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La poesia è donna

Donna… Un microcosmo analizzato a tutto tondo. L’altra metà del cielo esplorata a volo d’angelo nella mirabile ricchezza e varietà di stati d’animo, modi di sentire e verità del vissuto.

poesia e donnaÈ quanto si è proposto il concorso di poesia ‘Il paese delle donne’, indetto dalla consigliera di parità della provincia di Crotone con l’Associazione culturale Le Madie - Cutro, Crotone nell’intento di focalizzare l’attenzione sul ruolo della donna nella vita e nel mondo e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche femminili.

Il concorso, aperto agli autori di entrambi i sessi purchè maggiorenni, ha registrato una numerosa partecipazione. La giuria, che ha esaminato le composizioni pervenute alla segreteria del concorso, composta da Angela Caccia, presidente de Le Madie, dall’associata Rosalba Malena, dalla giornalista Cecilia Pandolfi, era presieduta dalla consigliera di parità, Rosa Vincelli.

L’evento culturale alla sua prima edizione, svoltosi sabato 18 aprile nell’aula magna del liceo classico ‘Pitagora’, è stato aperto dall’intervento della consigliera di parità, che ha definito la manifestazione un’occasione per riflettere assieme alla numerosa platea sulla realtà femminile, composita e sfaccettata come gemma di puro diamante. Per sottolineare il carattere meditativo, per nulla frivolo, della celebrazione ha letto con note vibranti di commozione una lettera-poesia scritta dal padre all’amata, che sarebbe divenuta la compagna di tutta una vita.

“Non è stato semplice - ha riferito Rosa Vincelli - scegliere nella ricca varietà di componimenti, tutti ugualmente meritevoli di attenzione per i contenuti espressi, tanto da destare meraviglia constatare quanto la nostra terra sia ricca di talenti nascosti, degni allo stesso modo di essere valorizzati e messi in luce”.

La serata è proseguita con il workshop ‘Voci di donne, donne di poeti’, curato da Cecilia Pandolfi, collaboratrice Rai e La7, nonché tesoriera e animatrice della Federazione romana Bombacarta, e dall’Associazione culturale Le Madie.

“Dar voce, ora in un grido ora in un sussurro, alla poesia, significa dar voce all’anima: solo una voce schietta - qual è quella poetica - sa farsi consapevolezza di un dolore, di un valore, di un proposito, del futuro…”: su questo binario si è avviata la carrellata di donne autorevoli, che hanno dato senso alla loro vita, facendo della cultura un proposito nobile e un rifugio sereno, pur nelle traversie di amori negati, distacchi, abbandoni, drammi esistenziali.

Ed ecco sfilare sul maxi-schermo con adeguato sottofondo musicale, com’è costume dei workshop firmati Le Madie, le immagini, talora sorridenti, talora altere o pensose, di poetesse e scrittrici: George Sand, Sibilla Aleramo, Virginia Woolf, Ada Negri, Matide Serao, Gianna Manzini, Elsa Morante, Grazia Deledda, Natalia Ginzburg, Lalla Romano, Alda Merini, Oriana Fallaci, Dacia Maraini.

Un brivido di commozione desta il passaggio della piccola, grande Anna Frank col suo sorriso aperto alla vita e ignaro della tragedia in agguato.

La relatrice Pandolfi passa in rassegna alcune celebrità, fornendo di esse note biografiche e letterarie: Antonia Pozzi e Sylvia Plath, figure segnate dal male di vivere, Patty Smith illuminata dalla Grazia e dalla speranza, Grazia Deledda col suo monito a smetterla di “giocare con le illusioni e aspettare che il nostro unico padrone, la nostra coscienza, venga a riprenderci”.

Non manca di farsi sentire la voce di un uomo, lo scrittore Erri de Luca con la sua “Mamma Emilia”, struggente inno all’amore materno e filiale, del tutto naturale e privo di qualsiasi retorica.

A rendere più leggera l’atmosfera, la vignetta con gli squali maschio e femmina, che ironizza sulla non sempre facile capacità di comunicare nella coppia.

È la volta di Alda Merini, che dichiara di esser salva grazie alla poesia e, per finire, la splendida voce di Edith Piaf nella sua “Je ne regrette rien”. La canzone dal testo illuminante si fa manifesto di vita di tante donne, che non rimpiangono e non rinnegano nulla, accettando errori, sconfitte, delusioni, drammi, forti della consapevolezza di essere donne, fiere di esserlo.