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Umberto Boccioni

Umberto Boccioni (Reggio Calabria, 19 ottobre 1882 – Verona, 16 agosto 1916) Scultore, pittore e scrittore, fu uno dei principali e più rappresentativi esponenti del movimento futurista.

BoccioniPittore “verista” dapprima, subì l’influsso del verismo divisionista del maestro che fra il 1901 e il 1909 gli comunicò anche la simpatia per certi temi sociali e umanitari ricorrenti fra i pittori in quel tempo: “Strada di periferia” (1909, Milano, collezione privata); “I selciatori” (1909)

Con il viaggio a Parigi del 1906 fece una prima diretta conoscenza dell’impressionismo e del neo-impressionismo, poi, e fin verso il 1910, divennero determinanti i rapporti con la cultura simbolista italiana ed europea - da Previati, a R. Romani, a Munch (”La città che sale”, 1910, New York, Museum of Modern Art).

Nel 1910 l’incontro con Filippo Tommaso Marinetti mutò radicalmente il corso della sua attività: l’11 febbraio aderì al movimento futurista e con Marinetti, Russolo, Balla, Severini e Carrà lanciò il primo manifesto dei pittori futuristi; seguì l’11-04-1910 il Manifesto Tecnico della pittura futurista.

Le sue teorie, di cui sono pieni i suoi scritti: il dinamismo plastico; la pittura basata sulla sensazione dell’oggetto e non sull’oggetto stesso; la solidificazione dell’impressionismo, ecc., si tradussero nella sua pittura, non di rado con intenti programmatici (il trittico “Stati d’animo”; “gli addii”; “quelli che vanno”; “quelli che restano”, 1911, di accento ancora vagamente romantico), a volte sfociando in opere compiute (”Materia”, 1912; Elasticità, 1912; Giocatore di pallone, 1913).

Nel 1911-12 fu a Parigi con Severini e Marinetti e inaugurò con quest’ultimo la prima esposizione futurista parigina. Nel Manifesto Tecnico della scultura futurista (11-04-1912) enunciò il concetto plastico di linee-forza, che è alla base della sua scultura; in questo campo la prima opera fu del 1911: il gesso “Antigrazioso”, a cui seguirono “Sviluppo di una bottiglia nello spazio” (1912); “Espansione spiralica di muscoli in movimento” (1913); “Forma unica nella continuità dello spazio” (1913) nelle quali “dallo studio dei piani superficiali del cubismo, per non raggelare la materia, anzi per scatenarla, egli venne a concepirla come sovrapporsi di piani che si sfogliano, si smallano come intorno a un compatto nucleo centrale”, pernio intorno a cui si svolge la composizione riassunta in un ritmo unitario.
Le sue opere letterarie e critiche sono: “Pittura scultura futuriste: dinamismo plastico” (Milano, 1914); “Il teatro sintetico futurista” (in collaborazione con Marinetti, Bruno Corra. ) Milano 1913

Nel 1915 l’Italia entra in guerra. Boccioni, interventista, si arruola volontario assieme ad un gruppo di artisti. Durante il suo impegno bellico deve ricredersi riguardo la teoria futurista enunciata da Marinetti, secondo cui la guerra è “unica igiene del mondo”. Conia la sua famosa equazione “guerra=insetti+noia”.

Il 16 agosto 1916, muore in modo del tutto accidentale, cadendo dal proprio cavallo imbizzarrito. La disgrazia avviene durante un’esercitazione militare, a Chievo, frazione di Verona, dove oggi si trova la sua lapide commemorativa, in una stradina immersa nella campagna