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Intervista - Parte 2

Quattro chiacchiere con i Velvet per scoprire il loro passato, il loro futuro e le loro idee!
Secondo
voi il pezzo forte dell’album qual è?
Il
nostro album?
Sì,
certo!
eeeh…Boy-band!!!!!
Ah
ecco!
No,
vabbè…ma anche il singolo nuovo, anche “Sono
vivo” secondo noi è molto forte visto che comunque alla
fine l’abbiamo scelto per promuovere l’album, ma ce ne sono
molti altri. Infatti bisognerebbe infrangere per una volta le
regole delle case discografiche e fare uscire dieci singoli!
Ah
ah! (ridiamo)
Noi
siamo già al quarto…però, secondo me, ce ne sarebbero
almeno altri due molti forti a livello radiofonico, singoli.
E
quali sono?
Sì,
sono…”Ancora un’ora” sicuramente, e
“1965″ che siamo stati ad un passo dal presentarlo a
SanRemo, in realtà, al posto di “Nascosto dietro un
vetro” e poi alla fine abbiamo optato per “Nascosto
dietro un vetro” che comunque rimane una delle nostre
canzoni preferite.
Capito…Ho
letto recentemente su Musica de “La Repubblica”
l’articolo che avete scritto sulle boy-band. Ma voi vi
considerate una vera e propria boy-band o pensate che la
vostra musica vada oltre, che non sia semplicemente un
fenomeno commerciale?
Abbiamo
scritto quell’articolo proprio per dire che noi sorridevamo a
vedere quei gruppi che si scioglievano…noi c’abbiamo scritto
la canzone proprio perchè noi non ci consideriamo
assolutamente una boy-band, a meno che per boy-band non si
intenda quattro ragazzi che formano un gruppo…e allora dagli
U2 ai Radiohead siamo tutti boy-band, in un certo senso.
Quattro ragazzi giovani suonano formano una boy-band! Ma a
livello di coreografie e balletti noi proprio niente, siamo
fuori

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