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Bowling:Trikke-abballakke parte I

E' appena terminato il Campionato Mondiale under 23. Ecco come la pensa Nonna Papera

E’ molto bello vivere nel paese delle libere opinioni, un po’ meno vivere nel paese delle “interressate” opinioni.

Mi chiedo spesso quanti amino davvero questo sport e quanti amino il proprio personalissimo bowling, e aimè la risposta non lascia molto spazio al dubbio.

ARUBA, REP. DOMENICANA, CATALONIA, ESTONIA, GUAM, GUATEMALA, MACAU…gasp… 49.729 abitanti, 25,0 abitanti per km quadrato….situato nel nord del Brasile.

Questa è solo un accenno di lista di Nazioni minori che hanno schierato una squadra completa o anche solo uno, due atleti al mondiale under 23, tutta sarebbe troppo lunga.

E qui nell’antico stivale si discute se far partire una Nazionale maggiore oppure no. Io non voglio entrare nel merito, ma una cosa è certa quella che sarebbe dovuta partire senza alcun dubbio, sta ora spaparanzata sulle spiagge della bella Italia. Mi chiedo ancora cosa stiamo aspettando per destinare risorse ai nostri pochi giovani, che diventino vecchi e brontoloni come i “senatori?”

E alla luce dei risultati che possiamo attualmente ottenere con le Nazionali maggiori non sarebbe molto più opportuno investire su una possibile crescita del settore under 23?
Una posizione di mezza classifica per una Nazionale maggiore rimane un evento senza proiezione futura, quella di una Nazionale under 23 significa aver iniziato un processo di esperienza con possibilità di sviluppo.

Ma che la federazione non afferri questo concetto non è una novità, ciò che mi addolora è vedere i “vecchi/vecchie” bowlers totalmente avulsi da questa problematica, presi solo dalla eventuale difesa di se stessi e del loro ruolo, concentrati a discutere quanto impegno hanno profuso nel rappresentare l’Italia, coinvolti in beghe più o meno personali, privi di opinioni che vadano al di là del loro interesse. E dire che dovrebbero essere un esempio, uno sprono, una speranza, un bagaglio di esperienza da condividere e trasmettere. Ce ne fosse stato uno/a che ha speso una parola per una Nazionale non partita, che abbia mostrato un interesse, che abbia teso una mano.

Io vedo i nostri giovani perdere la speranza nell’età dove la capacità di sognare è insita nella natura della loro stagione di vita, li vedo trasformarsi in piccoli cinici ometti, li vedo assorbire come spugne tutti i peggiori esempi di gestione e comportamento, li vedo circondati dal nulla.
Leggo fiumi di parole su problematiche del nostro ambiente, dall’handicap ai passaggi di categoria, dall’organizzazione di un torneo ai provinciali, dal condizionamento alla pesatura delle bocce……e sui ragazzi che ci sono e quelli che dovranno venire…….il silenzio.

Se un ruolo è destinato ai “vecchi” è quello di educare e aiutare i giovani.

Cordialmente Nonna Papera

(fonte bowlingitalia.com)