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Alcol proibito ai minori di 16 anni dal I° luglio 2009 (…per ora, solo a Monza)

Monza, in tema di alcol e prevenzione potrebbe diventare modello per l’Italia. Tutto nasce dall’ordinanza che vieta la vendita di alcolici ai minori di 16 anni

niente alcol ai minori di 16 anniUn fatto è certo. L’ordinanza del sindaco di Monza, Marco Mariani, che vieta la vendita, ai minori di 16 anni di alcolici - di ogni gradazione - in pub e supermercati non è passata inosservata.
Anzi. E’ stato un susseguirsi di polemiche che hanno raggiunto i quotidiani nazionali e per i titolari degli esercizi pubblici che trasgrediranno è prevista una sanzione amministrativa, che potrà arrivare fino a 5.000 Euro.

I dati che l’Assessore alla Sicurezza Massimiliano Romeo riporta sono quelli dell’Istat e aggiunge “oltre il 17% degli under 15 ha, infatti, consumato almeno una bevanda alcolica nel 2008. […] E’ proprio per tutelare e proteggere questi ragazzi che abbiamo approntato questa ordinanza, che costituisce un provvedimento educativo poiché, visto che i giovani di oggi saranno i consumatori di domani, se propriamente educati, contribuiranno a diminuire gli effetti negativi dell’abuso di alcol nella società futura. L’ordinanza si è resa necessaria anche perché l’uso di alcol può causare un comportamento aggressivo che spesso sfocia in atti di vandalismo e disturbo alla quiete pubblica, che avviene di frequente nella nostra città in parchi, piazze e giardini pubblici”.

Parliamo di educazione, ma anche di prevenzione contro eventuali atti di vandalismo. L’obiettivo del provvedimento, tuttavia, va ben oltre l’ordine delle aiuole monzesi. “L’obiettivo finale - conclude, infatti, Romeo - “è quello di sensibilizzare le istituzioni nazionali, affinché venga limitato l’accesso dei giovani alle bevande alcoliche, come già avviene in molti paesi europei. Monza può, quindi, diventare un modello da seguire”.
Una normativa simile, che limiti la vendita ed il consumo di alcolici ai soli maggiorenni, non esiste a livello nazionale, e a Milano già si parla di seguire l’esempio.