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Il peperoncino Calabrese

La Calabria è unanimemente riconosciuta come la regione che in Italia consuma più peperoncino.

Se n’erano accorti anche i viaggiatori stranieri che tra il ‘700 e l’800 venivano a visitarla, da Gissin a Douglas tanto per citarne alcuni.
Nell’odierna cucina calabrese è raro trovare un piatto, fresco o conservato, in cui non appaia, in dose moderata o esagerata il peperoncino fresco o essiccato e poi, macinato. La tipicità alimentare calabrese è impensabile, infatti senza l’uso del peperoncino.

La pianta è facile da coltivare e in Calabria molte famiglie ne hanno una in casa su un balcone pronta all’uso.
Il peperoncino calabrese di forma a corno di colore rosso viene esportato in tutto il mondo perchè molto richiesto per le sue alte qualità aromatiche, terapeutiche e non solo.

Unico vero e originale, lo si può acquistare in diversi formati.

Secondo il filosofo Tommaso Campanella, da buon calabrese qual era, combatte l’ipertensione, la caduta dei capelli… E poi come non possiamo non citare le virtù afrodisiache, tanto che il peperoncino è anche chiamato
«viagra dei poveri», “Mangia-peperoncino-e-ogni-donna-sarà-tua”.

Il fenomeno mediatico inscenato da Franco Neri esprime con chiarezza e un poco di comica esagerazione la vera natura del calabrese ed il rapporto con la cucina. Se i calabresi potessero mettere il peperoncino anche nel caffé, lo farebbero… e qualcuno pare lo abbia anche fatto.