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IL MATTINO

Edizione Nazionale

Martedì 20 Aprile 2004


Asse Giappone-Caserta: dall’acqua energia pulita e a basso costo

Di GIANFRANCESCO RAIANO

La pietra filosofale del ventunesimo secolo: creare l’energia dall’acqua. Quella che viene definita “fusione fredda” è, per gli scienziati di tutto il mondo la scoperta che potrebbe cambiare la vita sulla terra. L’energia pulita e a basso costo. Una ricerca senza tregua che più volte è sembrata realizzarsi e che è ancora abbastanza lontana. Almeno così sembra. Anche se proprio tre scienziati campani potrebbero aver impresso una svolta importante. Potrebbe, infatti, essere possibile sintetizzare nuovi elementi e produrre energia da un bicchiere di semplice acqua del rubinetto. È questa la sostanza della sensazionale scoperta, operata dai tre ricercatori casertani Vincenzo Iorio, Alessandro Dattilo e Domenico Cirillo (nella foto accanto), annunciata a Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno nell’ambito del secondo convegno dell’ONNE. I tre ricercatori sulla base di studi giapponesi riguardanti il tema della fusione fredda, hanno cominciato, a proprie spese, una serie di sperimentazioni sull’argomento.
Il problema è stato affrontato da un punto di vista totalmente differente rispetto a quello nipponico, e tale approccio ha prodotto una serie di scoperte tutte potenzialmente rivoluzionarie. In una cella elettrolitica contenente un sale per far passare la corrente e in cui vengono applicati due elettrodi di tungsteno (che è lo stesso metallo utilizzato per fare i filamenti delle comuni lampadine), si genera una enorme quantità di energia, e non solo. Chi ha potuto assistere all’esperimento, ha constatato come, improvvisamente, all’interno della cella si sia acceso un forte bagliore dai colori sgargianti che ha illuminato tutta la sala “La luce che si vede è dovuta alla scarica al plasma che avviene sull’elettrodo negativo” spiegano i ricercatori. Infatti, oltre la produzione di energia, i tre hanno dichiarato che sull’elettrodo in cui si “accende” il plasma sono stati trovati nuovi elementi la cui presenza è spiegabile solo tramite processi di sintesi nucleare. Sono state rilevate, infatti, considerevoli quantità di Renio e Osmio, oltre a tracce di Tulio, Erbio, Itterbio e persino Oro.

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