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Anche il pranzo in spiaggia può essere elegante

Un'altra situazione a rischio "cattivo gusto" è il pranzo sotto l'ombrellone. Ecco i consigli per non sfigurare.

Tanta frutta per un pic nic in spiaggiaSe abbiamo parlato dei comportamenti da tenere in spiaggia per non infastidire il prossimo, vediamo ora un ambito particolare della vita al mare, quallo in cui molto spesso si registrano gli scivoloni più clamorosi: il pranzo sotto l’ombrellone. Perché, ricordiamolo sempre, lo stile non deve mai andare in vacanza.

Abiti, il bon ton non va in vacanza. Che si vada al bar per un panino veloce o che si consumi il pasto portato da casa sotto l’ombrellone, rimane vietato il costume. Meglio coprirsi, anche solo con una maglietta o un pareo, Diverso il discorso se ci si siede a tavola al ristorante dello stabilimento. Qui non basta più un abbigliamento da spiaggia, per gli uomini è opportuno indossare camicia e pantaloni leggeri, per le donne un vestito estivo che lasci abbastanza pelle all’immaginazione. Rigorosamente da evitare i piedi nudi, poco gradite le infradito, così come i sandali con tacchi vertiginosi, più adatti a una serata che a un pranzo in riva al mare.

I cibi. Sotto l’ombrellone l’intimità è poca, e bisogna ricordarsi di avere un (involontario) pubblico) a pochi centimetri di distanza: evitiamo di fornire spettacoli alla Alberto Sordi. Permesse nella finzione cinematografica, lasagne e parmigiane bisunte è meglio che restino dove gli compete: al chiuso, in climi più freddi. Manguiare in pubblico, in fondo, non è mai piacevole, soprattutto in condizioni precarie, appollaiati sul bordo del lettino o della sdraio. E’ nel vostro interesse la scelta di cibi facili da sporzionare o già confezionati monoporzione nei tupperware. Il discorso vale anche per la grutta: meglio una macedonia già tagliata, cubetti di anguria o melone, pesche a fettine, che l’esibizione di coltellacci, fette di cocomero addentate nel centro con tanto di rivoli di succo che colano lungo le braccia e simili piacevolezze.

L’attrezzatura. Difficile trovare il giusto equilibrio tra il picnic di fortuna e l’apparecchiatura completa. E certo non è pensabile allestire il banchetto con stoviglie di ceramica e bicchieri di vetro. Ma c’è un giusto mezzo per tutto. Bandita assolutamente la plastica bianca, leggerina, meglio piatti e bicchieri di carta, oppure quelli da barca, in plastica dura lavabile in lavastoviglie. E se la borsa frigo è necessaria, di certo non è un accessorio elegante. Sceglietela rigida, in colori neutri e a tinta unita. E lasciatela in cabina, se possibile, fino al momento del pasto.

Ma la cosa più importante, che distingue a prima vista le persone di stile dai maleducati, è lasciare la spiaggia così come l’avete trovata: in ordine, e senza spazzatura.