Alberto da Giussano, fra storia e leggenda

Chi è e da dove viene uno dei personaggi più enigmatici della storia lombarda? Ricordiamolo con il racconto dell'episodio per il quale, oggi, lo conosciamo: la Battaglia di Legnano.

Alberto da Giussano - Statua a LegnanoAlberto da Giussano fu un leggendario condottiero che comandò la cavalleria della Lega Lombarda (un gruppo di uomini scelti ribattezzato “Compagnia della Morte”), durante una storica guerra che oppose i Comuni dell’Italia Settentrionale, membri della suddetta alleanza, all’invasore germanico Federico Barbarossa nel 1176.

Federico I Hohenstaufen (1122-1190) fu imperatore del Sacro Impero Germanico, che cercò, sulle orme di Carlo Magno, di rafforzare il proprio potere sull’Italia Settentrionale: qui, egli intese limitare la storica autonomia di cui i Comuni avevano goduto nei secoli passati, affermare così la propria autorità, e preparare il campo per la successiva invasione del resto d’Italia. In seguito alla spedizione punitiva di Milano del 1167, partita con il pretesto di colpire il vescovo che lo aveva scomunicato (Oberto da Pirovano) ma che si concluse con la rasa al suolo della città stessa, i Comuni avevano superato i vecchi disaccordi e si erano uniti in una Lega per opporsi al suo piano dominatore.

Fu allora che entrò in scena Alberto. Di lui si conosce, oggi, con certezza solo la provenienza: “Giussano” è, infatti, un comune della Brianza, ma l’origine sociale e la sua famiglia sono rimasti ignoti; alcuni storici hanno ipotizzato l’identificabilità con altri due “Alberti”, di comprovata esistenza storica (“A. da Carate” e “A. Longo”, fra i fondatori firmatari della Lega), ma in molti credono che possa essere esistito mai - inserito, piuttosto, nella cronaca della guerra fra i Comuni e Federico per simboleggiare i valori che l’evento della liberazione dal Barbarossa poteva rappresentare, riuniti abilmente da un cantastorie nella figura di un eroe memorabile.
Altrettanto leggendario dovette essere stato anche quel gruppo di cavalieri, da lui capitanato e costituito da uomini per lo più provenienti dal bresciano, chiamato “La Compagnia della Morte”, la cui esistenza fu, in ogni caso, circoscritta alla summenzionata guerra, essendo costituitasi per l’eccezionale occasione e per sopperire alla mancanza di questo tipo di corpo militare all’interno della Lega, senza lasciare più altre tracce nella Storia.

Nell’anno 1176, Federico scese per l’ennesima volta con le sue truppe dalle Alpi per dirigersi a Pavia, dove l’attendeva il resto del suo esercito. Per impedire il congiungimento, l’esercito della Lega, il 29 maggio, portò un attacco alla fanteria nemica, che transitava in quel momento dalle parti di Legnano. Contrattaccati, tuttavia, dalla cavalleria di Barbarossa e costretti a ripiegare attorno al proprio centro simbolico e strategico, il cosiddetto Carroccio (un carro da guerra ove era disposta una bandiera con lo stemma e, soprattutto, luogo designato al comando), i fanti opposero un’eroica resistenza. Nella fase successiva della battaglia, già iniziata quasi senza un preciso progetto da ambo le parti e proseguita con sorti alterne, l’esercito tedesco subì un duro colpo con il disarcionamento del loro imperatore ad opera dei cavalieri di Alberto, giunti nel frattempo da Milano, ed infine crollò con una disastrosa sconfitta. Lo stesso Imperatore fu costretto a fuggire a piedi e a raggiungere con grande pericolo Pavia, firmando l’anno stesso la Pace di Costanza, con la quale riconobbe i Comuni ribelli.

Fra le più recenti ricostruzioni della Battaglia di Legnano e della figura di Alberto ricordiamo “Barbarossa”, pellicola cinematografica che uscirà nelle sale italiane il 9 di ottobre 2009, interpretata dal noto modello ed attore Ratz Degan e da Rutger Hauer, che sicuramente i più ricordano per il film degli anni ‘80 “Furia cieca”.

Battaglia di Legnano

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