d’attrito).
Se proprio volete fare una sole delle due cose (deoliare o ricondizionare) è preferibile fare solo il ricondizionamento a patto che nell’acqua versiate una modesta quantità di liquido per i piatti che sgrasserà un po’ la superficie della palla.
Spero d’esser stato chiaro.
Claudio Tarantola