Questo sito contribuisce alla audience di

Simone Patrizi

La biografia

E’ giovanissimo, ma i suoi capelli biondi raccolti in una chioma da rasta ti tradiscono subito.
Sei già lì che pensi: “Canta sicuramente del reggae, è un seguace dei ritmi giamaicani”.
E invece, quando fai partire il play scopri che è tutta un altro mondo.
Simone Patrizi è capace di stupire.
“Messaggi Confusi” è una canzone semplice e diretta allo stesso tempo, che dondola tra una chitarra sfiorata e la sua voce.
E che ti rimane in testa senza volerlo. Da un ragazzo di Roma, vissuto a metà tra Montesacro e l’ E.u.r che ha iniziato a cantare a sei anni le canzoni di Renato Zero davanti allo specchio, c’era da aspettarselo.
Il sorriso e la freschezza dei suoi 23 anni ti investono come una cascata di acqua frizzante.
Basta sentirlo parlare e si capisce subito però, che Simone è naturale, senza idee di vanagloria a offuscare il suo amore: il canto.
Un percorso iniziato da giovanissimo nelle feste di quartiere e poi a scuola nell’intervallo a intrattenere i compagni.
Dalle piazze dei Monti Tiburtini al Festival delle due note (vinto nel 1998 con il brano “Cercando”) fino ad arrivare alla pubblicazione dei primi brani, il passo è grande.
A credere nell’energia di Simone (soprannominato dagli amici Monciccì, da Monkey cartoon cult giapponese) ci sono Francesco Fiumara, autore delle canzoni che insieme a Bruno Tibaldi è anche produttore del disco. Oggi Simone ha pronto anche un video.
Girato a Bologna tra una piazza e un parco cittadino, è l’inno agli S.m.s., i messaggi d’amore della next generation. Parole e sospiri filtrati dai tasti del cellulare.
A stravolgere i significati di una comunicazione così fredda ed impersonale però, ci pensano il suo sorriso e due occhietti che non passano inosservati.
Simone non e il tipo da mandarti “Messaggi Confusi”.
Si vede benissimo dove vuole arrivare…

Ultimi interventi

Vedi tutti