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Ronde per la sicurezza a Monza

Da settembre, il capoluogo brianteo seguirà l'esempio delle prime città italiane che hanno sfruttato il recente decreto Maroni per organizzare pattugliamenti nelle zone critiche urbane.

Volontari per la sicurezzaDopo ripetuti annunci e rinvii, è arrivata con la fine delle vacanze la conferma definitiva che il progetto delle ronde cittadine (reso possibile da un decreto del Ministro Maroni) sarà realizzato a presto. L’assessore alla sicurezza e alla polizia locale, Massimiliano Romeo, ha infatti comunicato di aver, già, preso contatti con i futuri vigilantes fra le associazioni di carabinieri e poliziotti (sia in congedo che pensionati) per organizzare le prime ronde, che si svolgeranno a partire dal mese di settembre.

I gruppi, che secondo quanto prevede il decreto nazionale deve esser composto da volontari iscritti in un registro della Prefettura, saranno istruiti al loro compito con un corso presso il centro dei vigili.
La loro funzione, ha sempre tenuto ad evidenziare Romeo, non deve esser scambiata per quella della polizia, ma “esclusivamente quella di informare, segnalare” per creare una presenza costante che possa essere “un deterrente per i delinquenti”.
Divieto, quindi, di prendere iniziative di competenza delle forze dell’ordine. L’unica arma sarà un cellulare con il quale i volontari potranno contattare la centrale operativa della polizia, assicurando così un intervento coordinato, efficace ed immediato.
Sono state riconosciute anche le zone più a rischio della città: i Boschetti Reali, il parcheggio dell’Ospedale ed il piazzale della Stazione Ferroviaria. In fondo (e per fortuna), non molto.

Dopo il provvedimento, primo in Italia del genere, di proibire la vendita di alcol ai minori per inibire atti di vandalismo e schiamazzi, Monza si conferma fra le prime città a cogliere all’istante nuove iniziative per la propria sicurezza.

Nella foto: un gruppo di volontari di Parma.