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Catanzaro

Molti studiosi affermano che il nome della citta' derivi da due alti esponenti della milizia greca, Kata' e Zaro. Fondata dai Bizantini intorno al X sec., Catanzaro rappresentava un centro fiorente dal punto di vista economico, politico e culturale.

scogliera caminiaIl massimo splendore fu raggiunto durante la dominazione normanna. Durante la dominazione aragonese la citta’ assistette ad una crescita economica e sociale, grazie alla coltivazione del gelso e del baco da seta, che fece di Catanzaro la prima citta’ d’Italia produttrice di seta. Nel 1528 Catanzaro si unì a Carlo V nella lotta contro la dominazione francese. Dopo la sua morte iniziò il declino della citta’, dovuto inoltre alle epidemie e ai terremoti del 1638 e del 1783. Dopo aver subìto la dominazione borbonica, Catanzaro partecipò ai moti risorgimentali.

La città è prossima ( circa 10 km ) al litorale ionico ed alla via litoranea, ed è interessata anche da una trasversale (stradale e ferroviaria) di collegamento tra i due mari; si allunga su un rilievo delimitato dagli alvei profondamente incassati di due torrenti, il Fiumarella ed il Musofalo.
Sorge sul versante ionico di una fascia montuosa di raccordo tra la Sila a nord e le Serre a sud, nel punto più stretto della Calabria in corrispondenza cioè, del golfo di Sant’Eufemia sulmare Tirreno e del golfo di Squillace sul mar Ionio.
Catanzaro contava 22.378 abitanti nel 1861 e 32.005 ad inizio secolo. Da 45.400 abitanti nel 1936 è passata a 59.969 nel 1951, a 74.037 nel 1961 ed a 86.284 nel 1971. Lo sviluppo demografico è stato quindi molto intenso, contrariamente alla tendenza generale del territorio,nel quale non si ha un incremento, ma anzi si registra uno scarto notevole tra popolazione residente e popolazione presente dovuto alla forte emigrazione, anche stagionale.Nell’economia cittadina ha ancora un certo peso l’agricoltura ( commercializzazione e trasformazione dei prodotti del luogo: cereali, barbabietole da zucchero, ortaggi, frutta, olio, vino, oltre alle produzioni zootecniche e forestali ), mentre la struttura industriale è polverizzata in piccole aziende ed appare estremamente fragile. Il settore di maggiore spicco è quello edile e dei materiali per l’edilizia ( laterizi e cemento ).

Catanzaro poggia sul crinale di un colle alto e accidentato, ed è attraversata per tutta la sua lunghezza dal corso Mazzini, un’ampia via leggermente sinuosa sulla quale prospettano numerose costruzioni tardo ottocentesche. Fondata dai bizantini intorno al secolo IX, Catanzaro fu eretta a contea normanna e quindi da Federico II concessa in feudo ai Ruffo.
Finita in dote ( 1444 ) ad un ambizioso catalano di Sicilia, Antonio Centelles, che fomentava rivolte baronali contro i sovrani aragonesi, si liberò dai partigiani di costui e ciò le valse, da parte di Ferdinando I, la concessione di ampi privilegi destinati ad incrementare l’arte della seta, che aveva già una solida tradizione e per la quale la città divenne famosa in tutta Europa.

Altri episodi da segnalare nella storia di Catanzaro sono la tenace resistenza opposta ai francesi del maresciallo Lautree nel 1528, l’occupazione napoleonica fortemente contrastata dai catanzaresi e, dopo il ritorno dei Borboni, l’elevazione della città a capitale della provincia Calabria Ulteriore I ed a sede della gran Corte Civile della Calabria, trasformata dopo l’unificazione del Regno, in Corte d’Appello.

Durante il Risorgimento, Catanzaro fu uno dei più attivi centri, nel Regno di Napoli, della carboneria. Nel 1971 la scelta di Catanzaro come capoluogo della Calabria e sede degli organismi regionali provocò un’acutissima contesa con Reggio Calabria, degenerata in episodi di aperta violenza. Per risolvere i contrasti il consiglio regionale calabrese decise di erigere Catanzaro a capoluogo e sede della Giunta, mentre Reggio Calabria venne destinata a sede dell’assemblea regionale.