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The Mental Game

The Mental Game di Claudio Tarantola

“George Allen, autore del libro The Mental Game, ha sottolineato come più alta è la vostra media e più importante diventa l’aspetto mentale del gioco. Sfortunatamente quasto libro è esaurito.( E’ Gauger che parla). Comunque ciò che Allen voleva dire è che una volta che il vostro “gioco fisico” diventa abbastanza buono dal punto di vista dell’esecuzione del tiro, la maggior parte degli errori che andrete a commettere saranno mentali piuttosto che fisici.
In altre parole,gli errori diventeranno più una materia di : prender decisioni sbagliate, atteggiamenti sbagliati, mancanza di fiducia in sè stessi etc.etc. piuttosto che errori di esecuzione del tiro. Allen ha esplicitato questo concetto con un semplice grafico ( che non riporto n.d.t.) che mostra la media del bowler in asse ordinate ( quella vericale n.d.t.) dopodichè una linea parte dal basso sinistra all’alto destra per far capire come all’elevarsi della media diventi sempre più importante l’aspetto mentale e meno quello fisico.
Il concetto che il grafico esprime funziona veramente per aprire le vostre menti e rendervi conto di che processo mentale i bowlers pro ( e gli altri che desiderino migliorarsi) vadano incontro con l’elevarsi della loro media. Se guardate con occhio clinico un torneo PBA alla TV, vi potrete realmente rendere conto di come tutti i cambiamenti fatti dai pro durante il gioco siano frutto di decisioni mentali. Decisioni circa la linea da giocare, circa la velocità a cui tirare, il tipo di sgancio di mano, il tipo di palla da usare, etc etc.
La questione é: SE IL LORO GIOCO FISICO NON FOSSE GIA’ ECCELLENTE QUALUNQUE DECISIONE MENTALE CORRETTA NON SAREBBE LORO DI GRANDE AIUTO! Ma parimenti dobbiamo dire che : IL MIGLIOR BOWLER AL MONDO FALLIREBBE CON UN GIOCO MENTALE DEBOLE!
Guardando il grafico è alquanto ovvio che man mano che la linea sale da sinistra a destra l’area del “lato mentale ” del gioco diventa più grande( più importante) mentre l’area del gioco fisico diventa più piccola.
Il dr. Dean Hinitz, psicologo sportivo e che ha una rubrica su BTM, spiega questo concetto in modo eccellente nel suo grande libro FOCUSED FOR BOWLING. Egli, nel libro , illustra svariate utili tecniche per rinforzare la parte mentale del vs. gioco. Egli lo fa anche negli articoli che scrive ogni mese su BTM ovviamente.
UN ESEMPIO PERFETTO. Nel recente torneo PBA “Dexter Tournament of Champions”, l’ultimo dei 4 major tornei della stagione 05/06, Chris Barnes ha fatto riferimento alla sua abilità nel prender decisioni come la chiave che l’ha portato a vincere i 100.000 $ del primo premio.
Barnes ha detto che nella finale con Monacelli e Tommy Jones doveva prender una decisione alla svelta per scegliere quale parte di pista giocare per avere una chance di batterli. Così Barnes decise di giocare la stessa linea che stavano giocando loro (tutto a sinistra) e provare a batterli sul loro terreno piuttosto che cercare di trovare qualche linea diversa ( e sconosciuta) più a destra. Barnes ha aggiunto a fine intervisata ” Mi sono tagliato i marroni così tante volte con decisioni sbagliate e non eseguendo brutti tiri…..”
La conclusione è ovvia, non è vero ? Barnes sapeva che poteva effettuare una buona esecuzione di tiro, ma soppesare e scegliere la decisone mentale sbagliata su quale linea era meglio giocare poteva dare agli avversari un vantaggio determinante.
Quella riportata qua sopra è la traduzione di 1 pagina delle 3 pagine dell’articolo di Gauger.
Per quanto riguarda il torneo vinto da Barnes, mi verrebbe ironicamente da commentare che il suo” mental game ” in quel momento non aveva molte scelte, o giocare la 4a o 5a freccia come stavan facendo gli altri due o passare alla 2a. Aveva il 50% di possibilità di azzeccare la decisione giusta! Gli è andata bene…..
Non andò altrettanto bene a Kendra Cameron ( che intervistai nell ‘aprile 1997 per la rivista Strike) che in finale mondiale World Cup in Brasile ‘ 95 ( nostri atleti Morra e Galdini) perse da una inglese. La Cameron all’ultimo tiro per vincere doveva fare strike a tutti i costi. Aveva due linee da scegliere.
Si consultò con Fred Borden e scelsero quella leggermente ad uscire…. risultato del tiro : “washout” (barone) e vittoria alla inglese! Anche qui avevano il 50% di possibilità d’azzeccare e il 50% di sbagliare!
Io per quanto rigurda il “mental game” ho delle idee alquanto semplici. Che partono dal concetto base di non farsi troppe “masturbazioni mentali” che potrebbero farvi “incartare ” il cervello.
Io sono per le cose semplici, e considero la “concentrazione” e la “fiducia in sè stessi” i due capisaldi del “mental game”.
Per quanto riguarda la “concentrazione” io trovo efficaccissimo e divertente (perchè no, bisogna anche divertirsi nella vita) il metodo “Bulegato”. Mentre per quanto riguarda “la fiducia in sè stessi” io trovo che il metodo ” Tenta Mission Impossible” alla lunga dia buoni risultati.
