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Gino Sandri (1892 - 1959) - Luci dell'arte, ombre della follia

Rassegna d'opere a Monza di uno dei massimi disegnatori del '900 italiano

Ancora fino al 19 LUGLIO 2009, sarà presente all’Arengario di Monza la mostra dedicata a Gino Sandri (1892-1959), illustratore e disegnatore di Rosiglione Ligure, di cui sono esposte 70 opere, disegni a cavallo fra arte e malattia mentale.

L’artista, trasferitosi coi genitori a Milano nel 1899, svolse per un breve periodo i corsi privati del pittore Rapetti e nel 1911 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera, che frequentò fino al 1915, seguendo i corsi di Cesare Tallone, Vespasiano Bignami, Giuseppe Mentessi, e Francesco Confalonieri - visitando, nel frattempo, gli studi di Emilio Longoni, Adolfo Wildt, Giorgio Belloni, Aldo Carpi e Carlo Carrà.
Tra il 1914 ed il 1922, Sandri si dedicò all’attività di illustratore, collaborando con vari periodici e, dal 1922, con l’editore Hoepli.
In quegli stessi anni, espose alla Permanente e presso altre mostre, fra Roma, Milano e Firenze, ottenendo riconoscimenti e successi.

Nel 1924, in occasione di una domanda di arruolamento nell’esercito, la sua vita si spezzò definitivamente in due: venne rinchiuso, per la prima volta, in una delle case di cura per malati mentali, che divennero una costante fino alla sua morte, accorsa nel 1959. Il disegnatore, infatti, entrò ed uscì, a più riprese, da diversi istituti, e la sua stessa arte, allora, si legò alla realtà dei manicomi: i suoi soggetti divennero i malati, i degenti, gli infermieri.

L’evento della mostra tematica monzese si concentra, proprio, attorno a questo periodo, esibendo uno dei maggiori talenti della prima metà del ‘900 fra arte e follia, e capita, peraltro, in contemporanea con la riqualificazione, in opera, di uno degli stessi istituti in cui fu rinchiuso il disegnatore, l’Ospedale Psichiatrico di Mombello di Limbiate (Brianza) - un’operazione volta a recuperare la memoria della storia della malattia mentale, a più di 30 anni dalla legge Basaglia.

La Mostra è aperta da martedì a venerdì, dalle 15,00 alle 19,00; sabato e domenica dalle 10,00 alle 13,00, e dalle 15,00 alle 19,00.