Questo sito contribuisce alla audience di

Mia Martini

Mia Martini - pseudonimo di Domenica Bertè (Bagnara Calabra, 20 settembre 1947 – Cardano al Campo, 12 maggio 1995)

Artista riconosciuta come una delle voci più intense e significative della musica italiana, vantò una lunga carriera artistica che ebbe inizio nel 1963, semplicemente come Mimì Bertè (il nome essendo diminutivo di Domenica): il maestro Carlo Alberto Rossi, la volle lanciare come ragazza yè-yè: tuttavia il successo che trovò in questa veste, sebbene lusinghiero per una debuttante, durò ben poco, e dopo alcuni anni di oblio riapparve sulle scene, nel 1971, col nuovo pseudonimo di Mia Martini.

Il nome l’ho voluto io, pensando alla Farrow, un mio idolo del momento - racconterà lei - Il cognome fu scelto fra un tris di prodotti celebri italiani che potevano attirare anche il mercato internazionale. Spaghetti, pizza e Martini. Decidemmo per quest’ultimo.

Nacque così Mia Martini, personaggio anticonformista, tra il freak e l’hippie, bombetta, sveglia al collo, anello al naso, un brano trasgressivo contro il perbenismo della famiglia tradizionale, “Padre davvero” che le diede il trionfo al Festival Nuove Tendenze di Viareggio, in barba a gruppi antesignani del nuovo rock come Banco e PFM, successo al Cantagiro 71 con il suo gruppo “La Macchina”, il via libera al suo primo album con la RCA “Oltre la collina”, una produzione Baglioni-Coggio contenente “Gioielli” del calibro di “Ossessioni”, “Lacrime di Marzo”, “Prigioniero” (il testo fu scritto da lei, in ricordo dell’esperienza in carcere), “Amore amore un corno” : un vero e proprio “concept album” che richiamò l’attenzione della critica.

Nel ’72, il passaggio alla Ricordi e nuovi collaboratori come Lauzi, Baldan Bembo e i fratelli La Bionda : con “Piccolo uomo” arriva immediato l’exploit al Festivalbar dove Mia sbaraglia tutti ed a settembre lancia alla Mostra Internazionale di Venezia “Donna sola”, un brano che trasuda blues e soltanto lei, al momento, sembra poter reggere quanto ad intensità d’interpretazione. Tutti e due i pezzi scalano in fretta le classifiche di vendita.

Esce il suo secondo album “Nel mondo una cosa” (in cui spiccano “Io straniera”, versione italiana di “Border song” di Elton John, il gioiellino di Vinicius De Moraes “Valsinha” e la struggente “Amanti” che nel giro di pochi mesi conquista le prime piazze nelle top-charts e viene premiata dalla critica.

Con “Minuetto”, firmato Califano e Baldan Bembo, Mia fa tris e si aggiudica alla grande il Festivalbar ’73.

E nell’82 si misura con la platea sanremese, lei che dieci anni prima giurava di sentirsi giusta solo in manifestazioni come Gondola d’oro e Festivalbar. Ci prova con “E non finisce mica il cielo” ed è la giuria dei giornalisti a celebrarla, istituendo per lei il “premio della critica”, toccata dalla sua vibrante esecuzione. Nello stesso anno esce “Quante volte”, un bell’album costruito con la sapiente regia di Shel Shapiro in cui l’autobiografica “Stelle” merita una nota di plauso. L’anno dopo Mia si diverte a regalare un 33 giri a i suoi “Compagni di viaggio”, svariando fra Hendrix, Tenco, De Andrè e John Lennon.

Nell’85, Mia vorrebbe ritentare Sanremo con la bellissima “Spaccami il cuore” scritta da Paolo Conte : Le giurie compiono un delitto di lesa maestà bocciandola in fase di preselezione. Per Mia, è un vero e proprio tracollo. Sparisce dalle scene e ci vuole il “tocco magico” di Lucio Salvini, passato alla Fonit, suo “angelo custode” nel periodo Ricordi per convincerla al nuovo gran ritorno nell’89 a Sanremo.

