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Bowling: Nuovi condizionamenti piste

Tutti ci lamentiamo sui condizionamenti delle piste, ma ne sappiamo veramente qualcosa? Ecco alcuni appunti di Maria Cristina Sgrosso

prendo spunto per accennare quanto scritto in uno degli articoli di bowlingdigital, che ha anche una parte prima. L’area del condizionamento è tra le aree tecniche del bowling di certo la più complessa e di fatto prevederebbe una preparazione di assoluto rilievo. Immagino sia chiaro a tutti che conoscere un poco la macchina che si ha in dotazione nel proprio centro non basti a garantire un buon condizionamento, più facile o più difficile che si voglia.
In ogni modo, dal condensato di questi due articoli capirete che se anche si decidesse un linea base da applicare in tutta Italia, sarebbe solo un fattore assolutamente virtuale.
Intanto ci tengo a tradurvi la parola “Bedlam”, parte del titolo di questi articoli: “Baraonda”…..
Nei due articoli Ted Thompson scrive una introduzione, la chiave a mio parere, che bisognerebbe individuare, “sport o ricreazione”?
L’ambiente odierno del bowling, dice, potrebbe essere complesso, imprevedibile e caotico come mai lo è stato nella storia, ma non stiamo parlando della league o i club dove i partecipanti vogliono giusto divertirsi e il condizionamento è creato per questo. Stiamo parlando della manutenzione professionale e del controllo dell’ambiente nei tornei dove gli sportivi del bowling competono.
In questo primo articolo Ted ci parla della enorme influenza che hanno sul gioco le piste; a partire dalla loro superfcie (legno con diverse lacche, sintetico con maggior capacità di frizione e sintetico con minor capacità di frizione, legno ricoperto…. senza entrare nel merito tecnico, ci dice che la maggior parte delle piste di oggi sono sintetiche (le più dure) e che bisogna tenere a mente che sono diverse “marche e produzione” e così come sono diverse, diverso sarà ciò che ne verrà fuori in termini di gioco. Ci parla della topografia, piste concave o convesse e ciò che accade su alcuni condizionamenti se sono rispettivamente concave o convesse. Quando parla di questo fenomeno ci fa osservare che i pattern sono costruiti per giocare di più verso la parte esterna della pista (canale) e che quindi il concavo o convesso determina maggior o minor difficoltà rispettivamente, per esempio, sul lungo o sul corto.
Ci parla della difficoltà di montare piste che siano livellate e quasi flat (piatte come topografia), e il conseguente cambiamento dell’attrito della boccia su una coppia di piste. Ci dice che le piste in legno se ben livellate e laccate sono di norma più piatte delle sintetiche, che è molto difficile, ma non impossibile, montare delle piste sintetiche che non abbiano differenze. A questo proposito in un altro articolo parla del Bowling Stadium di Elsinky, definendolo assolutamente perfetto e attribuisce a questa perfezione, l’altissimo livello
espresso nel Campionato Europeo Juniores di quest’anno. Differenze nulle = minimi spostamenti e aggiunstamenti al cambio piste = alte performance. Ancora ci dice che la maggior parte delle volte la discussione di buone o cattive performance si sposta sul grafico, mentre invece è la topografia che le
determina. Il suo consiglio finale è: affrontare le piste una per volta, in altri termini ignorare la coppia.
Nel secondo articolo ci parla dell’olio, informandoci che ci sono olii ad alta viscosità e oli a bassa viscosità, oli con un differente ammontare di additivi e agenti per differenti macchine oliatrici. Ci sono olli con variabili tensioni di superficie che aiutano a vincolarsi alla pista. Tutti questi differenti tipi di olio fanno reagire la boccia diversamente, così come differenti tipi di olio determinano una diversità di gioco su due identici pattern. Ci informa che se si usa una macchina a tamponi alcuni olii transiteranno più facilmente di altri
comportando che lo stesso pattern diventerà una volta applicato, diverso. Con le macchine a tampone la temperatura gioca due ruoli, uno sull’olio stesso e l’altro sul filtro attraverso i tamponi.
Se si usa una macchina “spray”, differenti olii possono “scrostarsi” o mantenersi nel buffer brush di più o di meno, il che può cambiare la forma di uno specifico pattern anche se la macchina è settata nello stesso modo. Ci ricorda, che differenti superfici di piste fanno lo stesso, quindi che si aggiunga ciò alla difficile equazione. La viscosità dell’olio non è mai affrontata nelle comuni discussioni del bowling. La maggior parte dei bowler crede che più è alta la viscosità più brillante sarà la reazione della boccia.
Realmente ciò che accade è il contrario. Per definizione la viscosità è la misurazione della frizione interna del fluido. Maggiore è l’ammontare di frizione, maggiore sarà la forza richiesta per muovere l’olio (contro se stesso) che è chiamato come fenomeno “shear” (cesoia). In pratica l’olio non cede alla boccia. Perciò, più è alta la viscosità più la boccia tenderà a rallentare facendo difficoltà ad agganciare.
Ci parla del fattore temperatura e umidità che può cambiare le condizioni da turno a turno e da giorno a giorno.
Ho realmente condensato i due articoli, che a breve potrete trovare intergralmente tradotti sul mio sito (vedi piu’ sotto i link correlati n.d.R). Mi sembra evidente quanto sia complesso il fattore condizionamento e da ciò si può facilmente comprendere che di sicuro per avere una condizione ottimale e sufficientemente monitorata le competenze dovrebbero essere di alto livello.

Un caro saluto

Nonna Papera