Questo sito contribuisce alla audience di

Mino Reitano Santo?

A neppure tre mesi dalla scomparsa c'è chi vorrebbe vedere santo Mino Reitano. Un'iniziativa finora riservata forse solo a Giovanni Paolo II, Madre Teresa e Padre Pio. Quella di don Bosco fu avviata 7 anni dopo la sua morte, altri tempi, altre persone. A sostenere l'iniziativa ora sono i fan del "ragazzo di Fiumara", per lo più iscritti all'associazione Amici della Calabria.

«La santità di Mino Reitano sta nella bontà e nell’umiltà riconosciute in lui da parte di coloro che gli sono stati vicini oltre che nella sua Fede in Gesù e nei valori della famiglia. Inoltre Reitano, che credeva così tanto nel valori della famiglia da riunire i suoi fratelli nelle case di un intero quartiere, ha dato ampia prova di Fede durante tutta la vita ma specialmente negli anni della malattia, offrendo un esempio eroico per tutti gli altri sofferenti». Così hanno scritto nella lettera inviata a personalità della Chiesa e della politica: all’arcivescovo di Reggio Calabria, Vittorio Mondello; al responsabile dell cause dei santi per la diocesi di Milano, don Ennio Apeciti; al presidente della provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Morabito; ai sindaci di Fiumara e Agrate Brianza, rispettivamente Stefano Repaci e Adriano Poletti, i paesi in cui Reitano nacque e visse.

Aveva un’agendina in cui «al termine di ogni giornata, prima di andare a letto, scriveva: “Gesù e Maria, confido in voi, grazie del vostro aiuto”» ha rivelato la moglie Patrizia in un’intervista a Papanews. «La sua Fede era reale, genuina, pura proprio come lui. Proprio grazie a questa Fede e al calore di noi familiari, ha affrontato la malattia in modo esemplare, senza lamentarsi mai e offrendo tutto ai piedi della Croce». Era un devoto di Padre Pio e San Francesco di Paola: anche per questo, ha raccontato la moglie che qualche anno fa si era pensato che proprio Mino potesse interpretare questo santo in una fiction.

«Quando pioveva prima o dopo una sua serata» ha raccontato sempre la moglie, «durante le caratteristiche feste patronali italiane, prendeva il violino, il suo primo amore musicale, e davanti a tutti - orchestrali, pubblico, autorità - suonava l’Ave Maria di Schubert per far smettere di piovere e poter riprendere così normalmente l’esibizione. Lui lo diceva apertamente: “Cari amici, ora pregherò la Madonna perché non cada più la pioggia”. Le persone si guardavano incredule, ora questo racconto sembrerà assurdo anche a voi, ma Mino iniziava a suonare l’Ave Maria e, incredibilmente, smetteva di piovere. Non c’avrei creduto neanche io se non avessi assistito di persona a questi episodi».

In un’occasione raccontò di aver riacquistato la voce persa dopo aver pregato Giovanni XXIII a Sotto il Monte: «Il tempo di fare ritorno in Calabria e stavo di nuovo bene. I medici non seppero dare alcun tipo di spiegazione: fu qualcosa di praticamente istantaneo». E ancora: «Perdono tutti» disse nella sua ultima intervista, sempre a Papanews. «Non voglio lasciare nulla in sospeso con alcuno. Il cristianesimo è saper dimenticare, lasciarsi alle spalle rancori e risentimenti, abbandonarsi liberamente alla misericordia. Senza perdono la nostra fede sarebbe vuota. Io stesso chiedo perdono nel caso abbia danneggiato qualcuno, anche se, mi creda, nel limite delle mie possibilita’, ho sempre cercato di aiutare e comprendere tutti. Se non ci sono riuscito, spero davvero vogliano scusarmi».

Ma basta avere tanta fede per diventare santi?La moglie ci spera, «ci terrei, anche se mi rendo conto che la strada da percorrere è lunghissima» ha detto a Dipiù, soprattutto perché «Mio marito ha fatto del bene a tanta gente, ma di miracoli veri e propri che io sappia non ne ha mai compiuti. Però di miracoloso Mino aveva la sua generosità: io, per esempio, sto scoprendo solo ora quanto bene abbia fatto fin da giovanissimo, spesso con azioni tenute segrete a tutti, fatte senza che neanche io ne venissi a conoscenza».

«Solo nel 2014 sapremo se la Chiesa ha accettato o rifiutato la nostra richiesta» dicono gli Amici della Calabria: intanto verebbe dichiarato servo di Dio, poi con il proseguire del processo di canonizzazione potrebbe diventare venerabile, e se ci fossero dei miracoli pure beato e santo. «Stiamo cercando di raccogliere quante più testimonianze possibili, in modo da descrivere al meglio la “fama di santità” di Reitano, sperando di scoprire se abbia già compiuto dei miracoli».
Tratto da
Libero News

Argomenti