Lauzi e Fabrizio hanno da sette anni nel cassetto il pezzo giusto per lei e con “Almeno tu nell’universo” Mimì crea uno shock generale, si accaparra un nuovo premio della critica e sforna anche uno splendido album “Martinimia” dove attinge a piene mano al repertorio dell’astro nascente partenopeo Enzo Gragnaniello (”Donna”, il brano trainante. Fra le altre esecuzioni di spicco, “Notturno” e “Formalità”). E’ alla sua terza “vita”, con gli abiti firmati Armani e il repertorio più vicino al grande pubblico delle platee festivaliere.
Nel ’90 il tris al “Premio della critica” con “La nevicata del ‘56” firmato Califano-Vistarini-Lopez, l’album “La mia razza” con vistose celebrazioni etniche (Danza pagana” su tutte) e nel ’92 l’annunciata vittoria sanremese mancata per un soffio (seconda alle spalle di Luca Barbarossa)con “Gli uomini non cambiano” (premiata ditta fiorentina Bigazzi-Dati), il bel quarto posto all’Eurofestival con “Rapsodia”, il successo con Murolo e Gragnaniello nell’indovinata “Cu ‘mme”, il tour teatrale “Per aspera ad astra” in cui Mia ripercorre le tappe più pregnanti della sua carriera.

Il ’93 non è un anno fortunato per Mimì : l’accoppiata-happening sanremese con la sorella Loredana con “Stiamo come stiamo” non ottiene gli esiti sperati e “Vieneme” non sembra avere l’unghiata vincente per ripetere l’exploit con Murolo e Gragnianiello.

Con il ’94 arriva il “Festival italiano” con “Viva l’amore” ed un album di “cover” di grandi cantautori italiani, De Andrè e Fossati su tutti (poi Vasco Rossi, Zucchero, i fratelli Bennato, Dalla, De Gregori) dal titolo “La musica che mi gira intorno”. “Hotel Supramonte”, “Mimì sarà” e le grintosissime “Dillo alla luna” e “Tutto sbagliato Baby”, i veri hits. E’ il suo ultimo capolavoro.

A “Papaveri e papere” si diverte ad insegnare all’astro nascente Giorgia che l’unica vera soul-woman italiana è ancora lei. “La voce del silenzio”, cavallo di battaglia di Dionne Warwick, affidato alle sue corde vocali, è un concentrato di nitroglicerina. Ed è bello vederlo a distanza oggi come il suo supremo, rombante atto di congedo.
Mia Martini troverà la morte in un triste maggio del 1995.

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Maurizio Scandurra - Ufficio Stampa PFM

    02 Aug 2009 - 09:22 - #1
    0 punti
    Up Down

    Carissima Marycle,
    in qualità di Ufficio Stampa della PFM - Premiata Forneria Marconi, chiarisco e specifico quanto segue. La frase riportata nel Suo commento che suona così “(…) “Padre davvero” che le diede il trionfo al Festival Nuove Tendenze di Viareggio, in barba a gruppi antesignani del nuovo rock come Banco e PFM (…)”, è da ritenersi errata nel contenuto, per quanto riguarda i miei assistiti. Al Cantagiro del 1971, Mia Martini si classificò infatti a pari merito con la PFM, che in quell’occasione presentò “La Carrozza di Hans”, da sempre tra i grandi succesi della band. Ai fini di una maggiore correttezza di informazione nei confronti dei lettori, dunque credo sia opportuno documentarsi meglio in partenza, questo per non incorrere nel rischio di diffondere dati inesatti o parzialmente errati, specie quando si tratta di grandi artisti come la PFM.
    Grazie per l’attenzione.
    Cordialmente,
    Maurizio Scandurra
    Ufficio Stampa PFM
    Premiata Forneria Marconi.

  • Maurizio Scandurra - Ufficio Stampa PFM

    02 Aug 2009 - 09:36 - #2
    0 punti
    Up Down

    ERRATA CORRIGE - LEGGERE SOLO QUESTA MAIL, che annulla e sostituisce integralmente la precedente! (errore involontario dovuto a errato “copia-incolla” del testo originale sui cui verte la rettifica in oggetto).

    Carissima Marycle,
    in qualità di Ufficio Stampa della PFM - Premiata Forneria Marconi, chiarisco e specifico quanto segue. La frase riportata nel Suo commento che suona così “(…) “Padre davvero” che le diede il trionfo al Festival Nuove Tendenze di Viareggio, in barba a gruppi antesignani del nuovo rock come Banco e PFM (…)”, è da ritenersi errata nel contenuto, per quanto riguarda i miei assistiti. Al Festival Nuove Tendenze di Viareggio, Mia Martini si classificò infatti a pari merito con la PFM, che in quell’occasione presentò “La Carrozza di Hans”, da sempre tra i grandi successi della band. Ai fini di una maggiore correttezza di informazione nei confronti dei lettori, dunque credo sia opportuno documentarsi meglio in partenza, questo per non incorrere nel rischio di diffondere dati inesatti o parzialmente errati, specie quando si tratta di grandi artisti come la PFM.

    Grazie per l’attenzione.
    Cordialmente,
    Maurizio Scandurra
    Ufficio Stampa PFM
    Premiata Forneria Marconi.