Tommaso Campanella

La Calabria, è stata da sempre terra di letterati e filosofi. Un patrimonio, , che affonda le radici in un lontano e glorioso passato.

tommaso campanellaDa Barlaam a Leonzio Pilato, da Tommaso Campanella a Ibico, da Cassiodoro a Folco Ruffo, da Domenico e Francescantonio Grimaldi a Carlo D’Aquino, da Bernardino Telesio a Biagio Miraglia, da Leonida Repaci a Corrado Alvaro, da Rocco De Zerbi a Nicola Giunta, da Pirro Schettini a Carlo D’Aquino, da Gian Vincenzo Gravina a Vincenzo Padula, da Giovanni Simonetta a Aulo Giano Parrasio, da Giovanni Fiore ad Antonio Jerocades, da Nicola Misasi ad Antonio Martino, da Francesco Perri a Raffaele Sardiello, da Biagio Miraglia ad Antonio Altomonte, a Nicola Giunta e tanti altri scrittori e filosofi che hanno lasciato una traccia nell’intera opera letteraria non solo italiana.

Filosofo (Stilo 1568-Parigi 1639) domenicano, fu accusato di eresia e di cospirazione antispagnola. Arrestato, fu condannato nel 1602; in carcere per 27 anni, poi a Roma sotto la sorveglianza di Urbano VIII, nel 1633 si rifugiò in Francia, dove pubblicò le opere scritte in carcere. Seguace dal naturalismo di Telesio, volle dare dell’universo una spiegazione razionale, considerandolo un tutto vivente e sensibile, immagine di Dio, avente la sua unità e il suo fondamento nell’autocoscienza: perciò cognoscere est esse. Nella Città del Sole (1602) descrive, una città ideale, utopistica, governata dal Metafisico, un re-sacerdote volto al culto del Dio Sole, un dio laico proprio di una religione naturale, di cui Campanella stesso è sostenitore, pur presupponendo razionalmente che coincida con la religione cristiana. vagheggiò l’instaurazione di una felice e pacifica repubblica universale retta su principi di giustizia naturale.
Della Monarchia di Spagna (1601), De sensu rerum et magia (1620), Philosophia realis (1623), Metaphysica (1638), Theologia (edizione 1936). Tommaso Campanella si presenta come una figura davvero emblematica del rinascimento italiano, epoca caratterizzata dalle tensioni culturali più diverse e contrastanti. E di contrasti fu piena anche la complessa personalità di questo frate domenicano che, non ancora trentenne, aveva dovuto subire già quattro processi, e che, implicato in una congiura antispagnola, seppe fingersi pazzo per 27 anni, scampando così alla pena capitale, per poi terminare la propria vita a Parigi, in mezzo agli onori e alla generale ammirazione.
Tommaso Campanella, Giordano Bruno, Galileo Galilei,sono tre nomi che si presentano legati insieme nell’immagine che ne ebbe l’Italia liberale: martiri dell’intolleranza ecclesiastica, eroi del libero pensiero e della scienza moderna.

Il pensiero di Campanella prende le mosse, in età giovanile, dalle conclusioni cui era giunto Bernardino Telesio; egli si riallaccia quindi al naturalismo telesiano, sostenendo che la natura vada conosciuta nei suoi propri principi, che sono tre: caldo, freddo e materia. Essendo tutti gli esseri formati da questi tre elementi, allora gli esseri della natura sono tutti dotati di sensibilità, in quanto la struttura della natura è comune a tutti gli enti; quindi mentre Telesio aveva affermato che anche i sassi possono conoscere, Campanella porta all’esasperazione questo naturalismo, e sostiene che anche i sassi conoscono, perché nei sassi noi ritroviamo questi tre principi, ovvero caldo, freddo e massa corporea(materia).

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