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Bowling: parliamo di Nazionali

Ecco alcune considerazioni di Maria Cristina Sgrosso sulle Nazionali di bowling in genere, in Italia e all'estero

durante i tanti anni passati nel bowling si è rafforzata la mia convinzione che al di là delle conoscenze e competenze tecniche, di insegnamento, di preparazione, di allenamento importantissime per una evoluzione sportiva, ciò che ha sempre contraddistinto l’Italia, con i suoi tecnici domestici, e con quei pochi (2) stranieri sia stato ed è un approccio “antico” e legato al tentativo di “costruzione” del bowler da manuale. Con ciò intendo dire, ed è una esperienza vissuta anche sulla mia pelle, che si sono sempre ignorate, commettendo a mio parere un imperdonabile errore, le caratteristiche fisiche, mentali e “naturali” degli atleti selezionati, cercando di costringerli in ruoli di movimento e dinamismo spesso lontani da una naturale predisposizione che ogni atleta ha nel suo DNA.
Invece di individuare le debolezze soggettive in un quadro personale, e trovare rimedio potenziando le forze soggettive, si è sempre cercato di ricostruire passando attraverso l’abc del bowling come da manuale. La mia è ormai una esperienza ventennale partita come semplice atleta si è poi completata con l’insegnamento e la foratura, così il mio livello di attenzione per il mondo globale del bowling si è alzato, ed il mio sguardo ormai senza neanche volerlo si sofferma sui particolari, oltre che innescare un immediato meccanismo di riflessione, che sovente va al di là della conoscenza specifica per diventare solo una riflessione razionale. Sia se si conosce o no qualcosa , ci si può porre dei quesiti, quesiti che non sono specifici ma solo conseguenza di una predisposizione e di una volontà di capire. Un esempio semplice di domanda che ci riporta alle tecniche di insegnamento è: “E’ possibile che per diversi atleti con diverse caratteristiche, con diversa fisicità, con diversi punti deboli, la soluzione sia pressappoco la stessa?” Non credo ci voglia una competenza specifica per avere quantomeno il beneficio del dubbio. Il bowling non è e non sarà mai una “scienza” certa, ciò che è giusto per me può essere catastrofico per altri, l’unica cosa certa è che c’è qualcosa di giusto per tutti e la grande difficoltà sta nell’individuarla. Inoltre al di là dello “stile” c’è una concretezza che spesso cade nel dimenticatoio, vale a dire l’occhio “esperto” si ferma al movimento e come per incanto taglia la scena finale….cioè la boccia, il suo movimento, il suo potenziale. Siccome c’è qualcosa che stride nel movimento aggiustiamolo …… magari dietro quel movimento goffo e apparentemente “sbagliato” c’è una mina antibirilli.
Non salta all’occhio che nelle nazioni più forti gli stili dei giocatori sono spesso se non sempre tragicamente diversi tra loro? E questo non ci induce a pensare che evidentemente l’approccio all’insegnamento lascia un ampio spazio alla capacità personale di ognuno? Pendoli altissimi, pendoli bassi, cinque, sei, quattro passi, tracce alte, tracce basse, equilibri finali alti, bassi, perpendicolari al piano o inclinati…..insomma un mondo variegato, un abito costruito su misura.
Un occhio sensibile e con un minimo di conoscenza intravede tra questi stili delle similitudini, ma che lasciano all’atleta piena libertà di interpretarli ed eseguirli. Una volta eseguite a perfezione quelle poche leggi della dinamica di una rincorsa, ognuno le cuce sul proprio corpo, raggiungendo così il proprio massimo potenziale di trasmissione dell’energia alla boccia.
L’italiano approccio all’insegnamento sembra fermo alle pagine dei libri, sembra indurti a costruire un movimento da statuette, se non sei a pagina tre sei fottuto:-), non si individua la personale esigenza dell’atleta, si approccia a tutto campo, tutto è più o meno uguale per tutti, depennato il “non ortodosso”
per default.
Il bowling moderno come altri sport prima di esso è diventato più fisico, basti vedere la tecnica bimane che sarà di sicuro il futuro del bowling, ciò a mio parere ha comportato l’impossibilità di mantenere uno stile lineare e pulito come quello di una volta, che ancora è visibile nel bowling femminile, ma che tende velocemente a diminuire anche nel gentil sesso, le bocce sono diventate estremamente potenti e l’esigenza è fare in modo che attraversino la pista il più velocemente possibile, gli angoli si sono drammaticamente stretti…….
A questo proposito vi consiglio di andare a vedere un video che c’è su www.bowlingdigital.com , il video riprende un lancio di tutte le atlete del tris a medaglia nel mondiale……bene guardate con attenzione una mancina Coreana……e poi cerchiamola insieme sul manuale……Io da giocatrice conosco a perfezione il mio maggior problema, ma chissà perché non ho mai trovato qualche Coach che lo abbia individuato, eppure è molto visibile….., il mio problema è diverso da altri…….si può potenziare ed allenare un atleta senza cercare il suo punto debole? Anche per questa risposta non c’è bisogno di conoscenze specifiche.

Nonna Papera came back.