Questo sito contribuisce alla audience di

IL MESSAGGERO

.










Lunedì 19 Aprile 2004


























GROTTAMMARE


Energia alternativa, preziosa come l’oro


Sperimentazioni al Kursaal con il pubblico, dall’apparecchio si sprigionano tracce di oro




di TIZIANA CAPOCASA

GROTTAMMARE - Svelato il mistero della pietra filosofale da tre ricercatori della Campania, al convegno di Grottammare sulle nuove energie, che hanno simulato nella sala Kursaal, gremita fino all’inverosimile, l’esperimento della Fusione Fredda .
Tra alambicchi e provette, suscitando forte stupore, i tre studiosi di Caserta, Vincenzo Iorio, Alessandro Dattilo e Domenico Cirillo, hanno prodotto attraverso reazioni nucleari a debole energia, generate da un plasma all’interno di una piccola cella elettrolitica, un surplus di energia rispetto a quella introdotta elettricamente al suo interno. Ma quello che è più sorprendente lo sprigionarsi di nuovi elementi tra cui tracce di oro, comprovanti la natura non semplicemente chimica delle reazioni in gioco.
Lo straordinario esperimento si ricollega a precedenti esperienze dei professori giapponesi Mizuno e Ohmori dell’Università di Kitaku. “La nostra cella presenta tuttavia delle varianti peculiari rispetto a quella degli scienziati nipponici, che certamente hanno determinato le condizioni opportune per la nostra scoperta -ha dichiarato Alessandro Dattilo- anche se le limitate risorse economiche investite non ci hanno permesso di ottimizzare la cella da un punto di vista energetico”.
Le trasmutazioni nucleari sul catodo del tungsteno state verificate da analisi accurate, come ha spiegato Domenico Cirillo, il più giovane del gruppo che ha mostrato il funzionamento della cella attivandola alla presenza della folta platea, affascinata dalla forte luce prodotta dal plasma confinato in acqua. Il tutto si rifà ad una teoria che illustra perfettamente le reazioni nucleari a debole energia che si producono all’interno della cella con la sintesi del renio, dell’osmio e dell’oro e di tutti gli altri elementi metallici che si determinano sulla superficie del catodo.
Gli scienziati comunque hanno precisato che “è prematuro trarre conclusioni affrettate dal momento che tale teoria dovrà essere suffragata da altre prove e studi per ottimizzarne le potenzialità” ed in riferimento all’oro “si tratta di pochissimi atomi, pertanto quello che conta è il valore scientifico della scoperta non quello economico”.
Sono intervenuti al convegno organizzato dall’Onne, Osservatorio nazionale sulle nuove energie, l’economista Domenico De Simone che ha delineato un nuovo sistema economico incentrato sull’utilizzo di fonti di energia non centralizzate, il ricercatore del Cnr Giuseppe Pezzella ha parlato del secondo principio della termodinamica, quindi lo studioso sambenedettese Carlo Bertocchi con una relazione sulle celle a combustibile e relative applicazioni.
Le aziende locali hanno mostrato interesse soprattutto per il Meg, free-energy su cui sta lavorando il ricercatore Roy Virgilio.


Ultimi interventi

Vedi tutti