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Matrimonio, come si vestono gli invitati

Maggio, giugno e settembre sono i mesi più intensi per i matrimoni. Ecco una breve guida sui sì e no dell'abbigliamento degli invitati.

"Oh mio Dio la suocera è leopardata!"Maggio, si parte con la giostra. I matrimoni, infatti, si concentrano tutti o quasi in pochi mesi, da adesso fino a metà settembre. Ma quale abbigliamento adottare come invitati? E’ vero che ormai non c’è un dress code definito nemmeno per la sposa (se ne vedono anche in rosso, o bicolori), ma non c’è niente di male a volersi sentire adeguati ed eleganti. E, come inizio a dire ora e non mi stancherò mai di ripetere, il “così fan tutti” non è un’autorizzazione a venir meno alle regole del buon gusto. Ovviamente non vi vogliamo vedere sudati e imbalsamati, il galateo tradizionale è un po’ troppo esoso. Vorrebbe calze per le signore sempre e comunque, gonne al ginocchio, tacco basso e scarpe chiuse. Ma c’è un modo per essere eleganti, adeguati alla situazione e a proprio agio. Ecco come, nelle solite 10, semplici mosse.

  • Gli uomini non sbagliano mai con abito scuro di taglio sartoriale, cravatta in tono. No alle fantasie o ai disegnini audaci e ai colori squillanti.
  • Una notizia per tutti gli uomini: le scarpe a punta non esistono. O almeno voi comportatevi come se fossero un animale estinto da secoli, e immaginatene l’effetto: come se in mezzo al banchetto spuntasse un tirannosauro. Idem per le scarpe bicolori.
  • No al nero total look: mai, nemmeno di sera. Ora si usa molto, magari con accessori colorati, ma è sconsigliabile.
  • No al total white, il bianco è il colore della sposa. Bianco e nero insieme si può
  • Lunghezze: intorno al ginocchio - un po’ sopra, un po’ sotto, a seconda dell’età e del taglio del vestito. No ad abiti lunghi fino ai piedi, ma meglio quelli di miniabiti che lasciano poco all’immaginazione
  • Scarpe: dipendono dal tono della cerimonia e del ricevimento, per una festa country sul prato è d’obbligo un no assoluto ai tacchi a spillo. Sempre meglio evitare sandali vistosi con troppe pietre e luccichii, soprattutto se la pelle nuda è tanta. Il galateo vorrebbe le calze, ma se le gambe sono presentabili, ormai, non sono obbligatorie: nemmeno le spose le indossano più. Vale sempre la regola: una bella seduta di autocoscienza allo specchio vale più di qualsiasi consiglio
  • Cappello: deve essere di qualità, e indossato per tutta la cerimonia. Ma solo per matrimoni di giorno, e galateo vorrebbe che se non lo portano le madri degli sposi anche le invitate dovrebbero evitare. Ma è una regola di massima, se messo con stile (e mai di sera) si può fare
  • Colori sì di giorno: pastello, pastello, pastello. Tinte unite o fantasie delicate, scialli o coprispalle leggeri tono su tono. Di sera si può osare un po’ di più con accessori (accessori!!!!!) argento o oro
  • No sempre: qualsiasi cosa che luccichi troppo, paillettes, rosso se è più di una “pennellata”, fantasie animalier, spalline del reggiseno in silicone, spalle, scollature e schiene nude durante la cerimonia
  • Con parsimonia: gioielli, abiti aderenti (qui deve essere il fisico a suggerire il limite del buon gusto), pelle in mostra

Con queste regole è impossibile sbagliare, in ogni situazione: meglio essere un po’ più eleganti del resto degli invitati che un tono sotto, almeno verrete notati in bene e non in male. Detto ciò, rimangono fuori le banali regole dell’igiene quotidiana (capelli e unghie puliti e in ordine, abiti freschi di bucato/tintoria) e il divieto di tessuti sportivi (denim in primis), che si spera - anche se non sempre è così, basta ascoltare i racconti allucinati di tante spose - siano dati acquisiti per chiunque. Nella prossima puntata affronteremo la spinosa questione di regali e liste di nozze. Viva gli sposi!