Questo sito contribuisce alla audience di

Bon ton sul lavoro, la prima parte

Il luogo di lavoro spesso e volentieri è un campo minato per il buon gusto e le regole di comportamento. Vediamo quali sono i problemi più frequenti, e il modo di affrontarli.

Aiuto, il capo è di cattivo umore!Volenti o nolenti, è lì che passiamo 8 ore al giorno 5 giorni alla settimana. Stiamo parlando del luogo di lavoro, dove non sempre è facile districarsi tra le fatiche e i nervosismi quotidiani, i rapporti con i colleghi e le regole di buon comportamento. Per rompere il ghiaccio, iniziamo da un argomento contro cui tutti, prima o poi, ci siamo scontrati: la ramanzina, per chiamarla con un eufemismo. Giustificata o meno, la critica o il richiamo sono sempre momenti delicati, in cui si rischia di rispondere con una parola di troppo, che ci si trovi da una parte o dall’altra. Come regolarsi?

Se si deve rimproverare un collaboratore. Va bene, questa volta ha fatto proprio una cavolata, e le conseguenze si vedono. Oppure, è un mese che arriva in ritardo, senza giustificazioni. O non rispetta le scedenze. Qualunque sia il motivo, la “lavata di capo” non dovrebbe mai avvenire in pubblico, nè essere “trasmessa” tramite battute sarcastiche, ma essere un rimprovero chiaro e diretto, fatto a tu per tu. Il modo migliore per farsi rispettare ma non odiare, è usare sempre un tono di voce pacato e toni gentili ma fermi. E non generalizzare: se l’errore è stato uno, non mettere in discussione tutto il lavoro del collaboratore, ma concentrarsi sul singolo episodio.

Quando le critiche arrivano a noi
. Sentirsi rimproverare non è mai un bel momento, e a volte si tende a reagire male. Soprattutto se chi lo fa è un collega di pari grado. Ma evitiamo le risposte acide, e ascoltiamo cos’ha da dirci: potrebbe contenere un consiglio sensato. Ma se sta esagerando, facciamoglielo notare, magari con un secco e gentile “Ora controllo meglio, casomai gestisco la faccenda con il mio superiore”.
Quando invece il rimprovero viene dal capo, se è meritato l’unica cosa da fare è non replicare, ascoltare con calma e rispondere solo con un “Ho capito, c’è altro che posso fare per migliorare il mio lavoro?” frase che spiazza anche il capo più irascibile. Se invece il guaio non è stato colpa nostra, replicare senza alzare i toni, anche se è difficile, è il modo migliore di comportarsi: spiegare le proprie ragioni, ma senza mai dare apertamente torto al proprio superiore. Ma anche se si vogliono evitare discussioni e problemi, è meglio chiarire sempre la propria posizione: accomodanti va bene, capri espiatori no.