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La città di Cosenza

Una descrizione della fiorente città di Cosenza

La città di Cosenza, collocata all’inizio della valle del Crati, tra la Sila e la catena Costiera, si trova nel cuore dell’omonima provincia. La città è nettamente distinta in due quartieri separati dal corso del Busento: l’uno antico a monte e l’altro moderno, più ampio, in zona pianeggiante.

L’economia della città è basata in parte ancora sulle produzioni agricole della zona circostante(ortofrutticoli, cereali, bestiame, legname), per la quale la città funge da mercato.

Gli sviluppi industriali sono stati fin’ora di limitata importanza. Sono comunque presenti principalmente i settori del vestiario-abbigliamento, della meccanica, della lavorazione del legno, ma l’attività più intensa è stata sempre quella edilizia.

Cosenza è ricordata da Strabone come città dei Bruzi, non già come città greca. Subì tuttavia l’influenza della Magna Grecia ed in seguito, come tante altre città fu coinvolta nelle vicende delle guerre puniche (fu alleata di Cartagine). In seguito divenne romana e acquistò importanza con la costruzione nel sec. II° a.C. della via Popilia che collegava Capua con Reggio.

Cosenza conserva scarsissimi resti antichi e altomedioevali; di maggiore consistenza sono quelli di epoche successive, i quali coincidono cronologicamente con il ruolo politico egemone che la città acquisì all’interno della Calabria settentrionale: la cattedrale (nel cui tesoro si conserva una antichissima croce-reliquario del sec. XII che tutto il mondo invidia, la “Croce Bizantina”) e la chiesa di San Francesco sono prevalentemente duecentesche; il Castello Svevo. Quattrocentesche sono le parti originarie della chiesa conventuale di San Domenico, posta al di là del Busento.

Tra i secc. XV e XVI la città conobbe un notevole fervore culturale; vi ebbero sede alcune stamperie, vi fu attivo il grande filosofo Bernardino Telesio, vi fu fondata l’Accademia Cosentina che mantenne una notevole importanza anche nel Seicento.