Il metodo “Bulegato” per favorire la concentrazione durante il torneo, non l’ho chiamato così perchè ideato da Giuliano , bensì perchè fu il primo a parlarmene una quindicina d’anni fa. Ora so che viene applicato anche da altri bowlers. Bulegato mi disse che come regola del suo club era di mettere in una cassa comune 1.000 lire ogni volta che in torneo si faceva un “buco” (gli split non contavano). Bulegato mi disse che l’attenzione del giocatore aumentava moltissimo in questo modo perchè non c’è nulla di più forte di quando si viene colpiti nel ….portafogli.
Io ora dico che non solo è vero quanto sopra, ma altresì il giocatore è spinto a crearsi una metodica di posizionamento per gli spare per “bucare” il meno possibile, quando invece ora i più si posizionano sulla pista a “zona”. Ecco che allora il bowler sarà magari interessato a mettere in atto il metodo, un po’ datato per la verità, “3-6-9 e 4-8-12″ per il tiro da spare; oppure potrebbe cercare di farsi spiegare il nuovo metodo “Trimax” che sembra vada per la maggiore ora in USA. Insomma diventare un bowler con un approccio mentale un pò più tecnico e abbandonare lo stato di “pallettaro ‘ndo cojo cojo”.
Io , per di la verità, proporrei una variante al metodo “Bulegato” per far sì che l’introito della cassa comune non lieviti sensibilmente in poco tempo (proprio ieri sera un giocatore di un club lombardo molto famoso m’ha detto che in pochi mesi d’applicazione del metodo in cassa ci sono già 1.000 euro). Tale variante prevede che il bowler si riprenda 1,00 euro ( il doppio di quel che lascia per un “buco”) ogni volta che chiude uno split semplice, e tre volte per uno split difficile.
Per quanto riguarda il sistema “Tenta una Mission Impossible” che serve per rafforzare la selfconfidence (sicurezza nelle proprie capacità) devo fare un preambolo.
Se si tenta di fare una qualunque cosa in condizioni difficili ( anche fallendo magari) e poi si ripete l’azione in “condizioni facili” si ha la netta sensazione di padronanza dei propri mezzi e la sicurezza di riuscire nell’intento. Faccio un esempio ( ma potrei farne a decine) che è solito farmi un mio cugino americano ex-marine. Eddy mi dice sempre che per un pilota di aerei di guerra la cosa più difficile che ci sia è atterrare su una portaerei. Egli dice che, come difficoltà equivale a buttarsi da un trampolino di 10 m. in una vasca da bagno sottostante. Non per nulla , Eddy chiosa, il pilota ,quando sta per atterrare, ridà tutto gas alle turbine per risalire nel caso in cui il gancio non prenda la fune che serve per fermare il velivolo.Nel caso contrario (se non desse gas e il gancio non prendesse il cavo ) l’aereo finirebbe in mare ie il pilota dovrebbe espellersi in tutta fretta sparandosi in aria. Fatte queste considerazioni, si arriva alla conclusione che per un pilota di caccia da portaerei atterrare su una pista al suolo è uno scherzo da ragazzi, dato che lui è abituato ad affrontare situazioni ben più difficili.
Non voglio tediarvi con altri esempi anche in altri campi, ma spero d’aver trasferito il concetto di quel che voglio dire. C’è un problema però. Il metodo “tenta mission impossible” richiede che essa venga messa in atto in allenamento. E sappiamo che la maggior parte dei bowlers italiani non si allena perchè, o fa volanti interni o tornei monetari e FISB. Il metodo consiste nel prefissarsi una cosa difficile da fare e tentare di realizzarla. Un esempio: devo tirare lo spare 6-10, ebbene il vostro intendimento sia quello di abbattere solo il 10 e lasciare in piedi il 6. Vi sono tantissime altre possibilità di spare su cui lavorare con questa metodologia, non è il caso che io qua mi dilunghi. Ma una aneddoto in tal senso ve lo voglio raccontare.
Il primo corso tenuto da FISB alla fine degli anni ‘80 al bowling di Duino -Trieste fu tenuto da un bowler semi-professionistico americano. Durante il gioco Lorenzo Monti sfidò l’americano a prendere solo il birillo 8 di un “indiani” 2-8 che era rimasto all’americano. Ebbene l’americano tirò e prese solo il birillo posteriore lasciando allibito il povero Monti… Certo Tommy Kress ( così si chiamava) si schernì dicendo che era stato un “lucky shot”, ma è indubbio che egli andò sull’approach con una grande fiducia nei suoi mezzi! Ci provò perchè sapeva che POTEVA FARLO !!! Proprio ieri sera un bowler mi stava dicendo che una volta giocava meglio perché “sapeva” ( aveva coscienza) di esser forte! Ora aveva dei dubbi in proposito. Anche qui vorrei raccontare un aneddoto per ribadire quanto è influente la nosta mente su quel che facciamo.
Fred Borden, il famoso tecnico americano, a mio giudizio ( ma non solo mio credetemi) NON è un grosso tecnico di bowling. Ma egli è un uomo talmente carismatico ed affascinante “dentro” ( alcune giocatrici americane ne son rimaste sedotte per sempre credetemi eheheh, ma non chiedetemi i nomi…) e sa infondere una tal fiducia nelle proprie capacità al bowler che non si possono altrimenti spiegare che con il “potere della mente”. Spero di non avervi annoiato
Saluti
Claudio Tarantola

fonte bowlingclub

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