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Teodolinda, Regina di Monza

Una regina tedesca alla corte longobarda, un simbolo storico per Monza e per il suo territorio.

Teodolinda a Monza_ZavattariTeodolinda fu regina dei longombardi dal 589, anno del matrimonio con Autari, al 627, anno della sua morte, avvenuta in circostanze dolorose e di decadenza del suo splendore, fino ad allora fulgido. Un periodo d’ombra solo momentaneo, dopo di cui rifulse per i secoli successivi la luce della sua fama: fra i personaggi storici della storia milanese è colei, infatti, che si è fissata con maggior durevolezza nelle memorie, legando il proprio ricordo, in particolare modo, alla città di Monza.
I motivi di questa fama e dell’affetto di cui è stata circondata si trovano nel naturale carisma e nella bellezza intessuta di leggenda, nei tesori e opere artistiche dedicate, nell’abilità politica e, sopra ogni cosa… nel ruolo ricoperto per la diffusione della religione di Roma - motivo per il quale, nel Duomo di Monza ogni anno, il 22 gennaio, si celebra una cerimonia in suo onore.

Figlia del re bavaro Garibald, ma anche longobarda da parte materna, si unì in matrimonio con Autari, re dei longobardi, come d’uso nelle corti europee per ragioni politiche, di alleanza vale a dire fra i due popoli.
La capitale del suo regno fu spostata da Pavia a Milano, ma a Monza fece realizzare la propria residenza estiva, edificando un Palazzo (oggi distrutto) ed un’adiacente Basilica dedicata a San Giovanni, santo caro ai longobardi, che costituì il nucleo di quel Duomo di Monza, eretto nel Quattordicesimo Secolo sulle macerie del Palazzo Reale e che, ancora oggi, svetta con la sua torre sopra il centro cittadino.

Nella nuova cappella palatina Teodolinda fece battezzare con rito cattolico il figlio maschio e successore al trono, Adaloaldo, evidente gesto di avvicinamento a quel papa e alla religione cattolica da cui i monarchi longobardi, di fede ariana, si era allontanati tempo prima.
Il disegno politico, oltre che religioso, di Teodolinda proseguì durante il perido di regno del secondo marito Agilulfo, Duca di Torino (succeduto ad Autari dopo la sua prematura scomparsa, a solo un anno dal matrimonio), e durante la reggenza del regno quando il figlio era minorenne e anche Agilulfo era morto.
Il progetto di riunire le fedi parve momentaneamente fallire, quando il cognato di Teodolinda, Ariolado, detronizzò e fece (pare) uccidere il figlio; una sorte analoga spettò anche alla figlia Gudemberga, due volte ripudiata dai due mariti (Ariolado stesso e Rotari, successivo re) e reclusa infine in convento.

Oggi, nel Duomo Trecentesco la Regina compare in più punti, a ricordo perituro della sua figura e del suo regno, con una cappella dedicatale, il tesoro (in cui è presente anche la famosa Corona Ferrea) ed il ciclo degli affreschi dei Zavattari, dove la sua giovane figura in abiti medievali è rappresentata all’arrivo nella futura corte, festante e riunita attorno al banchetto degli sposi, e ancora seguita nelle successive fasi della sua vita; qui, sono riposte anche le sue reliquie, contenute in un sarcofago dietro l’altare.

TeodolindaTeodolinda alla corteFratelli Zavattari - Banchetto di nozze cappella di Teodolinda - Duomo di Monza - 1444Duomo di MonzaDuomo di Monza - Sarcofago di TeodolindaCorona Ferrea